
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 22.03.2005
In breve:
La mostra propone una lettura dell'opera di Carlo Scarpa (1906 - 1978) attraverso i diversi "occhi" di fotografi europei che si sono misurati con la rappresentazione dei capolavori dell'architetto veneziano, a partire dagli anni Cinquanta sino ad oggi.
a cura di Redazione AIDANEWS | 18.10.2004
Vicenza, 24 settembre 2005 (Nostro servizio speciale curato da Fabia Cigni). La mostra - aperta dal 24 settembre fino al 9 gennaio 2005 al Museo Palladio / palazzo Barbaran da Porto - propone una straordinaria lettura dell'opera di Carlo Scarpa (1906 - 1978) attraverso i diversi "occhi" di fotografi europei che si sono misurati con la rappresentazione dei capolavori dell'architetto veneziano, a partire dagli anni Cinquanta sino ad oggi.
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Carlo Scarpa è forse l'ultimo esponente della generazione di architetti disegnatori, per i quali la comunicazione della propria opera era deputata alla matita e ai colori. E' nota la diffidenza di Scarpa per la capacità dell'interpretazione fotografica di entrare in competizione con le concezioni spaziali dell'architetto. E' altrettanto vero, però, che il magistrale controllo della luce, l'uso dei colori, il contrasto tra materiali differenti, il gioco di riflessi delle superfici hanno reso le architetture di Scarpa i soggetti forse più fotografati del Novecento.
La mostra presenta per la prima volta al grande pubblico opere inedite di straordinari interpreti della fotografia italiana contemporanea, fra i quali Gianni Berengo Gardin, Aldo Ballo, Gabriele Basilico, Daniel Boudinet, Stefan Buzas, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Pino Guidolotti, Ferruccio Leiss, Paolo Monti, Fulvio Roiter. Le letture d'autore sviluppano un percorso visivo intorno ad alcune realizzazioni chiave di Carlo Scarpa, ponendo a confronto molteplici punti di vista, realizzati in tempi diversi da oltre trenta differenti fotografi: da vere e proprie icone come la tomba Brion a S. Vito d'Altivole o
In mostra saranno presenti anche gli "occhi" di Carlo Scarpa: piccoli capolavori di disegno, sapienti prospettive schizzate a margine dei fogli di lavoro. Attraverso questi, il maestro veneziano calibrava l'immagine dell'architettura che andava componendo sul foglio. Vere e proprie "fotografie con la matita", questi straordinari schizzi registrano il punto di vista dall'architetto in funzione dell'ideale fruitore.
Fotografie e disegni saranno esposti al pubblico con un allestimento studiato per l'occasione da Umberto Riva, uno dei più sensibili fra gli eredi ideali dell'opera di Carlo Scarpa.
La mostra è il primo evento della FOTOTECA CARLO SCARPA, un progetto promosso dalla Regione del Veneto, nell'ambito delle iniziative del Comitato Paritetico Stato-Regione per la valorizzazione dell'opera di Carlo Scarpa, e realizzato dal C.I.S.A. Andrea Palladio. Il progetto mira alla costituzione di un sistema conoscitivo iconografico per la ricerca conservazione e valorizzazione dell'opera del grande architetto.
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I curatori della mostra e del progetto FOTOTECA CARLO SCARPA sono Italo Zannier e Guido Beltramini.
Italo Zannier è fra i maggiori esperti di fotografia a livello internazionale, ed è titolare della cattedra di storia della fotografia all'Università di Venezia. Membro della Sociètè Europeènne d'Histoire de
Guido Beltramini, direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, ha curato nel 2000 con Paola Marini e Kurt Forster le mostre Carlo Scarpa. Mostre e Musei (1944-1976) (Verona, Museo di Castelvecchio) e Carlo Scarpa. Case e paesaggi (1972-1978) (Vicenza, palazzo Barbaran da Porto).
Carlo Scarpa nella fotografia. Racconti di architetture 19502004. Catalogo della mostra (Vicenza, 24 settembre 2004 - 9 gennaio 2005, Museo Palladio / palazzo Barbaran da Porto), Zannier I., Beltramini G.
Una lettura dell'opera di Carlo Scarpa attraverso i diversi "occhi" di fotografi che si sono misurati con la rappresentazione dei suoi capolavori, a partire dalla fine degli anni Venti sino a oggi. Scarpa è l'ultimo esponente della generazione di architetti disegnatori, per i quali la comunicazione della propria opera era deputata alla matita e ai colori. Ed è nota la sua diffidenza nei confronti della fotografia come strumento per leggere la sua opera e la sua concezione dello spazio. Il controllo della luce, così come quello dei colori e del contrasto tra materiali, hanno stimolato la sensibilità dei fotografi, che si sono cimentati numerosi con la sfida di una architettura considerata dal suo autore non fotografabile. (Dal sito della casa editrice Marsilio)
Titolo: Carlo Scarpa nella fotografia. Racconti di architetture 1950 - 2004. Catalogo della mostra (Vicenza, 24 settembre 20049 gennaio 2005)
Curato da Zannier I., Beltramini G.
Editore: Marsilio
Data di Pubblicazione: 2004
Collana: Cataloghi
ISBN: 8831785400
Pagine: 215
Reparto: Architettura Carlo Scarpa nella fotografia. Racconti di architetture (1950 - 2004)
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