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Gino Rossi e Arturo Martini al Palazzo Bomben di Treviso fino al 19 marzo

Musei Civici di Treviso, particolare di unopera di Arturo Martini (collezione permanente) 
Treviso, 10 dicembre 2005. Gino Rossi e Arturo Martini due grandi personalità che hanno avuto un ruolo di primo piano nelle vicende dell'arte italiana uniti, nei primi anni del Novecento, da una profonda amicizia e da un importante sodalizio artistico. Dei due artisti la mostra, inaugurata sabato 26 novembre, ha scelto di indagare percorsi originali e poco frequentati.

L'arte si tace: per Martini nello sforzo di farsi pensiero e parola, all'indomani della profonda crisi artistica e personale nata alla fine degli anni Trenta, che portò l'artista a considerare la scultura "lingua morta"; in Gino Rossi invece l'arte si tace nella sofferenza, quando il pittore provato da insostenibili ferite e delusioni della vita si ritrova schiacciato da un ideale estetico al quale aspira, ma che rimane per lui irraggiungibile.

Il percorso nelle sale si snoda tra la "tavola biografica", strumento multimediale d'avanguardia che permette di consultare i documenti estrapolati dai lunghi studi condotti negli archivi, e le grandi sale monografiche dedicate a Gino Rossi e ai pensieri dello scultore. Anche i contributi sonori e visivi costituiscono un momento importante dell'esperienza in mostra. Tra questi i documentari degli anni Sessanta, restaurati dalla Fondazione, dedicati a Gino Rossi, Arturo Martini e Giovanni Comisso, e il filmato commissionato a Riccardo De Cal, che ripercorre la vita del pittore e raccoglie le ultime testimonianze delle persone che lo conobbero.

 

Ufficio stampa

Daniela Boari tel. 0422 512240

daniela.boari@palazzobomben.it   

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