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Presentata l'edizione 2004 del rapporto di "Nessuno tocchi Caino". 5.599 esecuzioni capitali nel mondo, 5mila in Cina

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Nella triste classifica al secondo posto l'Iran, paese nel quale sono state giustiziate 154 persone. In Iraq, fino al 9 aprile, 113

 

Venezia, 24 giugno 2004. Il 2003 segna un rallentamento delle peni capitali. Anche se le condanne a morte continuano a essere praticate, "per la quasi totalità in paesi dittatoriali, autoritari o illiberali, diminuiscono le esecuzioni e la tendenza complessiva è verso l'abolizione". La notizia è contenuta nell'edizione del 2004 del rapporto "La pena di morte nel mondo" curato, dall'associazione "Nessuno tocchi Caino", presentato a Roma.

 

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Delle 5.599 esecuzioni compiute nel mondo nel 2003, almeno 5mila sono stata eseguite in Cina, che detiene il primo posto nella triste classifica dei paesi che praticano la pena di morte. È il primo dato che emerge dal rapporto annuale di Nessuno tocchi Caino sulla pena di morte nel mondo illustrato a Roma dalla curatrice Elisabetta Zamparutti. Al secondo posto l'Iran con 154 esecuzioni, seguito dall'Iraq con 113 fino al 9 aprile del 2003 e dal Vietnam, con 69.

 

 

Il sito dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino"

 

http://www.nessunotocchicaino.it 

 

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NESSUNO TOCCHI CAINO ANNUNCIA INIZIATIVE SUL CASO ANGIONE

 

11 giugno 2004: Juri Angione è un cittadino italiano di 25 anni di Orbetello che rischia la fucilazione per traffico di droga in Indonesia. Il pubblico ministero ha infatti chiesto ieri la pena capitale per il nostro connazionale nel cui bagaglio - una sacca da surf - la polizia indonesiana avrebbe trovato oltre 4 chili di cocaina, per un valore di mezzo milione di dollari.

 

Il giovane, pur riconoscendo la sacca come sua, aveva tuttavia detto di non sapere nulla della droga.

 

Il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio d'Elia ha dichiarato quanto segue:

"Nessuno tocchi Caino con la newsletter telematica quotidiana (inviata a un indirizzario selezionato di circa 2000 soggetti) informa del caso tutti i responsabili delle direzioni diritti umani presso i Ministeri degli Esteri delle capitali europee e le principali organizzazioni non governative abolizioniste.

Nessuno tocchi Caino continuerà a seguire il caso intanto chiedendo al Ministero degli Esteri italiano di intervenire presso le autorità Indonesiane in modo tale che al nostro connazionale sia assicurata tutta l'assistenza necessaria.

Se la condanna a morte dovesse essere confermata già da oggi annuncio mobilitazioni di Nessuno tocchi Caino sul caso.

Se invece la condanna dovesse essere una lunga pena detentiva chiederemo al Governo di attivare gli strumenti bilaterali perchè Juri Angione possa scontare la pena di Italia".

 

(Nessuno tocchi Caino, 11/06/2004)

 

 

 

 

 

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