
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 18.09.2005
In breve:
È come una valanga, ad ogni passo si ingrossa e prende nuovo vigore. Il progetto "Wonderland", inaugurato ieri ai Magazzini del Sale a Venezia, era iniziato in Carinzia nel settembre 2002 con lo scopo di presentare al pubblico il lavoro dei team di giovani architetti, tutti in qualche modo legati a questa regione.Dal successo iniziale della mostra è venuta l'idea di continuare il progetto con un tour aperto alla nuova identità territoriale Europea (Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Francia, Italia, Croazia, Slovenia) e di invitare via via studi di questi paesi per utilizzare insieme il sistema espositivo.
Venezia, 17 settembre 2005. È come una valanga, ad ogni passo si ingrossa e prende nuovo vigore. Il progetto "Wonderland", inaugurato ieri ai Magazzini del Sale a Venezia, era iniziato in Carinzia nel settembre 2002 con lo scopo di presentare al pubblico il lavoro dei team di giovani architetti, tutti in qualche modo legati a questa regione.Dal successo iniziale della mostra è venuta l'idea di continuare il progetto con un tour aperto alla nuova identità territoriale Europea (Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Francia, Italia, Croazia, Slovenia) e di invitare via via studi di questi paesi per utilizzare insieme il sistema espositivo.
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Così, 11 studi di giovani architetti austriaci hanno organizzato questa mostra itinerante in continua crescita. In ogni paese visitato, 11 studi vengono invitati a prendere parte all'evento. Il viaggio è iniziato a Bratislava nel giugno 2004, e si concluderà nel
Wonderland non è solo un'opportunità per giovani architetti per presentare il loro lavoro al pubblico, ma funziona anche come una sorta di incubatoio per nuovi studi. L'idea è di dare inizio ad un nuovo tipo di network. Per la mostra è stato creato un paesaggio espositivo, fatto di 440 pannelli laminati chiamati pixels, che si riconfigurano a seconda degli spazi a disposizione nelle diverse stazioni.
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I partecipanti alla mostra diventano in questo modo nodi di un network, che va al di là dei confini territoriali, che si espande e che diventa via via più denso. Ciascuno dei partecipanti fa a sua volta spesso parte di più contesti contemporaneamente e vive in una molteplicità di luoghi. La mostra riflette questo territorio virtuale, questo "paese delle meraviglie", in cui coesistono e si incrociano i diversi modi di fare architettura oggi.
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Per selezionare i gruppi italiani di Wonderland era stato indetto un mini concorso, al fine di allargare il più possibile la partecipazione. Un apposito bando, richiedente un breve curriculum e tre immagini di progetti è stato diramato tramite le università, gli ordini professionali e catene di e-mail.La giuria, composta da membri dei due studi selezionati come partner team, si è trovata di fronte a circa settanta gruppi, tra cui sono stati scelti Arbau studio, Avatar Architettura + Peter Lang, Baukuh, Dogma, Liverani/Molteni architetti, MaP, Arch. Francesco Matucci, Mod.Land, PArch, Studioata, zD6 studio associato di architettura. Il primo criterio di scelta era stata la qualità dei progetti, indipendentemente dal loro numero o dal fatto che fossero costruiti o meno. Si era deciso inoltre di non optare in alcun modo per una certa omogeneità di stile, che fosse ascrivibile ad una qualche tendenza, ma di cercare di presentare un panorama il più ampio possibile delle differenti tensioni che attraversano la pratica progettuale dei giovani architetti italiani.
P.S.
Questo è un ammonimento ed un appello pubblico per sbeffeggiare i veneziani. Le fotto aggiunte riguardano il cantiere aperto da diversi anni per la costruzione del QUARTO ponte sul Canal Grande dell'arch.Calatrava di piazzale Roma. Un'opera costosissima e superflua se si calcolano le due distanze, quella attuale dal piazzale verso il ponte degli Scalzi e quella futura con il nuovo ponte che, per i promotori dovrebbe far guadagnare tempo ai pedoni che si recano in Stazione.
L'amministrazione veneziana abbagliata da mega progetti spesso perde la bussola, causa soprattutto della mancanza di aver fatto altrove esperienze di vita in città più grandi di essa. I veneziani doc, quelli che riescono a vendere parole per portare a casa finanziamenti per progetti, sono i peggiori amministratori del Veneto. I veneziani sono come i marziani, vivono su un altro pianeta.
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