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Come Torino si è portata a casa le Olimpiadi invernali. Mappa dei luoghi.

Particolare del luogo dove si svolgono i giochi olimpici invernali

 

Torino, 9 febbraio 2006. Era il 19 giugno 1999 quando a Seul il Cio annunciava l'assegnazione dei XX Giochi Olimpici Invernali a Torino, una metropoli ricca di fascino e cultura e tecnicamente adatta a offrire grandi spazi sportivi. Ma soprattutto ideale per la sua posizione geografica, vicina a stazioni sciistiche dense di tradizioni, storia e spirito di accoglienza. I Giochi - dal 10 al 26 febbraio - interessano il comprensorio della Vialattea (che in Italia include Sestriere, Sauze d'Oulx, Sansicario, Cesana, Clavière), oltre a Pragelato, Bardonecchia, Pinerolo e altri paesi per gli allenamenti. In tutto quasi 600 km di piste, 91 impianti di risalita, tre valli.  

 

La fiaccola olimpica

A febbraio queste località sono chiuse al traffico automobilistico (a esclusione di residenti e affittuari) ma servite da navette gratuite, con frequenza ogni dieci minuti. Niente paura, però: fino al 29 gennaio sono aperte tutte le piste di Sauze d'Oulx, Cesana, Clavière, Bardonecchia-Jafferau, oltre ad alcune delle altre stazioni sciistiche (per maggiori dettagli vedere il sito www.torino2006.org). In compenso, nella zona sono sorti strutture e impianti destinati non solo alle discipline olimpiche, ma agli appassionati di tutti gli sport invernali. Un esempio? La nuovissima telecabina a otto posti di Sestriere migliora in modo significativo il flusso di sciatori. A Sauze, invece, la nuova seggiovia quadriposto si affianca a miglioramenti di tutte le piste. E ancora, due dei tre villaggi creati per ospitare 2500 atleti si trasformeranno in alberghi residenziali e multiproprietà. Già oggi l'ospitalità alberghiera conta circa 5000 posti letto in più: una delle tante sfide olimpiche alle quali i Comuni hanno risposto creando nel territorio piemontese un sistema turistico d'eccellenza. Ecco dunque una mappa di questo rinnovato paradiso della neve.

 

Sestriere

È fuor di dubbio che per uno sciatore è uno dei posti più belli del mondo. È sicuramente un'emozione cimentarsi sulle piste scelte come palcoscenico per le imprese olimpiche. Ad esempio la Giovanni Alberto Agnelli, sede dello slalom maschile e femminile, che già ospitò la prima Coppa del mondo notturna. E che oggi, con il nuovo impianto d'illuminazione, sembra uno stadio a cielo aperto.

Certo, il paese di Sestriere conserva poco delle caratteristiche iniziali. Fra le due storiche torri, nate come alberghi e ora sede del Club Med, c'è la chiesa parrocchiale, edificata a cura e spese dalla famiglia Agnelli e dedicata a Sant'Edoardo, in ricordo di Edoardo, perito in un incidente aereo nel 1935, figlio del senatore Giovanni, che concepì questa stazione sciistica nel 1929. Il centro si è oggi attestato nell'ex piazza del Fraiteve, dove si affacciano numerosi negozi, il cinema e la famosa pasticceria Galup, aperta nel 1964 e da allora luogo di ritrovo per tutti. Galup in piemontese significa goloso ed è anche un panettone basso (circa la metà di quello milanese) prodotto a Pinerolo dall'omonima ditta. A Sestriere l'automobile viene dimenticata dal giorno dell'arrivo in poi, salvo usarla la sera per raggiungere i ristorantini nelle vicinanze. Ci si muove a piedi. O con gli sci.

 

 Particolare del luogo dove si svolgono i giochi olimpici invernali  Particolare del luogo dove si svolgono i giochi olimpici invernali

 

La pista Giovannino Agnelli illuminata per lo slalom

Gli itinerari s'irradiano in mille direzioni. E con un abbonamento settimanale su tutti gli impianti del comprensorio - la famosa Vialattea - si può sciare ogni giorno su percorsi diversi, senza mai ripetersi. Per gli sportivi più accaniti, inoltre, c'è un'affascinante opportunità per concludere in gloria la giornata: una discesa notturna sulla bella pista del Cit Roc, perfettamente illuminata. Ai suoi piedi, il campo di pattinaggio, ben tenuto e ben organizzato. E per chi non scia, o desidera concedersi mezza giornata di pausa durante una settimana bianca, esiste un centro con tennis, piscina e una palestra che permette di esercitarsi in arrampicate da parete. [Testi tratti dal sito della rivista Dove, il mensile di viaggi, cultura, stili di vita]

 

Speciale Olimpiadi della neve: La nuova Torino

 

La fontana di Mario Merz

"Torino? Noiosa come Bordeaux". La battuta dell'illustre scrittore Gustave Flaubert oggi non farebbe più notizia. L'ex capitale sabauda da quasi un decennio sta cambiando volto, nell'architettura come nello stile di vita. Mutano i percorsi tradizionali, si convertono edifici storici e industriali come la Regia Manifattura Tabacchi, o le Officine Grandi Riparazioni che presto ospiteranno l'ampliamento della Gam, la galleria d'arte moderna di Torino, e il nuovo Urban Center, un centro di ricerca sul tema della città. Contemporaneamente, si interra il circuito ferroviario, 15 km di binari che tagliavano in due il tessuto cittadino, si arricchiscono i percorsi museali e si progettano altri centri della cultura. Nuovo volano di questa metamorfosi i XX Giochi Olimpici. In scena, dunque, una Torino elegante e spettacolare, sorprendente e modernissima. Una città-laboratorio dove le strutture sportive rinascono come capolavori dell'architettura contemporanea, si reinventano stazioni ferroviarie e si ridà vita a luoghi dimenticati come il Cortile del Maglio, parte dell'ex arsenale militare dove ogni giorno aprono i battenti botteghe artigianali e antiquarie. Tutta la città è coinvolta nella trasformazione: accanto ai caffè storici di piazza San Carlo si moltiplicano i ristoranti e i pub nell'area del Quadrilatero Romano, un dedalo di stradine che ricalca l'impianto del vecchio castrum. Oggi il quartiere è un ginepraio di locali dove fioriscono tendenze musicali e decorative, e all'ora dell'aperitivo, chiusi gli uffici e gli studi legali nei pressi del tribunale, è un via vai continuo di architetti e designer che fanno la spola tra i nuovi locali dal decor minimalista e le recentissime sale dell'AB+, indirizzo cult della movida torinese, in un palazzetto del Cinquecento.

 

Il nuovo Palavela

Il futuro sotto la Mole

Piace questa città innovativa, nominata per il 2008 World Design Capital per la sua forte tradizione di design e la sua vocazione alla ricerca e all'innovazione. Nel 2004 Torino ha fatto il pieno di turisti, come mai era accaduto nella sua storia. E per le Olimpiadi sono attesi un milione e mezzo di visitatori. Saranno conquistati da Torino "città del progetto", come l'ha definita Enzo Biffi Gentili, curatore della nuovissima guida Torino Tour, un agile volumetto promosso dall'Ordine degli architetti e dalla Camera di commercio di Torino utile per conoscere il design e l'architettura della città. Il Lingotto, l'ex fabbrica Fiat, "uno dei capisaldi della tecnica costruttiva moderna" come l'ha definita Le Corbusier, è di nuovo protagonista: la riconversione architettonica di Renzo Piano in polo multifunzionale (auditorium, cinema, centro commerciale) lo ha eletto a simbolo della modernità torinese. Al suo interno, l'hotel Le Meridien Lingotto Art+Tech (tel. 011.66.42.000, www.lemeridien-lingotto.it ), un cinque stelle scenografico con opere d'arte contemporanea e pezzi firmati da Antonio Citterio e Mario Bellini, e con vantaggiosi forfait per il fine settimana, è meta per l'aperitivo e la cena dei creativi torinesi. L'albergo è l'ultimo atto della progressiva trasformazione dell'ex fabbrica Fiat dopo lo Scrigno, la struttura in acciaio che l'architetto genovese ha sospeso sulla pista di collaudo, creata per accogliere capolavori degli Impressionisti, vedute di Canaletto e le invenzioni di Picasso, parte della collezione della famiglia Agnelli donata alla città.

 

Il Palasport Olimpico, un particolare

A due passi dal Lingotto la rivoluzione urbana ha coinvolto anche la storica Carpano e il Pastificio Italiano, costruiti tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento e oggi convertiti in spazi per il bon vivre. Gli edifici della Carpano, dove un tempo si produceva il celebre vermouth, saranno presto la Città del gusto, un parco enogastronomico con serate degustazioni e fiere a tema. Non distante si staglia la sagoma in mattoni dell'ex Pastificio Italiano, oggi un albergo a cinque stelle, l'AC 10 Torino (tel. 011.63.95.091, www.ac-hotels.com ), con camere di design e una lounge che ha conservato i volumi della vecchia fabbrica ingentiliti da grandi divani colorati e un decor anni Settanta. È in questa vasta area ex industriale che si è dato appuntamento il gotha dell'architettura mondiale per ridisegnarne lo skyline. C'è il Villaggio Olimpico realizzato con i criteri della bioarchitettura, un'area di 100.000 mq collegata al vicino Lingotto da una passerella sopraelevata. Il vecchio corpo centrale, ricavato dalla struttura del 1934 dei mercati generali, ospiterà centri di ricerca e servizi. Sono sorti, poi, i nuovi impianti per gli sport del ghiaccio. Un complesso di architetture avveniristiche che, dopo le Olimpiadi, ospiteranno concerti, eventi, fiere internazionali. Cinque le strutture che fanno di Torino la capitale del ghiaccio. Nel cuore di Italia '61, l'area che fu protagonista delle manifestazioni per i cento anni dell'Unità d'Italia, si staglia il Palavela destinato alle gare di short track e pattinaggio di figura. È una delle opere di architettura contemporanea più affascinanti del distretto olimpico, firmata da Gae Aulenti e Arnaldo De Bernardi che hanno reinterpretato la vecchia struttura inaugurata per l'esposizione di Italia '61.

 

L'hotel AC 10 Torino

Ancora oggi spicca la vela di 16.600 metri quadrati che avvolge il nuovo palazzetto, un gioco di volumi asimmetrici e vertiginosi, in parte color rosso fuoco. Dentro, l'edificio costruito in soli 13 mesi, è un monumento di leggerezza e tecnologia. Il Palasport Olimpico, invece, reca la firma del giapponese Arata Isozaki, cultore della semplicità e della funzionalità che ha disegnato una struttura avveniristica ricoperta in inox e destinata, dopo i Giochi, a ospitare eventi sportivi, spettacoli e manifestazioni culturali. È stato ammodernato all'interno con tribune mobili e terreno da gioco anche il Palazzetto di Torino Esposizioni che ospita i tornei di hockey. Vicino al Villaggio Olimpico e nell'area del Lingotto c'è poi il nuovissimo Oval, progettato dallo studio inglese Hok Sport e dal milanese Zoppini per accogliere le competizioni di pattinaggio di velocità su ghiaccio. La facciata a nord, completamente vetrata e parzialmente curva si confronta visivamente con il Lingotto. Proprio verso il Lingotto, infine, è sorto un Arco Rosso, alto 65 metri. Sotto di lui corre una passerella che permette di raggiungere gli ex mercati generali.

 

La Mole illuminata dall'opera di Merz

Il cuore della città

Torino è anche la città del Barocco, del Liberty, delle residenze reali e dei 18 km di portici del centro cittadino. Un tour d'obbligo e particolarmente affascinante da novembre a marzo quando, al calar della sera, si accendono le Luci d'artista, gloriosa rassegna che trasforma il centro città in un teatro magico, dove installazioni luminose d'arte contemporanea si irradiano sulle facciate della Torino barocca, inventano pianeti e costellazioni, arredano piazze austere con cubetti fluorescenti. L'edizione 2005-2006 vanta una nuova opera, Amare le differenze, posta sui lati e la facciata Liberty dell'edificio del mercato coperto, in piazza della Repubblica. L'autore è Michelangelo Pistoletto, uno dei protagonisti dell'Arte Povera. Nella bella piazza Carlina (piazza Carlo Emanuele II) ci sono invece i fiori magici di Nicola De Maria, mentre in piazza Palazzo di Città sottilissimi cavi d'acciaio interrotti da centinaia di cubetti luminosi danno vita a un misterioso Tappeto volante, opera del francese Daniel Buren. Nel tempio dello shopping torinese, via Garibaldi, brillano le Palle di neve della piemontese Enrica Borghi, tante bottiglie di plastica che assomigliano a sfavillanti cristalli di ghiaccio. Impossibile non notare, infine, l'opera di Mario Merz alla Mole Antonelliana, una sottile linea rossa posta in verticale sulla cupola. Anche all'interno della Mole, simbolo di Torino e uno dei più importanti musei del cinema in Europa c'è aria di fermento. Da dicembre 2005, il Museo nazionale del cinema si presenta con il nuovo allestimento che vanta 9000 reperti tra dipinti e stampe, 130.000 foto, 200.000 manifesti e 7000 film.

 

 Festival del cinema di Torino, manifesto  Giochi olimpici invernali di Torino
 

Il Museo del Cinema

Autore del rinnovamento il celebre architetto francese François Confino, che ha introdotto una nuova chapelle dedicata ai diversi generi cinematografici, dal western alla fantascienza. Sempre in centro vale una visita anche il restaurato Palazzo Birago di Borgaro, sede della Camera di commercio, in via Carlo Alberto, dove facciata, atrio e cortile hanno la grazia e l'armonia delle opere del grande Filippo Juvarra, l'architetto dei più importanti edifici barocchi della città e delle sontuose regge sabaude, scelto anche dal conte Birago per la sua residenza in città. Oggi è ancora un'emozione attraversare l'elegante atrio con volta a vela e lunette, sostare nel cortile che mantiene intatto l'effetto scenografico voluto da Juvarra, salire al salone d'onore dove, come nelle altre salette aperte alle visite, è un trionfo di stucchi di gusto neorococò. Non lontano si svelano altri capricci dell'età barocca e angoli segreti. Certo davanti a Palazzo Carignano bisogna immaginarsi, sotto il manto che la avvolge (i restauri termineranno l'anno prossimo), il disegno sinuoso e armonico della facciata disegnata da Guarino Guarini, ma basta entrare nel cortile che dà accesso al bel Museo del Risorgimento per cogliere le linee del barocco più famoso della città. A due passi, la Galleria Subalpina, progettata e realizzata nel 1873 da Pietro Carrera, evoca il fascino dei passage parigini. Anche a Palazzo Madama, da un lato maniero medievale, dall'altro dimora barocca, è in corso di restauro per accogliere, nel 2006, il Museo civico di arte antica. Ma già si possono di nuovo ammirare il celebre scalone juvarriano che porta al salone nobile e la corte interna dove una lastra trasparente lascia intravedere mura e lastricati romani, pilastri e volte secentesche. [Testi tratti dal sito Dove, il mensile di viaggi, cultura, stili di vita]

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