
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 28.12.2003
In breve:
L'albergo Roma è l'unico a Castelfranco che possa vantarsi di avere la vista a 360 gradi su piazza Giorgione, le Bastie e gran parte della cinta muraria medievale. Completamente ristrutturato
La licenza dell' albergo "Roma" sorge a Castelfranco Veneto, funzionando come locanda in Borgo Treviso, forse a due passi dal ponte delle guglie, per durare fino alla fine dell'1800. La famiglia Scatola
A cura di Angelo Miatello
Castelfranco Veneto, 27 dicembre 2003. Motivo di vanto per Rino Antonello, proprietario dello storico Albergo Roma sorto più di cinquant'anni fa, ai bei tempi dell'Onorevole Gino Sartor: "Le nostre camere non solo sono state rinnovate ma abbiamo investito moltissimo in tecnologia e comfort. In ogni stanza è possibile l'accesso ad internet gratuito, attraverso il televisore e una tastiera a infrarossi che si può usare anche stando a letto".
L'albergo Roma è l'unico a Castelfranco che possa vantarsi di avere la vista a 360 gradi su piazza Giorgione, le Bastie e gran parte della cinta muraria medievale. Completamente ristrutturato e rinnovato nell'arredamento, dispone di 82 camere "una diversa dall'altra - ci fa notare il proprietario - di cui 13 tra suite e junior-suite. Tutte le camere sono ripensate con maggiore spazio e funzionalità estrema dall'arch. Steno Sarissa, già allievo dell'arch. Consolo".
Ogni particolare non è sfuggito all'albergatore Antonello che si avvale di una trentennale esperienza nel settore turistico-ricettivo. Ed è anche il terzo hotel in tutto il Veneto a disporre di Tv e Internet via cavo, con cui il viaggiatore moderno abbisogna per lavoro o per hobby. Una gran parte delle camere dispone di vasche o docce idromassaggio, climatizzate e di una vista "degagèe" su piazza Giorgione, magnifica vista nei due giorni del mercato quand'è invasa da centinaia di bancarelle e di un pullulare di tanti passanti.
Rino Antonello, assieme ai fratelli Gino e Andreino, cui la loro famiglia proveniva tra Sant'Andrea oltre il Muson e Monastiero, nella vicina San Martino di Lupari, iniziarono la loro lunga carriera come pubblici esercenti nel 1951 con una rosticceria a Roma, proprio di fronte alla Fontana di Trevi, chiamati dallo zio paterno Galliano che si trasferì nella capitale all'inizio degli anni '30, mentre il fratello Andrea, papà di Rino, Gino e Andreino, preferì emigrare nella lontanissima Australia.
La licenza dell' albergo "Roma" sorge a Castelfranco Veneto, funzionando come locanda in Borgo Treviso, forse a due passi dal ponte delle guglie, per durare fino alla fine del 1800. La famiglia Scatola ne acquistò la licenza e costruì una parte dell'albergo nuovo, nell'odierna via Filzi (dove oggi sorge una gelateria e il fotografo Vanzo). In seguito, la licenza d'albergo rimase giacente in Comune che fu "acquistata" da Andrea, il papà di Rino, su suggerimento dell'on. Sartor che lo conobbe nella rosticceria di Roma, per ben 1.200.000 di vecchie lire. L'albergo abbastanza fatiscente fu ristrutturato dai nuovi proprietari, dotandolo di servizi igienici in tutte le camere. Furono spesi più di 18.000.000 di vecchie lire. Una cifra enorme se si pensa che ai quei tempi un caffè costava 35 lire ed un'ombretta di vino appena 15 lire, un amaro 70 lire (oggi un caffè al banco costa circa un euro, cioè circa duemila lire). Si correva con la Giardinetta o la Fiat Topolino e quasi tutti gli operai si spostavano in bicicletta, con il motorino a due tempi o in treno (il Venezia-Bassano del Grappa andava a carbone). A quei tempi e fino agli anni Settanta, il mercato di piazza Giorgione era conosciuto per il bestiame, di martedì i maiali e le scrofe, di venerdì i buoi e i vitelli. Nella stagione estiva il mercato era di sera fino all'alba. Il ristorante "Roma" funzionava già dalle 5 del mattino per servire i commercianti e i mediatori di pietanze calde e succulente. Disponeva anche di una grande stalla per 300 bestie.
Rino Antonello rievoca con un certo entusiasmo il suo passato di albergatore che ha visto crescere "lentamente" anche una cultura provinciale per la promozione turistica di Castelfranco. "Eravamo i soli a disporre di un albergo in città con servizi e ristorante e potevamo contare di una clientela che arrivava fino a Montebelluna, con il suo ingente flusso di rappresentanti e dirigenti nel settore calzaturiero, quando oggi invece ci sono ormai alberghi un po' dappertutto".
"Non abbiamo però visto nel tempo una classe politica molto sensibile allo sviluppo turistico-culturale della Marca. Il Veneto con il Trentino ed il Friuli raggiunge la bellezza del 48 per cento del fatturato nazionale ed il solo Veneto supera il 23 per cento. Di ritorno ci danno appena, appena, lo zucchero per il caffè mentre ad altre regioni, lo Stato dà l'antipasto, il primo ed il secondo...". E non ha tutti i torti il sig. Rino, quando dobbiamo constatare che la proposta di pacchetti di carattere turistico-culturale si limitano alle città gigante come Venezia e Verona, mentre per le piccole cittadine come Castelfranco Veneto, viene lasciato molto alla ingegnosità di chi ci crede con fermezza. Forse ci si è concentrati troppo sull'enogastronomia, favorendo di più la crescita di ristoranti, agriturismo e piccole trattorie e trascurando di fatto il turismo del week-end per le piccole ma ricche identità culturali.
Rino Antonello è da trent'anni socio dell'Associazione Albergatori della provincia di Treviso ma ci precisa che è solo da sei anni che è stato istituito il "Consorzio del Turismo della Provincia di Treviso". "Ora si comincia a ragionare in termini più consoni per un settore in forte espansione. La Marca sta riscoprendo un settore trainante con un indotto molto allargato e diversificato. Le strutture ricettive - accoglienza e ospitalità - devono essere innanzitutto a norma, con comfort e servizi di grado superiore. La professionalità sta venendo fuori anche da chi prima non ne dava una grande importanza. Manca ancora una certa sinergia tra i vari operatori del settore. Non si sfruttano appieno le grandi occasioni culturali che stanno stravolgendo una politica rimasta indietro di qualche decennio. Ma sono fiducioso che si faranno i dovuti progressi anche in questo settore in forte espansione, dato che ormai vi è molta più gente che ha il buon gusto della riscoperta di luoghi e ambienti storici e che pretende sempre maggiori e più qualificati servizi. Se vogliamo stare al pari passo della modernità siamo costretti ad investire di più non solo nelle nostre strutture ma di poter coinvolgere anche quegli ambienti istituzionali che hanno anche loro un interesse nello sviluppo culturale e ambientale del territorio".
Complimenti a Rino Antonello e alla sua numerosa "famiglia" impegnata nel promuovere Castelfranco Veneto, città d'arte e di cultura, un "raro e generoso" imprenditore che abbia saputo veicolare la fama di Giorgione come un artista impareggiabile, attraverso pieghevoli, locandine, carte stradali regionali, e la riproduzione fotostatica delle sue maggiori opere esposte in perenne mostra nella hall del suo albergo. Una hall che, per più di vent'anni, si è trasformata in "Galleria Giorgione" ed ha promosso l'immagine di un albergo legata indissolubilmente con quella di uno dei massimi artisti del Rinascimento.
Informazioni:
Albergo Roma (tre stelle, membro dell'Associazione Best Western)
Via Fabio Filzi, 39 31033 Castelfranco Veneto tel 0423.721616 fax 0423.721.515
L'apparato fotografico a tergo è di Alcide Boaretto, socio fondatore dell'Associazione internazionale del diritto e dell'arte. Foto scattate alle vernici stampa di Treviso (Impressionisti), Venezia (Giorgione) e Bassano del Grappa (Canova). Direttore della rivista "aidanews" e "fashionlaw" è Jeanne Belhumeur.