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Domenica nel Duomo di Castelfranco per celebrare il ritorno della pala del Giorgione restaurata. Le tonalità della bellezza in concerto con l'orchestra da Ponte e il coro da camera diretti da Zarpellon nel Magnificat di Bach

 Pala di Giorgione (nuova installazione)
 

Castelfranco, 14 gennaio 2006. Non poteva che trattarsi di "tonalità della bellezza". La materia del discorrere, s'intende, vagheggia tra pittura, musica ed architettura. Un modo elegante per parlare del ritorno della Pala di Giorgione a Castelfranco, fissare una data finale per il festival "Agostino Steffani" giunto alla seconda edizione e riscoprire, in questo caso come cornice d'eccezione i perimetri di villa Emo. 

E' così che con un incontro nella sala dei ricevimenti della villa veneta il presidente del Credito cooperativo Nicola di Santo, il sindaco di Castelfranco Maria Gomierato ed il direttore d'orchestra Roberto Zarpellon hanno presentato l'evento conclusivo delle celebrazioni per il rientro del dipinto del Giorgione e del festival dedicato al musicista Steffani. Sarà così il "Magnificat" in Re maggiore BWV 1068 di Bach a chiudere, domenica 15 gennaio al duomo di San Liberale di Castelfranco Veneto, il secondo Festival Internazionale "Steffani". 

L'imponente affresco sacro, realizzato dai soli e dal coro "Reale Corte Armonica Caterina Cornaro", dall'orchestra "Lorenzo da Ponte" e concertato da Roberto Zarpellon sarà eseguito grazie al contributo del Credito Trevigiano che in tale modo intende festeggiare il ritorno della Pala del Giorgione a Castelfranco. Idealmente il colore che invade la tela nelle chiare opere di Giorgione, la luce che rimanda allo scorrere stesso delle emozioni delle contraddizioni e delle violenze che agitano l'animo umano, tende a trovare un farmaco nella musica che è poi, come l'arte, bellezza. Il Magnificat, uno dei tre cantici del Nuovo Testamento, è una delle opere vocali in lingua latina di Bach; composto nel 1723, probabilmente per i vesperi di Natale di quell'anno e rivisto nel 1732. L'opera bachiana chiude i lavori del Festival che ha visto l'avvicendarsi di preziose personalità intorno al trittico Steffani, Riccati e Giorgione: un insolito viaggio culturale luminoso e sagace organizzato da Roberto Zarpellon attorno ai temi del sacro, dell'esatto e del bello che si candida a divenire rendez-vous irrinunciabile per la città di Castelfranco. 

Insieme a questo, un altro dato di grande importanza; la risorgenza di Villa Emo che, nelle intenzioni del Credito cooperativo, tornerà ad essere un luogo simbolo della cultura e dell'arte con un programma di eventi culturali che verranno resi noti entro il primo semestre del 2006 e che intendono preparare in veste fastosa il 2008, cinquecentenario dalla nascita di Andrea Palladio.

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