
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 22.01.2005
In breve:
La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si arricchisce di un'altra importante collezione, relativa ai maestri dell'avanguardia americana ed europea degli anni Settanta e Ottanta del Novecento, in tutto un centinaio di opere tra dipinti, sculture e lavori su carta.
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Venezia, 22 gennaio 2005. La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si arricchisce di un'altra importante collezione, relativa ai maestri dell'avanguardia americana ed europea degli anni Settanta e Ottanta del Novecento, in tutto un centinaio di opere tra dipinti, sculture e lavori su carta. La notizia ufficiale è stata comunicata solo ieri, sebbene nel mese scorso sia stato firmato un importante accordo tra Thomas Krens, Direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, Philips Rylands, direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, e Hannelore B. Schulhof, per cui una parte consistente delle opere d'arte di proprietà della Schulhof verrà donata, alla sua morte, alla Fondazione Guggenheim, con la clausola che dovranno essere esposte in permanenza a Venezia. E' la stessa clausola che vale per la Collezione veneziana e per tutte le altre numerose donazioni che si sono avute successivamente. Questo importante accordo ha un antefatto che risale al 1966, quando i coniugi Schulhof, Hannelore e Rudolph (quest'ultimo scomparso nel 1999), lei tedesca, lui ceco, ma emigrati negli Stati Uniti prima della Seconda guerra mondiale, si incontrarono a Venezia, in occasione della Biennale, con Peggy Guggenheim. A quell'epoca Peggy, dopo essersi assicurata i capolavori dei maestri del Cubismo, come Picasso e Braque, di quelli del Surrealismo, come Ernst o della nuova avanguardia americana, l'action painting, di Pollock e De Kooning, aveva quasi smesso di collezionare, limitandosi a qualche sporadico acquisto, come il quadro di Bacon. Gli Schulhof, grandi ammiratori di Peggy, decisero, allora, di continuarne l'opera, seguendo lo stesso suo criterio, ovvero di acquistare le opere degli artisti rappresentativi del loro tempo, americani ed europei. Divennero importanti e apprezzati collezionisti, comprando opere dei maestri del color field, come Sol Le Witt, di quelli del minimalismo come Donald Judd, dei protagonisti della Pop Art, come Johns Jasper insieme ai nostri Lucio Fontana, Piero Manzoni e Marino Marini, tanto per citare alcuni esempi. Contemporaneamente si mantennero sempre in contatto con il Guggenheim, sia di New York che di Venezia, tanto che Hannelore è ancora oggi socio emerito della Collezione Peggy Guggenheim. "Con questa nuova donazione - sottolinea Philip Rylands - la Collezione Peggy Guggenheim viene a rappresentare in modo sistematico e non più frammentario, lo sviluppo dell'arte d'avanguardia del secondo dopoguerra del '900. Nello stesso tempo, grazie alla collezione Guggenheim, la città di Venezia diviene la sede di uno dei più importanti musei italiani di arte contemporanea, specie per quanto riguarda i maestri americani".