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Ceto medio addio, arriva l'era low cost

(Da un servizio letto nella rete e inviatoci da un lettore di Milano). Tallin, capitale dell'Estonia, sta completando una rete Wi-Fi (wireless fidelity , per i collegamenti senza fili) che coprirà tutta la città, consentendo ai cittadini di collegarsi a Internet da qualunque luogo: case, parchi, tram, automobili. Accedendo a questa rete e utilizzando via Internet i servizi di Skype, sarà possibile parlare gratis con qualunque parte del mondo. È la fine delle società telefoniche tradizionali, non solo quelle che offrono servizi su rete fissa, ma anche le società di telefonia mobile. Skype sta infatti per commercializzare un software che consentirà di accedere ai suoi servizi - che consentono appunto telefonate gratuite - da un normale cellulare. Oggi lo si può già fare, ma il collegamento richiede un po' di tempo. Il nuovo software di Skype cancella l'attesa: non ci si accorgerà neppure che la telefonata transita su Internet anziché su una rete telefonica tradizionale. Skype appartiene a una nuova generazione di aziende che si propongono di eliminare tutti i costi e gli intermediari inutili, che difendono interessi diversi da quelli dei consumatori. Sono aziende nuove, in cui non vi sono dipendenti che difendono le loro rendite. Se la società guadagna, una quota del profitto viene immediatamente distribuita ai consumatori, abbassando il prezzo e allargando la quota di mercato. Se perde, il prezzo non cambia e si tagliano gli stipendi dei dipendenti.
Massimo Gaggi ed Edoardo Narduzzi invitano a riflettere su due questioni. Innanzitutto la fine inevitabile di ogni protezione e quindi di tutte le aziende protette. Ma non perché nel mondo spiri una ventata di liberismo, se mai accade il contrario, bensì sotto la pressione dei consumatori, che non sono più disposti a pagare rendite e inutili intermediazioni. È un processo inarrestabile. Grazie a Ryanair viaggiano quasi gratis e vedono i prezzi di Wal-Mart, imparano a fare acquisti partecipando alle aste di eBay e si accorgono di quanto costa il commercio tradizionale.
Pensate ad Alitalia, che non riesce a convincere assistenti di volo e piloti a trasferirsi da Roma a Milano e così, quando il loro volo parte da Malpensa alle 11 del mattino, vengono pagati dalle 8, ora in cui si imbarcano a Roma per raggiungere Milano e iniziare il turno di lavoro. Contrariamente al passato, di fronte agli scioperi di questi giorni non vi sono state sommosse: i passeggeri hanno semplicemente scelto altre compagnie, lasciando che Alitalia affondi da sola. Telecom Italia ha pochi anni per evitare la stessa fine.
Di qui alle scelte politiche il passo è breve ed è questa la seconda questione posta da Gaggi e Narduzzi. Se ti abitui alle telefonate gratuite di Skype e ai costi di Easyjet, fai fatica ad accettare un'imposizione fiscale elevata o, se l'accetti, ti chiedi che cosa stai pagando: servizi efficienti o una costosa intermediazione? Due soli modelli fiscali sopravvivono nella società «low cost»: quello scandinavo, dove le tasse sono salate e la qualità dei servizi pubblici eccellente, e quello dei Paesi dell'Est europeo, che hanno adottato l'aliquota unica: è il 16 per cento in Romania e poco più negli altri nuovi Paesi membri dell'Unione Europea.
 
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