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Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 16.01.2006
In breve:
Avventuriero, seduttore, libertino? Giacomo Casanova (1725-1798) fu anche un filosofo originale, che si interrogò sull'esistenza di Dio, il significato della vita, il suicidio. Su questo gesto, che affascina e respinge, hanno a lungo dibattuto, al tempo dell'Iluminismo, pensatori francesi, tra cui Montesquieu, Voltaire, Hume, Mandeville, e italiani, come Appiano Buonafede e Jacopo Stellini che Casanova aveva avuto, nell'Università di Padova, come maestro di filosofia morale.
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Padova, 16 gennaio 2006. Avventuriero, seduttore, libertino? Giacomo Casanova (1725-1798) fu anche un filosofo originale, che si interrogò sull'esistenza di Dio, il significato della vita, il suicidio. Su questo gesto, che affascina e respinge, hanno a lungo dibattuto, al tempo dell'Iluminismo, pensatori francesi, tra cui Montesquieu, Voltaire, Hume, Mandeville, e italiani, come Appiano Buonafede e Jacopo Stellini che Casanova aveva avuto, nell'Università di Padova, come maestro di filosofia morale. Nelle sue opere di etica, d'impostazione aristotelica, Stellini, circa il suicidio, sottolinea "come sia insito nella natura umana l'attaccamento alla vita e come vi sia qualcosa di mostruoso, di irrazionale, nel desiderare la morte".
Gli scritti che Casanova dedicò all'argomento sono riportati nel saggio "Giacomo Casanova. Dialoghi sul suicidio" (Aracne editrice) curato da Paolo Bernardini, docente di Storia europea nell'Ateneo patavino. Sembra che l'idea della morte sia passata per la mente di Casanova quando, nel