![]() |
|
![]() |
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 23.04.2005
In breve:
«Barbie neocon, come ardita antropologia e schema interpretativo del cambiamento di clima del Kulturkampf contemporaneo». Con questa prosa un po' così Il Secolo d'Italia di ieri celebrava una new entry nel pantheon della Destra.
«Barbie neocon, come ardita antropologia e schema interpretativo del cambiamento di clima del Kulturkampf contemporaneo». Con questa prosa un po' così Il Secolo d'Italia di ieri celebrava una new entry nel pantheon della Destra. La bambola Barbie, «icona della cultura pop che va al di là del tempo e dello spazio» (firma l'articolo Ivo Germano, autore del libro Barbie. Il fascino irresistibile di una bambola leggendaria, Castelvecchi ed.). Che Barbie fosse di sinistra non ci aveva mai pensato nessuno (meno che mai le prime femministe che odiavano la sua immagine e il suo ruolo). Certo, anche lei si aggiustò un po', ci fu una Barbie nera, una col chador, una Barbie handicappata, una Barbie gay. Piaceva tanto, trasversalmente: anche le figlie di madri liberate e progressiste la volevano. Poi cominciò il declino (le Bratz incalzano) e ora ecco che il giornale di An la promuove. Perché? Perché nei libri che da poco
«Barbie neocon, come ardita antropologia e schema interpretativo del cambiamento di clima del Kulturkampf contemporaneo». Con questa prosa un po' così Il Secolo d'Italia di ieri celebrava una new entry nel pantheon della Destra. La bambola Barbie, «icona della cultura pop che va al di là del tempo e dello spazio» (firma l'articolo Ivo Germano, autore del libro Barbie. Il fascino irresistibile di una bambola leggendaria , Castelvecchi ed.). Che Barbie fosse di sinistra non ci aveva mai pensato nessuno (meno che mai le prime femministe che odiavano la sua immagine e il suo ruolo). Certo, anche lei si aggiustò un po', ci fu una Barbie nera, una col chador, una Barbie handicappata, una Barbie gay. Piaceva tanto, trasversalmente: anche le figlie di madri liberate e progressiste la volevano. Poi cominciò il declino (le Bratz incalzano) e ora ecco che il giornale di An la promuove. Perché? Perché nei libri che da poco