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Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 29.10.2005
In breve:
Dopo duecento anni dalla realizzazione di questo poderoso materiale, rimasto coperto dal vincolo del segreto militare fino alla metà del XIX secolo, viene integralmente reso pubblico e racchiuso in tre eleganti tomi (due da quattrocento pagine ciascuno con le annotazioni del territorio, un volume introduttivo di 46 pagine e 120 carte topografiche) grazie alla Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso.
A cura di Massimo Rossi, art director Domenico Luciani e coordinamento redazionale curato da Patrizia Boschiero, con la collaborazione dell'Österreichisches Staatsarchiv di Vienna.
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Treviso, 29 ottobre 2005. Una minuziosa e gigantesca carta topografica, redatta tra il 1798 e il 1805 per iniziativa dello Stato maggiore austriaco a scopi militari, e riproducente tutto il Veneto e tutto il Friuli, che racconta di fatto la storia del Nordest italiano non solo attraverso paesaggi rimasti immutati per secoli ma anche attraverso sapienti annotazioni degli ufficiali topografi che riportano lo stile di vita, l'economia, le condizioni di sussistenza della popolazione veneta e friulana dei primi Ottocento.
La "Kriegskarte", ovvero la carta di guerra dell'Impero austriaco, è stata realizzata dal generale Anton von Zach insieme a 32 topografi, e copre un'estensione di 31mila metri quadrati. Ognuna delle 120 tavole è stata disegnata a penna e colorata in acquerello ed è in scala 1:28.800. Dopo duecento anni dalla realizzazione questo poderoso materiale, rimasto coperto dal vincolo del segreto militare fino alla metà del XIX secolo, viene integralmente reso pubblico e racchiuso in tre eleganti tomi (due da quattrocento pagine ciascuno con le annotazioni del territorio, un volume introduttivo di 46 pagine e 120 carte topografiche) grazie alla Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso che ha sponsorizzato il lavoro, portato a compimento dopo cinque anni di fatiche dal curatore scientifico Massimo Rossi, art director Domenico Luciani e coordinamento redazionale curato da Patrizia Boschiero, con la collaborazione dell'Österreichisches Staatsarchiv di Vienna. Materiale che è anche oggetto di una mostra aperta proprio ieri a Treviso a Palazzo Caotorta (fino al 25 novembre 2005, lunedì-venerdì con orario 9.15-18).