
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 23.04.2005
In breve:
Titolata "La partigiana veneta" è infatti incentrata sulla prima versione della scultura in maiolica policroma che Leoncillo Leonardi (Spoleto 1915 - Roma 1968) ha realizzato nel 1955 e che venne in un certo senso "rifiutata" - pur essendogli stata commissionata - perché aveva il fazzoletto troppo "rosso" e dunque troppo "connotata" politicamente.
Venezia, 23 aprile 2005. È una mostra dai molteplici significati, innanzitutto artistici, ma anche politici e culturali, quella che si è inaugurata ieri nel Museo d'arte moderna di Cà Pesaro.
Titolata "La partigiana veneta" è infatti incentrata sulla prima versione della scultura in maiolica policroma che Leoncillo Leonardi (Spoleto 1915 - Roma 1968) ha realizzato nel 1955 e che venne in un certo senso "rifiutata" - pur essendogli stata commissionata - perché aveva il fazzoletto troppo "rosso" e dunque troppo "connotata" politicamente.
L'artista - che è stato uno dei protagonisti del Fronte Nuovo delle Arti nel 1946-48, assieme ai veneziani Santomaso e Vedova, Pizzinato e Viani - realizzò allora una seconda versione modificata, collocata ai Giardini di Castello, inaugurata nel 1957 e distrutta da una bomba fascista nel 1961.
La mostra, curata da Flavia Scotton, assume allora un particolare significato e non a caso viene proposta in occasione del 25 aprile, anniversario della Liberazione. Arricchita peraltro da altre opere sul tema della Resistenza e dell'Olocausto. Come il primitivo bozzetto della scultura di Leoncillo, conservato oggi dall'Istituto Veneto per
Tra questi troviamo le sculture di Carlo Conte, Napoleone Martinuzzi, Ennio Pettenello, Romano Vio, Marcello Mascherini, Giovanni Paganin e Giuseppe Romanelli.
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Particolarmente significativo appare in questo contesto il grande dipinto "Un fantasma percorre l'Europa" del 1949-50, forse l'opera più importante di Armando Pizzinato, conservato ma non abitualmente esposto a Cà Pesaro.
Come peraltro il drammatico dipinto "Non siamo gli ultimi" del 1974 di Zoran Music, emerso nella memoria dell'artista dopo trent'anni dal suo internamento a Dachau. Completano la mostra un folto gruppo di disegni di Pizzinato ispirati alla Resistenza, un ciclo di allucinate acqueforti di Zoran Music sul tema di "Non siamo gli ultimi", e dieci serigrafie eseguite nel 1961, forse tratte da disegni del 1945, di Renato Guttuso, titolare "Gott mit uns".
Ne risulta una rassegna, aperta fino al 30 maggio, non a casa organizzata con la collaborazione dell'Istituto Veneto per
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