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Contestazioni in vista delle prossime Olimpiadi di Torino. Tomaselli dei no global trevigiani: Andremo anche a Torino, troppi soldi spesi inutilmente

Treviso, 24 gennaio 2006. «Siamo soddisfatti, volevamo fermare il simbolo dell'Olimpiade sponsorizzata dalla Coca Cola e ci siamo riusciti». Ha lo sguardo sereno, quasi rilassato, il leader dei "Disobbedienti delle colline" Fabio Tomaselli pochi minuti dopo che Polizia e Carabinieri hanno "sfondato" il loro blocco stradale. «È una vergogna che la Coca Cola sia sponsor delle olimpiadi» insiste Tomaselli, che cita quanto scritto nel ciclostilato distribuito ieri dai no global: «È tuttora attiva una campagna di boicottaggio alla Coca Cola poiché dal 1994 ad oggi in Colombia sono stati assassinati 9 sindacalisti che lottavano per la dignità dei lavoratori di questa multinazionale». Oltre alla bevanda più famosa del mondo, i rebeldini e i rappresentanti del sindacato di base Adl contestano anche le grandi opere: «No alla Tav, no al Mose, no al ponte sullo stretto e all'omologazione culturale» ripetono. "No" anche alle Olimpiadi 2006, «proprietà di un ente privato ma finanziate con 3.500 miliardi di vecchie lire che devono andare a bisogni pubblici e non a optionals privati». Tomaselli promette che «dopo Venaus saremo presenti anche alle Olimpiadi. In Val di Susa hanno installato tribune sul greto dei fiumi e abbattuto alberi per fare posto alle platee».

I coneglianesi hanno contestato la vostra manifestazione in via Cavour «In giro c'è disinformazione. Abbiamo dimostrato che chi è un po' attento alle cose vede anche quello che c'è dietro un marchio come la Coca Cola». Quali progetti per i rebeldini a Conegliano? «Stiamo decidendo sul da farsi. Nuove occupazioni? Nulla è escluso» chiosa Tomaselli.

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