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Fazio Vattene! Un appello pubblico di Beppe Grillo

Giustizia e verità 

 

Genova, 1 settembre 2005. Fazio Vattene! Un appello pubblico di Beppe Grillo che ha raccolto il sostegno di moltissimi aderenti per sostenere una campagna d'informazione contro le malefatte del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio.

 

Testi tratti dal blog di Beppe Grillo

 

Cari amici del blog,

ho deciso di raccogliere l'invito di molti di voi e di pubblicare con il vostro aiuto una pagina sulla Repubblica con l'appello riportato di seguito per mandare a casa Fazio.

Il costo della pagina è di 15 mila euro più iva.

L'appello è stato pubblicato sulla Repubblica del 1° settembre 2005 a pagina 18.

 

APPELLO DEL BLOG BEPPEGRILLO.IT

 

E' trascorso un mese da quando i giornali hanno pubblicato le telefonate fra il governatore della Banca d'Italia e alcuni protagonisti italiani della scalata alla Banca Antonveneta. E' trascorso un mese da quando la comunità internazionale ha avuto, dalla viva voce del governatore, la prova che in Italia il capitalismo, il mercato, la libera concorrenza sono finti. 

L'"arbitro" Antonio Fazio gioca con una delle squadre in campo, la Banca Popolare Italiana di Lodi. L'altra, il ABN Amro, non ha santi in paradiso, dunque ha perso la partita prima ancora di giocarla. L'"arbitro" Fazio (con la collaborazione della sua signora) coccola il lodigiano Gianpiero Fiorani, lo invita in Bankitalia ("passando dal retro"), cestina i rapporti negativi dei suoi stessi ispettori interni sul suo amichetto "lumbard". Lo stesso sospetto aleggia su altre scalate, da quella dell'Unipol alla Bnl a quella dei "furbetti del quartierino" Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera. 

Dietro il paravento di un'anacronistica e sciovinistica difesa dell'"italianità" delle banche, Fazio ha reso ridicola e inaffidabile l'Italia agli occhi del mondo. Finchè resterà in servizio un "arbitro" così, nessuno verrà più a investire in Italia. Ma intanto un bel pezzo del governo difende Fazio & C. Un bel pezzo dell'opposizione balbetta e si barcamena. Centinaia di imprenditori e banchieri sempre pronti a spiegarci il libero mercato tacciono, con le lodevoli eccezioni del presidente di Confindustria Luca di Montezemolo e pochi altri. 

Il premier Silvio Berlusconi annuncia una legge per impedire le intercettazioni per i reati finanziari e mandare in galera i giornalisti che pubblicano quelle già fatte. Fazio è ancora al suo posto e non ha alcuna intenzione di andarsene. Anzi, avrebbe chiesto un'ispezione interna contro gli ispettori di Bankitalia che han fatto il loro dovere, opponendosi alle sue manovre e dicendo la verità ai magistrati. 

Il blog 'beppegrillo.it', a nome di migliaia di cittadini, con un atto di democrazia diretta autofinanziato, chiede al governatore Fazio di andarsene a casa. Un uomo del genere non può e non deve più ricoprire un incarico così cruciale. La smetta di screditare, con la sua presenza alla Banca d'Italia, l'Italia e gli italiani.

 

 Fazio, governatore della Banca d Italia, vattene (a cura di Beppe Grillo)

 

Principali azionisti della Banca d'Italia (90,17 per cento).

 

Gruppo Intesa (26,81 per cento)

Gruppo San Paolo IMI (17,44 per cento)

Gruppo Capitalia (11,15 per cento)

Gruppo Unicredito Italiano (10,97 per cento)

Gruppo Assicurazioni Generali (6,33 per cento)

INPS (5 per cento)

Banca Carige (3,96 per cento)

Banca Nazionale del Lavoro (2,83 per cento)

Banca Monte dei Paschi di Siena (2,50 per cento)

Cassa di Risparmio di Firenze (1,85 per cento)

RAS-Riunione Adriatica di Sicurtà (1,33 per cento)

 

http://www.beppegrillo.it

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