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Anticipazioni a Pitti Uomo: la moda maschile tutta a colori. Il tramonto del nero e il revival degli anni '50 '60 di Roberto Menichetti, tra il principe Totò e il borghese Sordi.

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servizio di Jeanne Belhumeur

 

Firenze, 26 giugno 2004. A Pitti Uomo di questa edizione l'amore e l'affetto, l'amicizia e il tradimento attraverso "un bacio" come sigillo di pace è il tema attorno al quale Felice Limosani ha realizzato la performance del primo giorno, salutato con i fuochi d'artificio che illuminavano l'Arno e il ponte Vecchio. Una serata magica che solo Firenze sa regalare per la sua straordinaria bellezza architettonica.

 

Nello spazio "Luisa", Andrea Panconesi ha offerto agli invitati un alternarsi di personaggi, da Eva Herzigova e Linda Evangelisti e a tante altri star dello spettacolo per la performance di Limosani che ha regalato una chiave di lettura ironica per il gesto più legato all'amor di carne. "Poteva sembrare una rappresentazione suggerita dall'impatto sensuale di collezioni ad alto quoziente erotico come quella di Gaultier, o dell'eleganza più tradizionale di Ballantyne o di Bally - ha detto il regista del "bacio" di Firenze - invece i cartoons che abbiamo realizzato in una sequenza destinata a bambini e adulti, si propongono un fine di pace annullando i contrasti. Nel bacio si uniranno un angelo e un diavolo, il lupo e l'agnello, la volpe e la gallina, l'elefante e il topo".

 

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Pitti Uomo è una delle fiere più note al mondo per la moda maschile ha alzato finalmente il suo sipario nella (grandiosa) Fortezza da Basso, con 713 aziende espositrici per 806 marchi (dei quali 300 provenienti dall'estero). Nell'edizione 2004 è la volta della moda primavera-estate per il prossimo anno. Il colore sta riprendendo lo spazio perduto. Il grigio, il nero e il blu non sono più i padroni assoluti del guardaroba maschile. Il cliente oggi vuole sapere, capire un vestito prima di sceglierlo ed indossarlo. L'emozione è l'aspetto fondamentale che muove l'individuo nella scelta finale dell'acquisto. E questo i maggiori stilisti che lavorano per marchi distribuiti nei quattro continenti lo sanno benissimo.

Nello stand di Brooksfield, Fabrizio Desideri - ordinario di estetica nell'Università di Firenze - ha analizzato l'habitus dell'uomo contemporaneo, l'insieme di comportamenti, di gesti, di atteggiamenti che si sono stratificati e consolidati nell'esperienza di ognuno. "Non deve più un abito dettare il ruolo ma ognuno sceglierà il vestito secondo il ruolo che in quell'istante sente di interpretare".

 

Ed è proprio il colore che in questa quarta edizione del Terzo Millennio ha trasformato gran parte della merce esposta. Se per Brooksfield le sfumature, i toni di un colore diventano note musicali per cantare una sensazione, uno stato d'animo, con Alea il colore raggiunge vertici di scientificità. "La 'colorterapia' - affermano gli psicologi ormai stabilmente affiancati agli stilisti - consentirà di chiedere a un vestito di sollevarci da un momento trucido, calmarci da eccessi o smodatezze caratteriali".

 

"Siamo stressati? Avanti i toni dell'energia calda, dal rosso all'arancio. Troppo tesi? Bene i toni vitali: dall'arancio al giallo. Per i calmi, verde e blu mentre i fortunati - sempre più rari - dotati di perfetto equilibrio, potranno spaziare sui viola, gli indaco che favoriscono riflessione e spiritualità", ci suggerisce Marco Tuderi foto reporter di un'agenzia londinese di moda.

 

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Tra Mostre prestigiose, ("Emilio Pucci - Disegni" a Palazzo Pitti), Fashion District e Polimoda a Firenze, Off Scene - Wim e Donata Wenders a Palazzo Spini Feroni, convegni ("L'esperienza dell'eccellenza negli USA", organizzato da Altagamma International Honorary Council a Palazzo Vecchio), incontri nelle nuove boutiques (Corneliani in via Calmala, Roberta di Camerino (che inaugura a Firenze la sua nuova catena di boutiques), Vittorio Sgarbi e Guillermo Mariotto per "Follemente effimero", Borsalino nel Caffè Amerini, si inseriscono le performances artistiche: Vanessa Beecroft al Giardino dell'Orticultura ha piantato come nuovi fiori su un cumulo di terra bruna all'interno di una serra fine Ottocento ventuno modelle, tutte rigorosamente nude e con lunghe chiome che scendevano dalle loro spalle. Anche questo un momento magico che pochi invitati e fotografi hanno potuto goderne lo spettacolo. Sembravano irreali ma splendidamente in carne ed ossa.

 

Il momento più significativo per l'edizione 2004, inaugurata dal presidente Gaetano Marzotto e introdotta da Raffaello Napoleone,  è stata la consegna del Premio Pitti Uomo 2004 a Brunello Cucinelli, industriale del cachemire. Appuntamento prestigioso in prima serata nella vecchia Manifattura Tabacchi, aperta alla moda per la prima volta, con la sfilata di Roberto Menichetti, uno dei grandi protagonisti dello stile anni Novanta, presenza autorevole prima nel team di Jiill Sander e in seguito protagonista del restyling stilistico di Burberry, oggi stilista di Celine. Una collezione che ha proposto un uomo diverso sospeso tra l'eleganza napoletana, tradizionale, signorile, del principe De Curtis (Totò) e quella tutta italica, il borghese ironico e semplice, di Alberto Sordi. Dunque per la prossima primavera-estate l'anticipazione è proprio questa, un ritorno al modo di concepire il vestire tra anni Cinquanta e Sessanta, mentre per i giovani tanto colore e tanti pantaloni corti.

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