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20 milioni di euro per le Gallerie dell'Accademia ma per i lavoratori precari solo "buone intenzioni"

La contestazione dei precari del Ministero BC 
Venezia, 6 febbraio 2005. Sembra proprio così, sebbene qualcuno possa credere che in pieno Carnevale veneziano, ogni scherzo vale. Venerdì pomeriggio, invitati a partecipare come cronisti del grande evento per la posa della prima pietra del cantiere che raddoppierà gli spazi delle Gallerie dell'Accademia, siamo stati testimoni anche della manifestazione pacifica di gruppi sindacali dei dipendenti delle Soprintendenze e dei musei.
Giovanna Nepi Sciré, Giancarlo Galan, Giuliano Urbani, Paolo Costa, Renata Codello  La posa della prima pietra per il complesso della Carità  Giovanna Nepi Sciré spiega al ministro Urbani e al sindaco Costa il progetto
Da una parte le autorità raccolte dentro l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti per ascoltare gli interventi della dottoressa Giovanna Nepi Sciré, del presidente della Regione Giancarlo Galan, del sindaco Paolo Costa, dell'arch. Renata Codello e del ministro Giuliano Urbani che, a nome dello Stato italiano e del governo Berlusconi, si è così impegnato ufficialmente che l'operazione finanziaria dei circa 20 milioni di euro (già promessi qualche mese fa) ha preso l'avvio. Ora dobbiamo solo "seguire in contemporanea i lavori del cantiere del Complesso della Carità e tramite la consultazione del rispettivo volume che sarà pubblicato a breve e aver fiducia che tutto proseguirà nel meglio" senza intoppi e sfortunate avventure (già successe a Venezia e dintorni) che scongiuriamo.
Dall'altra parte del Complesso della Carità, nella piazzetta di fronte all'Accademia c'erano con bandiere e striscioni sindacali, i dipendenti delle Sovrintendenze e dei musei cittadini che denunciavano le loro condizioni lavorative e organizzative da paese sottosviluppato. Una piaga che, da decenni, assistiamo e che ormai il disservizio pubblico crea spesso anche non pochi disagi. Non lamentiamoci poi se vi è degrado e poca trasparenza. In sintesi, come ci ha premesso l'architetto Stefano Filippi, soprintendente regionale reggente, ed altri manifestanti si tratta "di un taglio drastico degli stanziamenti governativi per le strutture culturali, con effetti drammatici sulla loro funzionalità, cioè mancato pagamento di bollette, rinuncia alle pulizie, riduzione delle ispezioni dei funzionari (per evitare gli sfregi al territorio), in qualche caso persino il rischio di chiusura dei musei; ed effetti altrettanto pesanti sulla vita dei dipendenti, in particolare i precari, privi da anni di qualsiasì garanzia del posto di lavoro e spesso costretti ad attendere sette, otto mesi il già magro stipendio".
 
La contestazione dei precari del Ministero BC L
Primo piano dell I precari raccolti attorno al ministro Urbani
Il ministro Giuliano Urbani, ormai professionista delle contestazioni, non ha dato segnali di fastidio quando ha letto su uno striscione il motto "Urbani il peggior ministro dei beni culturali...ministero allo sfascio" e su un altro "Basta inaugurare! Fateci lavorare!", anzi ha accettato di avere un colloquio con i rappresentanti sindacali dopo la cerimonia nelle sale del museo, al caldo e con meno gente.
La contestazione dei precari del Ministero BC Il sindaco Paolo Costa e consorte Il Sindaco Paolo Costa Il ministro Urbani discute con i precari
  
"Il confronto, bisogna ammetterlo, è stato franco e interessante, avendo dato spunto nel chiarire alcuni dati delicati da risolvere, mi aspettavo peggio" - come ci ha aggiunto l'ing. Paolo Sporadis, che da otto anni è nel precariato. Alle domande incalzanti dei rappresentanti sindacali, il ministro ha così risposto: "Il prossimo anno introdurremmo già in Finanziaria un piano di sviluppo dei Beni culturali che dovrebbe ottenere più risorse dell'attuale 0,17 per cento del Pil, anche perché in Europa si va già dallo 0.50 all'1 per cento. I musei però dovranno essere sostenuti da Fondazioni, che raccoglieranno i soldi anche per pagare il personale chiamato a gestire i nuovi spazi che si vanno aprendo. Intanto i fondi sottratti dal decreto "tagliaspese" saranno sostituiti dallo storno del 30 per cento dei gettiti del Lotto, attraverso progetti mirati anche alla conduzione degli uffici. Per quanto riguarda i lavoratori, anche precari, hanno tutta la nostra gratitudine per il loro impegno, ma non possiamo garantirne l'assunzione, esclusa la deroga che quest'anno ha portato a 29 nuovi contratti. Continueranno però a lavorare, e ci assicureremo che ottengano regolarmente gli stipendi". Un'altra novità del ministro è la fresca nomina del nuovo sottosegretario Martusciello (F.I., che proviene dal ministero dell'ambiente) "che sta lavorando per loro, avendo costituito da poco anche un ufficio per le pensioni".
Invito all
 
 
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