Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 01.07.2005
In breve:
Il ministro aveva concluso ricordando che, il 22 giugno, è stata emanata una direttiva per la costituzione di un comitato per la ricerca sanitaria militare e un osservatorio epidemiologico e che un gruppo di lavoro sta lavorando per quantificare quanti sono stati esposti al rischio amianto, ma anche ammettendo che «la questione è molto complessa».
Roma, 30 giugno 2005. Il governo non può limitarsi ad aspettare che siano gli interessati a presentarsi alle visite, ma deve farsi parte attiva nella vicenda degli ex militari della base di Monte Venda, nel Padovano, che rischiano di essere colpiti dal mesotelioma pleurico, la cui gestazione può essere anche pluridecennale e che dipende dalla esposizione alle polveri di amianto: il deputato leghista Cesare Rizzi ha reagito piuttosto bruscamente, ieri a Montecitorio dopo la risposta del ministro Giovanardi al question time sui controlli sanitari per gli ex militari addetti alla base militare Primo Roc di Monte Venda.
Il ministro ha spiegato che questi controlli sono partiti e che saranno visitati tutti i militari che ne facciano richiesta, perché pensano di essere stati esposti all'amianto. Rizzi, l'interrogante, si è immediatamente dichiarato insoddisfatto: «Con tutta la simpatia personale per il ministro Giovanardi, qui però siamo alle solite risposte del governo che lasciano il tempo che trovano. Lei dice che i militari che lo chiedano saranno visitati. Ma siamo noi che dobbiamo chiamare questi ex militari ai controlli - protesta il deputato leghista - non sono loro che debbono pensare a presentarsi. Ci sono dati ben precisi. Siamo già a 400 morti (il numero si riferisce anche alle inchieste sull'amianto nelle navi, ndr), dobbiamo prendere sul serio questo problema. Sta venendo fuori un caso analogo a quello dell'uranio impoverito» che, ricorda Rizzi, lui stesso sollevò, tra lo scetticismo generale, ormai sette anni fa. Il deputato leghista insiste: «Dobbiamo chiamare tutti i militari che hanno frequentato il Primo Roc di Monte Venda, e non aspettare che siamo i militari a presentarsi e a dirci "io presumo di essere malato". La magistratura ha aperto una inchiesta per omicidio colposo, ci sono 400 morti, e lei - conclude Rizzi - mi viene a dire "aspettiamo che i militari vengano a farsi visitare"»?
Nella risposta al question time, il ministro per i Rapporti col Parlamento aveva riferito sulle indagini avviate dalla magistratura ordinaria e militare «per verificare il nesso di casualità fra i decessi avvenuti e l'esposizione alle polveri di amianto. L'amministrazione della Difesa - diceva Giovanardi - ha provveduto a consegnare la documentazione richiesta dagli inquirenti e resta disponibile a dare ogni contributo. Sulla problematica riguardante il Primo Roc di Monte Venda, si precisa che agli organismi sanitari della Aeronautica Militare non risultano elementi che consentano una quantificazione dei casi legati all'esposizione da amianto sul personale che abbia presentato servizio presso quell'ente». Quanto alle attività di prevenzione e sicurezza sul posto di lavoro, sin dal 1992 sono stati avviati controlli presso i propri reparti proprio per verificare la presenza di fibre di amianto, «ma ad ora i valori evidenziati sono inferiori a quelli indicati dalla legge. Sulla necessità di fare uno screening sanitario sugli ex militari distaccati presso il Roc,
Il ministro aveva concluso ricordando che, il 22 giugno, è stata emanata una direttiva per la costituzione di un comitato per la ricerca sanitaria militare e un osservatorio epidemiologico e che un gruppo di lavoro sta lavorando per quantificare quanti sono stati esposti al rischio amianto, ma anche ammettendo che «la questione è molto complessa».