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I democristiani a Castello di Godego, un po' di quà e un po' di là

Castello di Godego (Treviso): oltre seimila abitanti e solo due liste in lizza per le amministrative di giugno 2004

  Castello di Godego, 13 maggio 2004. Castello di Godego, famoso borgo medievale senza castello e noto a tutti come insediamento paleoveneto e di capannoni, si conferma - secondo i commentatori politici più accreditati - anche nella tornata elettorale del 12 giugno prossimo, "laboratorio politico della Castellana". Infatti, è l'unico comune con più di seimila abitanti (6500 per la precisione) che si presenta allo start con due sole liste civiche: una di centrodestra ed una di centrosinistra. Insomma è il primo comune nel quale viene adottato il bipolarismo, secondo quanto lo si studia a Scienze Politiche.

Certo che se si va ad analizzare uno a uno dei sessanta e passa candidati, ci si accorgerà che molti di loro sono reduci da esperienze democristiane quaraquaqua. Il paese è sconquassato dal traffico intenso e pesante, l'assetto urbanistico presenta serie incongruenze e la biblioteca tira avanti con preghiere e particole un programma assai stringato.   

 

 

 

 

 

Ma come si è,,,, arrivati a questo "storico" risultato, si chiede l'uomo con gli occhiali che legge ogni giorno la pagina del quotidiano preferito? Innanzi tutto non senza una parte di...sofferenza specie per quanto concerne la lista di centrodestra. Spazio agli "sfidanti" del centrodestra che presentano una civica in cui convergono Forza Italia, Udc e Lega Nord. Candidato a sindaco è,,,, stato scelto Daniele Milani coordinatore di Forza Italia. Il problema maggiore è,,,, stato quello di trovare un perfetto equilibrio di forze. Una situazione questa difficile e delicata specie per gli equilibri interni a Forza Italia.

 

 

 

 

Che anche a Castello di Godego, i democristiani traverstiti da forzisti si sono messi con la lista del sindaco uscente che è di sinistra. Questa scelta potrebbe essere ideologica ma non è proprio così. Prima gli interessi economici (prg, permessi,, licenze, aiuti, commesse) poi semmai quelli di carattere ideologico, ma tutti dal prete a confessarsi, perchè non si sa mai. Il bigottismo è ancora molto forte da queste parti e difficilmente è stato debellato con "il bipolarismo all'inglese". Qui, come a Castelfranco o a Vedelago, chi riesce a farsi eleggere è da tanto radicato sul territorio ed ha sempre avuto lunga esperienza nelle file democristiane. A Godego le correnti sono sempre state due una rumoriana ed un'altra morotea. Ma tutti con la Madonna e Gesù Bambino. Tanto è vero che in questo gioco delle parti, una si è svincolata ed andrà a comporre la lista dell'attuale sindaco Angelo Civiero che si ricandida per il secondo mandato e che ha detto No al project financing.

 

 

 

 

 

Una lista che ha dalla sua, l'esperienza di cinque anni di governo del comune e che sarà ripresentata agli elettori rimpolpata, per l'appunto, con qualche inserimento "comperato al mercato delle vacche". Insomma, dopo mesi di incontri e scontri anche duri, con qualche porta sbattuta in faccia, e qualche naso rotto, finalmente i cittadini hanno visto una fumata bianca e dalla montagna è stato partorito un topolino bipolarista, metà grigio e metà bianco, con il naso nero e gli occhi aguzzini. Il Civiero è l'alter ego della Gomierato, un po' prodiani e un po' buttiglioniani.

 


Le foto di repertorio dell'AIDA mostrano alcuni particolari di opere di Giorgione che di recente sono state esposte alle Gallerie dell'Accademia per la mostra "Giorgione. Le Maraviglie dell'arte", in occasione del restauro conservativo della Pala di Castelfranco (1500).

Ci informa l'Ufficio comunicazione e marketing della Soprintendenza che nessuna scuola superiore della Castellana ha visitato la Mostra di Giorgione a Venezia, mancando così al più grande evento di storia locale che si sia svolto lungo il Canal Grande. Alla fine sanno sempre di più gli stranieri che i nostri poveri ....ochi.

Già negli anni trenta i Tedeschi in fatto di conoscenza del patrimonio storico artistico italiano erano impareggiabili, tanto da portarci via tutto quello che poteva essere "interessante ed economico" quindici anni dopo. Noi, italiani, come al solito non ci facciamo caso, un Giorgione in più o uno in meno non fa nessuna differenza. 

 

 Canova - Museo Civico Bassano - Ministro Urbani

 

Vernice stampa Mostra Canova alla Gipsoteca di Possagno, il Ministro Giuliano Urbani accompagnato dal senatore Gianpietro Favaro.

   

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