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Assicurato ai Lloyds il cantiere che raddoppierà di spazi le Gallerie dell'Accademia

Intervista a Giovanna Nepi Sciré, soprintendente del Polo museale veneziano
 
Venezia, 5 febbraio 2005. (Ripubblichiamo un servizio del 5 luglio scorso con le immagini scattate ieri all'inaugurazione). Cantieri aperti per le Nuove Gallerie dell'Accademia a settembre e polizze d'assicurazione milionarie con i Lloyds di Londra per garantire l'apertura del Museo anche durante i tre anni di intervento. Dopo l'assegnazione dei lavori, la scorsa settimana, ora è ufficiale: il cantiere che cambierà il volto delle Gallerie dell'Accademia, raddoppiando la superficie espositiva, aprirà i battenti a settembre, "La gara è ormai stata assegnata - spiega Giovanna Nepi Scirè, sovrintendente per il Polo Museale veneziano - a settembre presenteremo nel dettaglio l'intera operazione con una conferenza stampa alla quale sarà presente anche il ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani". Una piccola grande rivoluzione che poco ha da spartire con i classici interventi di restauro o ammodernamento operati sul delicato tessuto architettonico e artistico cittadino. Il progetto delle Grandi Gallerie sta veleggiando speditamente verso la fase operativa che prevede interventi radicali come lo scavo di un seminterrato che accoglierà un cafè e un bookshop ma anche la ricomparsa di brani d'alta architettura firmati da Andrea Palladio nel Complesso della Carità come lo stupefacente tablinum e la scala ovata, che si meritò la definizione di Goethe: «La scala a chiocciola più bella del mondo».
Per arrivare a esporre 800 opere d'arte, anziché le attuali 400, serviranno 3 anni di cantiere. «Avremmo potuto optare per un lavoro molto più veloce-spiega la sovrintendente Nepi Scirè - ma questo avrebbe implicato la chiusura delle Gallerie. La decisione finale, invece, è di mantenere aperto al pubblico il museo, pur con i dovuti accorgimenti di messa in sicurezza». Fra gli accorgimenti adottati anche una faraonica polizza di assicurazione stipulata con i Lloyds di Londra, sia per le opere mobili, che per quelle immobili come i soffitti o la Cena in casa di Levi di Veronese che misura 13 metri. «È la prima volta che in Italia si procede in questo modo - conclude Nepi Scirè - tant'è vero che qui nessuna agenzia assicurativa si è voluta assumere l'onere. Merito dell'architetto Renata Codello e della sua tenacia aver stipulato una polizza con i Lloyds di Londra». Polizza che si aggira intorno al milione di euro per ogni anno di lavoro e che è stata messa in carico alla ditta che ha vinto la gara d'appalto.
 
Renata Codello, progttista del Complesso della Carità  Tobia Scarpa
 
Per questa grande opera hanno lavorato per la prima volta gomito a gomito anche in fase progettuale storici dell'arte e architetti, sotto l'energica ed efficace regia di Renata Codello, architetto della sovrintendenza che è riuscita a trascinare nell'avventura anche Tobia Scarpa. Scarpa, infatti, sta curando la messa a punto di tutto l'apparato luce con l'aiuto della Mizard: se n'è parlato di recente in un convegno alla Fondazione Cini, in cui è stato sottolineato come anche in fatto di illuminazione le Grandi Gallerie saranno all'avanguardia in Europa. Con i 4.000 metri quadrati recuperati dagli spazi utilizzati dall'Accademia di Belle Arti (ormai quasi completamente trasferita nel complesso degli Incurabili), si potranno esporre in modo appropriato circa 800 dipinti, metà dei quali è sepolto da decenni nei magazzini delle Gallerie e una selezione di statue e gessi sette-ottocenteschi.
La vera novità è costituita dalla riscoperta del Convento dei Canonici Lateranensi, realizzato da Palladio fra il 1551 e il 1560, un capolavoro finora rimasto nascosto che si affaccia sul cortile interno. L'intera struttura sarà unificata in modo omogeneo con l'ambizione di rivaleggiare per tecnologia e servizi (ci saranno per-sino gli ascensori) con i maggiori musei europei.
Un pannello illustrativo del progetto
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