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62. Mostra del Cinema: lo scenografo Dante Ferretti è presidente della giuria e Francesca Ghermandi è l'autrice della sigla di apertura

I Leoni della Mostra

Roma, Hotel Excelsior 28 luglio 2005 (servizio di redazione). Dante Ferretti, uno dei più noti scenografi a Hollywood, prediletto da Federico Fellini e da Martin Scorsese, è stato nominato dalla Fondazione Biennale di presiedere la giuria internazionale della 62. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, che si svolgerà al Lido di Venezia dal 31 agosto al 10 settembre (vedi nostri servizi nei vari siti di aidanetwork.com) . Ferretti ha progettato scenografie per vari registi come Ferreri, Pasolini, Annaud, Jordan, Gilliam. Ha collaborato con Martin Scorsese in sette film, vincendo l'Oscar per The Aviator, insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo. Nato a Macerata nel 1943, dopo la maturità liceale, Dante si trasferisce a Roma per frequentare l'Accademia delle Belle Arti. Divenuto amico del grande scenografo Luigi Scaccianoce, fa il suo esordio nel 1969 con Medea di Pier Paolo Pasolini, ricreando il mondo classico. Con Pasolini, Ferretti lavorerà fino alla morte del regista, collaborando a Il Decameron (1971), ambientato in un solare e mediterraneo Medioevo, I Racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle mille e una notte (1974), dove mette in scena un Oriente fuori dagli stereotipi, e Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). Nello stesso periodo Ferretti inizia a collaborare con altri maestri del cinema italiano, da Elio Petri a Luigi Comencini, da Ettore Scola a Marco Ferreri, ideando per lui l'America desolata di Ciao maschio (1979) e quella autodistruttiva di Storie di ordinaria follia (1981). Nel 1979 inizia a lavorare con Federico Fellini, materializzando le visioni del maestro di Rimini, e fornendo un contributo fondamentale alla creazione del suo mondo: da Prova d'orchestra (1979) a La voce della luna (1982). La grande carriera di Ferretti nel cinema internazionale decolla poi con il Medioevo insieme realistico e simbolico de Il nome della rosa (1982) di Jean-Jacques Annaud. Nel 1989 arriva la prima delle sue 8 nomination all'Oscar, per le scene barocche de Le avventure del barone di Münchhausen di Terry Gilliam, e l'anno successivo è nuovamente candidato con Amleto di Franco Zeffirelli. Trasferitosi ad Hollywood, diventa un maestro della ricostruzione d'epoca, rimanendo sempre fuori dai cliché. Nel 1994 ambienta sontuosamente tra un'Europa e un'America settecentesche Intervista col vampiro (nomination all'Oscar) di Neil Jordan. Ma è con Martin Scorsese che si sviluppa la collaborazione più intensa e duratura, dalle raffinate suggestioni viscontiane de L'età dell'innocenza, alla luminosità crudele di Las Vegas in Casinò (1995), fino all'esotismo ammaliante di Kundun (1997, nomination all'Oscar) e alla New York fatiscente e insanguinata di Gangs of New York (2002, nomination all'Oscar). Dante Ferretti è attualmente impegnato sul set del nuovo film di Brian De Palma, The Black Dahlia, tratto da un romanzo di James Ellroy, ambientato negli anni '40. "Ho dovuto ricostruire la Los Angeles anni '40, e l'ho fatto in Bulgaria - ha dichiarato Ferretti - Per fortuna Fellini mi ha insegnato che non esistono imprese impossibili".

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Il Presidente della Biennale Davide Croff e il Direttore della Mostra Marco Müller hanno inoltre annunciato che è Francesca Ghermandi l'autrice della sigla di apertura della 62. Mostra, un felice incontro tra fumetto e animazione, la prima sigla "pop art" nella storia della Mostra. Francesca Ghermandi è nata nel 1964 a Bologna, dove vive e lavora. Figlia dello scultore Quinto e della pittrice Romana Spinelli, ha iniziato a disegnare fin da bambina. Dopo il diploma classico, nel 1983 si iscrive alla Facoltà di Architettura; parallelamente segue un corso di fumetti tenuto dal gruppo Valvoline e da Andrea Pazienza, che le rivela il mondo del fumetto d'autore contemporaneo. Le prime pubblicazioni (1985-87) sono a linea chiara, in bianco e nero e riguardano essenzialmente illustrazioni e fumetti brevi. Dalla fine degli anni Ottanta inizia a collaborare a varie riviste con disegni a colori e storie a puntate, poi raccolte in volumi. Spesso i personaggi o gli ambienti creati per delle illustrazioni vengono utilizzati in storie a fumetti successive e, viceversa, idee nate all'interno di fumetti si trasformano in illustrazioni, rendendo gli ultimi lavori una sintesi di quelli precedenti. Dalla metà degli anni Novanta sperimenta il disegno a grafite dando vita al personaggio di Pastil, le cui storie vengono pubblicate in tre libri tra il 1998 e il 2001. Nello stesso periodo, inizia il lavoro a un altro fumetto, Bang! Sei morto, uscito in volume nel 2003. Ha partecipato alle principali esposizioni del fumetto, e ha pubblicato su numerose testate, tra le quali "Reporter", "Frigidaire", "Il manifesto" e "Il gambero rosso".

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