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Le principali caratteristiche del virus dell'aviaria (alcuni Cigni selvatici positivi ytrovati vicino a Gela in Sicilia)

Roma, 11 febbraio 2006. L'aviaria è una malattia altamente patogena causata da un virus che si diffonde facilmente tra i volatili. I sintomi sono simili a quelli di una normale influenza. Le  principali caratteristiche del virus dell'aviaria.

- Il virus: l'influenza aviaria è una malattia altamente patogena causata da un virus che si diffonde facilmente tra i volatili, domestici e selvatici, e più raramente tra i maiali. Fu individuato la prima volta in Italia oltre cento anni fa. Il ceppo H5N1, che può essere letale per gli umani, è uno dei quindici sottotipi dell'H5 che, a sua volta, rientra nei tre gruppi insieme con l'H7 e l'H9. Finora le epidemie più gravi, secondo i dati forniti dall'Organizzazione mondiale della Sanità, sono state causate proprio dai sottotipi H5 e H7.

Gli uccelli acquatici migratori, soprattutto le anatre selvatiche, sono l'ospite di elezione dei quindici sottotipi dell'aviaria: la selezione naturale ha fatto sì che questi volatili siano anche i più resistenti al virus; mentre i volatili d'allevamento -come polli e tacchini- risultano più vulnerabili.

- Il ceppo H5N1: è considerato il virus che ha maggiori probabilità di trasformarsi in una forma altamente patogena, capace di scatenare una pandemia a livello mondiale. Può essere letale, ma finora il contagio è avvenuto soltanto con il contatto diretto tra l'animale infetto e l'uomo.

- Il primo caso di trasmissione dell'H5N1 all'uomo è del 1997 ed è stato registrato a Hong Kong: delle diciotto persone ammalatesi, sei morirono. In quella circostanza il governo locale ordinò l'abbattimento di un milione e mezzo di volatili.

- La nuova epidemia: il virus si manifestò in Corea nel 2003. Secondo l'OMS da allora il virus ha ucciso 88 persone e contagiato altre 165. Il Vietnam è il Paese in cui si sono verificati il maggior numero di decessi (42), seguono Indonesia (16), Thailandia (14), Cina (7), Cambogia (4), Turchia (4) e Iraq (1). Nel bilancio non sono inclusi gli ultimi decessi nel Kurdistan iracheno (una donna), in Indonesia (due donne) e in Cina (una donna), perchè non sono state ancora provate le cause.

- La mortalità: il virus ha un tasso di mortalità molto elevato. Attualmente non si trasmette facilmente agli esseri umani, ma il rischio è che possa mutare in una variante più aggressiva per l'uomo. Se dovesse subire una trasformazione genetica potrebbe provocare una pandemia.

- La mutazione: il timore è che il virus si trasformi in una variante più aggressiva, capace di trasmettersi da uomo a uomo, come una normale influenza.

- Le stime su una eventuale pandemia: i modelli matematici sviluppati in tal senso non hanno dato risultati univoci. Secondo alcune stime, il virus potrebbe contagiare 25 milioni di persone e ucciderne 7 milioni; secondo altre, potrebbe colpire la metà della popolazione dei Paesi interessati, con una mortalità del 5 per cento.

- Rischio pandemia: secondo i virologi, una pandemia devastante come lo fu la cosiddetta 'spagnolà, che nel 1918 fece tra i 20 e i 30 milioni di morti, sarà inevitabile, ma non necessariamente da una variante dell'H5N1. I dubbi sono su quando, dove e la causa.

- Rischi dall'assunzione di carne di pollo e cacciagione: il virus è molto sensibile al calore e l'Oms ha assicurato che se la carne è ben cotta non presenta alcun rischio.

- I sintomi dell'aviaria nell'uomo: simili a quelli di una normale influenza, febbre, tosse, mal di gola, malessere generale, a volte congiuntivite.

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