
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 16.01.2006
In breve:
Venezia 1948-1986: la scena dell'arte. fotografie da archivioarte fondazione modena: dal 5 febbraio al 21 maggio 2006 alla Collezione Peggy Guggenheim, a cura di Luca Massimo Barbero, un viaggio straordinario per immagini con scatti inediti e sorprendenti che ritraggono artisti e protagonisti delle Biennali di Venezia dal 1948 al 1986, da Picasso a Matisse, da Dalí, da Vedova a Fontana e Rauschenberg. Fotografie a suo tempo realizzate per riviste come "Time", "Life", "Epoca" e ora protagoniste di un percorso che non è solo testimonianza storica di una realtà importante della città lagunare, ma è soprattutto testimonianza artistica degli eventi che hanno segnato il mondo dell'arte del periodo postbellico.
Venezia, 16 gennaio 2006. Venezia 1948-1986: la scena dell'arte. fotografie da archivioarte fondazione modena: dal 5 febbraio al 21 maggio 2006 alla Collezione Peggy Guggenheim, a cura di Luca Massimo Barbero, un viaggio straordinario per immagini con scatti inediti e sorprendenti che ritraggono artisti e protagonisti delle Biennali di Venezia dal 1948 al 1986, da Picasso a Matisse, da Dalí, da Vedova a Fontana e Rauschenberg. Fotografie a suo tempo realizzate per riviste come "Time", "Life", "Epoca" e ora protagoniste di un percorso che non è solo testimonianza storica di una realtà importante della città lagunare, ma è soprattutto testimonianza artistica degli eventi che hanno segnato il mondo dell'arte del periodo postbellico.
Il percorso della mostra presenta più di 150 fotografie tra gli oltre 12.000 negativi acquisiti dall'archivio dell'agenzia fotografica Cameraphoto di Venezia da parte dell'archivioarte fondazione, un nuovo progetto della fondazione cassa di risparmio di modena creato appositamente per raccogliere materiali inediti, carteggi, fotografie, archivi personali e di artisti. L'Archivio è destinato a diventare centro di studio e consultazione.
La mostra catapulterà lo spettatore in una sorta di viaggio nel tempo attraverso le fasi storiche, i momenti, le atmosfere che hanno segnato la scena artistica internazionale riunita a Venezia in occasione delle Esposizioni Internazionali. Nelle immagini compaiono numerosi artisti stranieri: Braque, Chagall, Moore, Léger, Ernst, Arp, Zadkine, Dufy, Mathieu, Oldenburg, Lichtenstein, Kusama, Beuys, LeWitt, e italiani, come De Dominicis, Kounellis, Viani, Marini, Birolli, Guttuso, Moreni, Tancredi, Consagra, Capogrossi, Baj, Castellani, Scheggi, Accardi, Mari e i rappresentanti dei gruppi dell'arte cinetico-programmata. Inoltre, momenti indimenticabili, come la contestazione e l'inaugurazione dei singoli padiglioni, restituiscono il clima e il fervore artistico di quegli anni. Da segnalare, ad esempio negli anni Settanta, i servizi fotografici sul teatro di Jerzy Grotowsky, Julian Beck, Luca Ronconi e Meredith Monk.
Il bianco e nero della mostra si fa colore della memoria e, grazie alle storie che le immagini raccontano di questo viaggio nella geografia dell'arte e dei ricordi di una città, apre ad una dimensione nuova e inattesa dell'esposizione. Infatti, venezia 1948-1986: la scena dell'arte diventa una sorta di guest book, di quelli usati da Peggy per chiedere agli ospiti di lasciare un segno, una dedica passando dalla sua casa-museo. Al visitatore è data la rara occasione di poter osservare i ritratti di artisti, da Picasso a Giacometti, da Miró fino a De Chirico, e di riconoscerne i capolavori nella collezione permanente, rinsaldando l'unione che lega i più importanti protagonisti dell'arte del Novecento sia a Peggy Guggenheim che alla città lagunare, all'epoca centro vitale del mondo dell'arte internazionale. Le fotografie costituiranno un compendio e insieme un controcanto alle opere del museo restituendo l'intensità del clima artistico di quei decenni tra contestazione e arte impegnata. Un panorama composito, che guiderà il pubblico alla scoperta delle curiose corrispondenze tra opere e aneddoti biografici sui singoli artisti.
La ricostruzione filologica del lavoro di ricerca sulle fotografie esposte, diventa inusuale ma validissimo strumento per storici dell'arte e studiosi. Costoro avranno, infatti, la possibilità di osservare, ad esempio, la documentazione fotografica relativa alla mostra del 1964 sui pittori americani (Robert Rauschenberg, Jim Dine, Claes Oldenburg, Jasper Johns e John Chamberlain) ospitata presso l'ex Consolato degli Stati Uniti a Venezia. Fu questa l'occasione per osservare da vicino gli sviluppi dell'arte d'oltreoceano in Italia, che tanta importanza avrebbero poi esercitato sull'evoluzione artistica degli anni successivi, sui cambiamenti dello stile e gli atteggiamenti della critica e del pubblico nei confronti della Pop Art. In altre parole, sarà possibile guardare le foto come si legge un testo di storia dell'arte: trovando la testimonianza esatta delle opere esposte nelle mostre di quegli anni, o godendo della visione di un reportage completo e unico su Georges Mathieu mentre, alla Galleria del Cavallino nell'autunno del 1959, sferra stoccate di colore sulle enormi tele del ciclo della Battaglia di Lepanto.
Venezia 1948-1986: la scena dell'arte si avvale di una preziosa pubblicazione che, tra le oltre 300 pagine, accoglie ben 900 immagini: fondamentale documento per approfondire i contenuti della mostra. Il racconto puntuale di questo volume raffinato darà l'opportunità di rivivere o riscoprire il come eravamo dagli anni del dopoguerra al boom, fino alle provocazioni e agli eccessi degli anni Ottanta. La moda e lo stile giocano con l'arte diventando a volte protagonisti, altre sfondo delle immagini che, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, venivano utilizzate per diffondere il messaggio di un mondo, non limitato alla sola scena italiana, che stava cambiando velocemente e che grazie a nuove correnti artistiche, posizioni radicali e anche contestatarie stava progettando il suo futuro. In questo percorso, l'ironia appare una chiave fondamentale: la modella, in un geometrico abito dalla forma essenziale, osserva forse con stupore il taglio nell'opera di Lucio Fontana Concetto spaziale. Attesa, del 1966. Lo sguardo intenso e indagatore di Alberto Giacometti incontra quello di una modella bellissima ma distratta dalle sculture filiformi nella sala a lui dedicata alla Biennale del 1962. Irresistibile sarà stato l'alone di esotismo che circondava Yayoi Kusama quando nel 1966, indossando uno splendido kimono dalle lunghe maniche, faceva volteggiare le sfere traslucide del suo Giardino di Narciso.
Venezia 1948-1986: la scena dell'arte rappresenta la quinta collaborazione tra