Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 02.05.2005
In breve:
(Parte prima) Sono omissis solo «virtuali», che si possono aggirare con un semplice clic, quelli apposti al rapporto Usa sulla morte di Nicola Calipari, pubblicato venerdì, e che avrebbero dovuto nascondere nomi, procedure e altre parti riservate
Roma, 1 maggio 2005. (Parte prima) Sono omissis solo «virtuali», che si possono aggirare con un semplice clic, quelli apposti al rapporto Usa sulla morte di Nicola Calipari, pubblicato venerdì, e che avrebbero dovuto nascondere nomi, procedure e altre parti riservate. Le pecette nere che riempivano le 45 pagine del documento rispondevano a evidenti ragioni di sicurezza interna, un modo per proteggere l'anonimato dei marines coinvolti nel «tragico incidente» del 4 marzo, quando Calipari trovò la morte per «fuoco amico» sulla strada per l'aeroporto di Bagdad.
Peccato però che il comando Usa non aveva fatto i conti con il «copia e incolla», che consente di leggere il rapporto nella sua interezza, senza censure. Come? E' sufficiente aprire il documento originale con la versione reader di Acrobat, selezionare tutto il testo e fare un copia e incolla su Word o un qualsiasi editor. Oppure, più facile ancora, aprire il file «pdf» originale, cliccare su «Salva come...» e scegliere un qualsiasi formato diverso dal «pdf» (sempre Word, per esempio). Una semplicissima operazione tecnica che è in grado di eseguire chiunque abbia un computer collegato a Internet.
Tra le parti del rapporto coperte dal segreto militare Usa c'è ad esempio il paragrafo con i nomi dei componenti della pattuglia che ha sparato contro l'auto di Calipari, oppure l'identità del terzo uomo (un agente italiano) alla guida dell'auto con Giuliana Sgrena e Calipari, e ancora il capitolo con le procedure d'ingaggio dei check point. Emerge anche l'operazione «sicurezza» intorno a John Negroponte e le difficoltà di quella sera nella catena di comando americana. Tutti particolari, insieme a molti altri, che sono ora diventati di pubblico dominio e che la procura di Roma che indaga sull'omicidio Calipari acquisirà. È quanto si apprende in ambienti investigativi di Piazzale Clodio. La procedura di acquisizione è quella che gli inquirenti definiscono delle cosiddette fonti aperte, ossia notizie di interesse per l'autorità giudiziaria che però non hanno alcuna valenza processuale.
In ogni caso i militari americani stanno indagando su quanto accaduto al rapporto dell'inchiesta sull'uccisione di Calipari. Sul sito del Comando Centrale degli Stati Uniti a Tampa, come su quello della forza multinazionale, è disponibile il comunicato che annuncia la pubblicazione del rapporto e ne sintetizza le conclusioni, ma non il documento integrale, che, sabato, non risultava raggiungibile nè dal sito del Pentagono nè da quello del Comando Centrale. Che i militari americani stiano cercando di stabilire che cosa sia accaduto si ricava da indicazioni fornite, in queste ore, a media americani, mentre domande in merito rivolte al Pentagono da giornalisti italiani sono rimaste, finora, senza risposta.
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