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Magliette con il marchio Playboy dissequestrate ad un ambulante: sono di imitazione grossolana

 Impronte delle mani

 

Treviso, 15 luglio 2005. È libero il coniglietto Playboy, per l'esattezza una carica di ben 101 testoline di coniglio del famoso marchio, stampate su altrettante T-shirt sequestrate a Cittadella ad un commerciante ambulante di Onè di Fonte, in uno dei mercati settimanali più affollati della provincia. La sezione del riesame del Tribunale di Padova ha dissequestrato le t-shirt che la Guardia di Finanza, il 30 maggio scorso su diretta segnalazione della "Celebrity Lab srl Official Licensee of Playboy Enterprises" di Vicenza, aveva provveduto a togliere dal mercato ritenendole, secondo una prima perizia, "contraffatte". Ebbene il tribunale ha ribaltato giudizio e perizia ritenendo che le magliette, sia da uomo che da donna, messe in vendita al mercato erano caso mai un'imitazione, grossolana ed evidente, e non certo una contraffazione. In nessun modo, insomma, si voleva trarre in inganno il consumatore inducendolo a comprare una maglietta che chiunque poteva riconoscere non solo come non originale, ma anche come come non contraffatta. Già lunedì le magliette col famoso coniglietto potrebbero tornare sul banco di Pietro Antonio Gheno, 48 anni, nato a Gallio e residente ad Onè di Fonte in via San Nicolo', 18. L'uomo lunedì 30 maggio si era visto arrivare i militari della guardia di finanza di Cittadella che avevano disposto l'immediato ritiro di tutti i con il marchio "Rabbit Head Design" e la scritta "Made in Italy" e non "Playboy". Il commerciante aveva subito presentato ricorso che il giudice ha ora accolto firmando il il dissequestro.

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