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Belluno città e provincia assieme per Ippolito Caffi, il pittore patriota degli effetti speciali

Ippolito Caffi

 

Treviso, 2 ottobre 2005 (servizio dal nostro inviato A. Miatello). Si è tenuta ieri verso le ore 13.00,  la conferenza stampa della mostra di "Ippolito Caffi. Luci del Mediterraneo" a Palazzo Crepadona (c'erano Sergio Reolon, presidente della Provincia, Claudia Bettiol vicepresidente e assessore alla cultura, Marco Perale vicesindaco, Renato Barilli, storico, Annalisa Scarpa storico e curatrice del catalogo e Paolo Conte consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio).

 

 

 

L'inaugurazione ufficiale è avvenuta al Teatro Comunale con la presenza anche di Irina Artenieva, direttrice della sezione pittura italiana e veneta del Museo Hermitage di San Pietroburgo. La mostra rimarrà a Belluno fino al 20 gennaio e proseguirà dal 15 febbraio fino al 2 maggio a Roma a Palazzo Braschi. Ambedue le mostre, la prima nella capitale delle Dolomiti e la seconda nella Città eterna, sono coordinate dal Villaggio Globale International, lo stesso che "gestisce" lo svolgimento dell'annuale Salone dei Beni Culturali di Venezia-Scalo Marittimo all'inizio di dicembre. La mostra "caffiana" "si svolge in un percorso espositivo procedendo per luoghi - come ha sottolineato Annalisa Scarpa - Venezia, Roma, il Mediterraneo, ed altre città e accostando vedute dello stesso sito da prospettive differenti o nelle diverse declinazioni atmosferiche". I luoghi del suo girovagare in Italia, Europa e nel Medio Oriente, fino al Deserto di Nubia e a Luxor, che il pittore bellunese ci trasmette con vedute, annotazioni nei suoi diari e bozzetti sono di grande fascino per come sono rappresentati e di aiuto per gli storici del paesaggio o della vita dei suoi tempi. "E' la prima grande mostra antologica - come ci ha precisato il presidente di Villaggio Globale International Maurizio Cecconi - che riunisce oltre un centinaio di vedute, tra le quali numerosi inediti. Un nucleo importante di opere grafiche - disegni e bellissimi acquarelli - e i suoi album e taccuini, preziosi schizzi appuntati durante i tanti viaggi o nel corso delle operazioni belliche di cui fu spettatore e protagonista, cronache e testimonianze d'epoca di grande efficacia, che consentono di mettere in luce anche l'abilità di Ippolito Caffi nella resa delle figure e il suo interesse per la varia umanità incontrata: popolani, soldati, religiosi, donne con costumi tradizionali". L'evento di Belluno merita di essere annoverato fra le più importanti mostre dell'800 che si sono svolte in questo ultimo decennio nel Triveneto, con una nota di assoluta professionalità da parte degli organizzatori che stanno compiendo meritevoli progressi nella "riscoperta" di intellettuali sulla cui promozione si possono trarre vantaggi di carattere culturale, didattico e di rilancio territoriale (che gli odierni neo laureati di Ca' Foscari chiamano "marketing territoriale").

 

   

 

Finalmente - aggiungiamo noi - si fa squadra! Ci auguriamo che gli enti preposti continuino su questa via maestra. La città di Belluno deve riappropriarsi di quel ruolo centrale all'interno di una provincia estesissima dove troppe sono divenute le divergenze con le realtà locali che non sanno fare sistema. La ricchezza di un patrimonio ambientale e storico-artistico non viene ancora gestito con metodi moderni e razionali da chi ne avrebbe il dovere politico ed economico. E questo lo diciamo da parecchio tempo, un po' perché abbiamo una lunga esperienza vissuta nel Canton di Ginevra, e, constatiamo che vi è una moltitudine di soggetti e di operatori slegati da una politica turistico-culturale programmata. La città di Belluno non può più rimanere arretrata rispetto al resto della Regione Veneto, in quanto determinate aree o distretti industriali e singoli Comuni (Cortina d'Ampezzo, Sappada, Pieve di Cadore, Auronzo, Feltre, Longarone, Mel, Lentiai, per citarne solo alcune) sono all'apice dell'economia italiana, turistica e non. Non solo dunque grandi antologiche di personaggi nati o vissuti in città, ma anche quelli della provincia che nella loro specifica individualità hanno marcato la storia di questo territorio. Belluno città dovrebbe ospitare molte più mostre di carattere culturale e didattico diventando un volano per un turismo regionale che ancora stenta di avere. Se Cortina ha molti mezzi per le proprie iniziative, Belluno dovrebbe co-partecipare con essa, dividendone strategie ed obiettivi. A Belluno manca appunto un legame stretto con la propria provincia, intesa questa dai vari enti locali come il risultato di "un abbandono che sfocia in un fai da te". Se andate a Sappada, a Cortina o persino a Lentiai c'è un comune ragionare nel sentire assente sia il capoluogo che la provincia. Saranno le montagne, barriere naturali che incidono sulla cultura "fai da te", i precari trasporti che convincono gli abitanti a non andare a Belluno di domenica, oppure il carattere flemmatico dei bellunesi che ha col tempo determinato un'atmosfera "caffardeuse", tipica appunto di centri abitati ormai da soli impiegati pendolari e da qualche vecchio residente.

 

 

 

Eppure a Belluno non mancano sontuosi palazzi e dimore, conventi e chiese ricchi di opere d'arte secolari, ristoranti e bar, il teatro comunale ed altri spazi, piazze e luoghi storici. E la rinascita di Belluno è proprio nella politica turistico-culturale che sa sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione e si inventa occasioni trimestrali (non solo annuali!) per far spostare migliaia di turisti domenicali o le scolaresche ed i pensionati durante la settimana. Ma forse i bellunesi di città non hanno mai amato il turismo in casa propria, perché loro stessi turisti domenicali nei paesucoli a mangiare Polenta e luganeghe, a raccogliere funghi nei boschi, ad andare a Venezia in treno o persino nella vicina Austria perché in auto si va "in due ore e mezza". Si parla tanto di crisi economica sia in Città che in altre parti dove per decenni si faceva solo un tipo di mestiere ma non si riesce a trovare alternative, sebbene il territorio montano sia bellissimo ed offra tesori anche di carattere architettonico e artistico (chiese, conventi, dimore, borghi).

                         

Ippolito Caffi Ippolito Caffi Ippolito Caffi Ippolito Caffi
 

La mostra "Caffi.Luci del Mediterraneo", tratta di una ricchissima raccolta di vedute e disegni del sommo maestro, nato a Belluno nel 1809 e morto nella battaglia navale di Lissa nel 1866, che è stato l"ideale prosecutore dell'opera del Canaletto, Bellotto e della più alta tradizione del vedutismo e dell'uso della "camera ottica", e allo stesso tempo un uomo nuovo nell'ambito della cultura ottocentesca, convinto patriota e instancabile viaggiatore, apparentemente personalità irrequieta ma anche autore di pagine indimenticabili che descrivono orizzonti e tramonti romani e che comunicano un senso totale pacatezza e severità" (Gianni Borgna, dalla cartella stampa).

 

Ippolito Caffi  Ippolito Caffi Ippolito Caffi Ippolito Caffi
 

Infatti, "Caffi - come è stato spiegato da Barilli alla conferenza stampa - dimostra di avere una forte personalità e di possedere uno spirito avventuroso, e di essere fortemente motivato nell'attività politica che ai suoi tempi significava andare controcorrente, anche a costo di rimetterci la pelle". Partecipa ai moti insurrezionali del 1848-49, subisce come molti altri intellettuali dell'epoca la persecuzione austriaca, conosce prigionie ed esili, ma cocciuto com'era, allo scoppio del conflitto tra Italia e Austria nel 1866 - siamo alla terza guerra d'indipendenza disastrosamente condotta dal generale Alfonso Lamarmora - Caffi vuole partecipare ai combattimenti navali, un po' spinto per la sua insaziabile curiosità nell'immortalare "gli effetti speciali dei cannoni". Il bellunese il 13 maggio raggiunge Firenze e fa di tutto per ottenere dalle autorità sabaude l'autorizzazione ad imbarcarsi in una nave militare italiana che doveva salpare da lì a qualche giorno dal porto di Ancona. Il ministero della difesa decise di progettare un'azione contro l'isola di Lissa vicino Spalato, posizione avanzata austriaca nel medio Adriatico. Il 20 luglio la flotta italiana e quella austriaca si scontrarono in un combattimento confuso e reso drammatico dallo speronamento, per opera dell'ammiraglia austriaca Ferdinand Max, dell'ammiraglia italiana, la Re d'Italia, che affondò con gran parte dell'equipaggio. Un'altra nave italiana, la Palestro, fu fatta saltare dalle granate austriache e solo una nave austriaca fu gravemente danneggiata. Per Caffi fu l'ultimo viaggio senza ritorno, in cui "muoiono annegati 640 marinai" (Luca Pes). 

 

Ippolito Caffi Ippolito Caffi Ippolito Caffi, autoritratto Ippolito Caffi 
 

Il movente di queste sue fughe era una folle passione per poter raccontare dal vivo con dipinti, schizzi e disegni di battaglie e combattimenti. Un artista-reporter ma anche un "pittore che sapeva riportare sulla tela quegli effetti speciali provocati da fuochi d'artificio, incendi, spari, cannonate" (Barilli). Grazie ai suoi dipinti , schizzi e disegni oggi possediamo una fondamentale testimonianza iconografica e scritta di battaglie e combattimenti, che portarono alla formazione dello Stato unitario italiano. La vita di Caffi è indissolubilmente legata alla politica e da vero eroe è morto. "Scorrere le tappe della sua vita avvincente di uomo ed artista significa dunque ripercorrere una sorta di storia illustrata d'Italia che, con questa mostra antologica di Belluno e Roma, si riuscirà facilmente leggere" (Claudia Bettiol).

 

Ippolito Caffi  Ippolito Caffi  Ippolito Caffi

 

E' un viaggiatore instancabile, curioso e sensibile. Per gli storici è un artista di grande fascino: tra i maggiori e più originali vedutisti dell'Ottocento italiano. La sua arte assume una dimensione e un respiro europei che lo avvicinano al francese Corot (da vedere prossimamente al Palazzo dei Diamanti a Ferrara) e, in qualche modo - per le "differenti ma pur contigue attitudini visionarie" - al contemporaneo londinese Turner (vedi nostri servizi della mostra tenutasi al Museo Correr), suscitando, nella sua breve ma intensa vita, consensi ed ammirazione.

 

Ippolito Caffi, itinerari di Ippolito Caffi
 

Un evento, dunque, lungamente atteso quello che animerà la stagione autunnale delle grandi mostre in Italia - promosso dalla Provincia di Belluno in collaborazione con il Comune di Belluno, dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali-Museo di Roma con il Comune di Roma ed il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza Belluno e Ancona e la Regione Veneto, ed il sostegno degli sponsor Assindustria Belluno, Bim Piave, Unione Artigiani e Piccola Industria, Enel, ACC elettromeccanica, COSTAN-refrigeration, Lattebusche - che mira ad offrire una panoramica esaustiva del catalogo pittorico e grafico di Caffi, evidenziando soprattutto le tematiche e i soggetti privilegiati dal grande artista.

 

Ippolito Caffi Cortile di Palazzo Crepadona, Belluno Entrata di Palazzo Crepadona
 

CAFFI A BELLUNO dal 1 ottobre 2005 al 22 gennaio 2006

Ippolito Caffi - Luci del Mediterraneo

Belluno 

BIBLIOTECA CIVICA - PALAZZO CREPADONA

Via Ripa 3 (32100)

+39 043725727 (info), +39 0437941051 (fax)

biblioteca@comune.belluno.it   

www.biblioteca.comune.belluno.it  

 

Caffi è uno tra i maggiori e più originali vedutisti dell'Ottocento italiano.

Orario: da martedì a domenica 9-19; lunedì chiuso (escluso il 26 dicembre 2005). Giorni  straordinari di chiusura: 24, 25 e 31 dicembre 2005 e 01 gennaio 2006, (chiusura biglietteria alle 18)

(possono variare, verificare sempre via telefono)

Biglietti: Intero euro 8,00; Ridotto e gruppi  euro 5,00; Scuole euro 3,00

Info prenotazioni: 0437944274

www.mostracaffi.it  

 

   
 

Editore Catalogo: SKIRA  (gruppo Mondadori). Contributi di: Giandomenico Romanelli, Luca Pes, Massimo De Grassi, Renato Barilli, Maria Elisa Tittoni, Flavia Scotton, Federica Pirani, Annalisa Scarpa.

Ufficio stampa e organizzazione delle due mostre: VILLAGGIO GLOBALE INTERNATIONAL (direttore Maurizio Cecconi nella foto sopra).

Il progetto allestitivo è di Michelangelo Lupo

Curatori: Annalisa Scarpa, Giandomenico Romanelli presidente del Comitato scientifico formato da R. Barilli, M. De Grassi, E. Di Majo, F. Pirani, G. Romanelli, A. Scarpa, F. Scotton, M.E. Fittoni, S. Tozzi.

 

E' attivato un servizio di visite guidate per sei itinerari nel centro storico e nella provincia di Belluno che illustrano e consentono al visitatore di scoprire il panorama artistico bellunese dell'epoca del Caffi, attraverso i dipinti ed affreschi dell'Ottocento, diffusi sul territorio. Peccato che alla conferenza i responsabili di Provincia e Comune non ne abbiano dato rilevanza e che ci siamo accorti solo dopo aver analizzato con più calma la copiosa e magnifica cartella stampa.

La pittura dell'Ottocento nel Bellunese all'epoca di Ippolito Caffi: itinerari, è il titolo della scheda che ne illustra i sei itinerari (Info 0437944274)

 

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