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Luci e ombre sul caso Calipari: un soldato italo-americano ha ucciso il nostro agente segreto

Giustizia e verità 

 

 

 

 

 

Roma, 1 maggio 2005 (Parte seconda). Nel rapporto senza censure sul caso Calipari si possono leggere i nomi dei vari militari Usa coinvolti di cui la magistratura italiana aveva chiesto di venire a conoscenza per le sue indagini. Caduti gli omissis si scopre che a sparare è stato lo specialista Mario Lozano, della New York Army National Guard, fuciliere sul veicolo di blocco al posto di blocco. 

Il rapporto segnale anche i nomi degli italiani presenti. Oltre a Nicola Calipari, Giuliana Sgrena, viene svelata l'identità fin qui sconosciuta di Andrea Carpani, l'autista che guidava la macchina che è stata poi colpita dal «fuoco amico»

Il rapporto segnala poi il coinvolgimento a vario titolo di: Captain Michael Drew, New York Army National Guard, con l'incarico di pattugliare Route Irish (luogo dell'incidente) e stabilire posizioni di blocco in quattro check points la notte del 4 marzo. Tenente Robert Daniels, New York Army National Guard, ufficiale esecutivo della compagnia A, 1-69 il 4 marzo. Era inizialmente presente al posto di blocco Bp 541. Tenente in seconda Nicolas Acosta, Louisiana National Guard, aveva il comando del plotone in servizio al posto di blocco 541 Prosegue la lista dei militari coinvolti nei fatti che hanno portato alla morte di Nicola Calipari: sergente Sean O'Hara, Louisiana National Guard, si trovava sul veicolo di avvistamento al posto di blocco 541. Sergente Luis Domangue, Louisiana National Guard, anche lui sul veicolo di avvistamento. Specialista Kenneth Mejia, Louisiana National Guard, autista del veicolo di avvistamento. Sergente Michael Brown, New York Army National Guard, poliziotto del New York City Police Department era il sottoufficiale il comando al posto di blocco 541. Specialista Brian Peck, New York Army National Guard, autista del veicolo di blocco. Sergente di prima classe Edwin Feliciano, New York Army National Guard, si trovava sul veicolo del comandante di compagnia.

Negli omissis si leggono anche alcuni particolari sulla Route Irish, la strada teatro dell'«incidente». Il rapporto rivela che tra il primo novembre 2004 e il 12 marzo 2005 sulla Route Irish vi furono 135 attacchi o incidenti ostili. Un altro elemento significativo, rivelano gli omissis, è che circa il 66 per cento degli attacchi in zona avvengono tra le 19 e le 21. L'incidente al posto di blocco 541 si è verificato il 4 marzo tra le 20.30 e le 21, quindi nella zona considerata maggiormente pericolosa dagli americani.

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