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Banda di napoletani specializzata nell'assalto dei tir carichi di Stoccafisso norvegese. Trentaquattro ordinanze di custodia cautelare.

Paolo Pennisi
 

Napoli, 16 maggio 2005. Si erano specializzati nel rapinare tir carichi di baccalà e stoccafisso provenienti dalla Norvegia e da altri paesi del Nord Europa. La tecnica era semplice: bloccavano i camion lungo le strade della Campania, immobilizzavano e se necessario seviziavano gli autisti, disinnescavano gli antifurti satellitari, e nel giro di poche ore rivendevano la merce, immettendola sul mercato, incassando ingenti somme di denaro. Venti i colpi finora accertati, con danni ingenti, tanto da spingere le autorità diplomatiche norvegesi a protestare ufficialmente contro il governo Berlusconi e le compagnie assicurative a non emettere più polizze sul furto dei prodotti ittici destinati in Campania perché definita merce ad alto rischio. Al termine di due anni di indagini, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha emesso ben 34 ordinanze di fermo la cui esecuzione è scattata all'alba di ieri. Sei persone però sono sfuggite agli agenti del compartimento della polizia stradale della Campania e del commissariato di polizia di Aversa che, coordinati dal Servizio centrale operativo, hanno compiuto tutti gli accertamenti. I componenti dell'organizzazione che sono stati fermati all'alba di ieri devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, rapina, sequestro di persona. Ma nel mirino degli investigatori sono finiti anche i ricettatori della merce. L'inchiesta è stata denominata «Stock Fish», stoccafisso.

 

 

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