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Ca' Foscari, Storia e restauro del palazzo dell'Università di Venezia

Ca  Foscari by night
 

Venezia, 13 febbraio 2006. «Il restauro restituisce ai cafoscarini il luogo della loro identità e, insieme, mette a disposizione della città un centro d'incontro, di dibattito ed espositivo, soprattutto quando saranno completati, a fine dell'estate prossima, i lavori dei due palazzi adiacenti, Giustinian dei Vescovi e Squellini»: così il rettore di Ca' Foscari, Pier Francesco Ghetti, sabato, alla presentazione del volume "Ca' Foscari, Storia e restauro del palazzo dell'Università di Venezia" con i tipi di Marsilio e finanziato dalla Sacaim, la stessa ditta che ha eseguito i lavori, consegnando lo storico palazzo, nel luglio scorso.

Un restauro esemplare, condotto con il massimo rispetto delle strutture e dei decori preesistenti secondo l'impostazione impressa dall'architetto Giorgio Bellavitis, autore del progetto. Anche un restauro che ha ridato funzionalità all'edificio, aggiornandolo dal punto di vista tecnologico. Da qui la genesi del libro, corredato di belle foto, e diviso in due sezioni: quella relativa alla storia e all'architettura dell'edificio, curata da Giuseppe Maria Pilo e Laura De Rossi e l'altra, di carattere più tecnico, curata da Domizia Alessandri e Flavio Zuanier.

«L'importanza di Ca' Foscari è insita nella sua felice collocazione logistica "in volta de canal"» ha sostenuto il professor Pilo, che ha anche tracciato un breve profilo della storia dell'edificio, partendo dalla figura centrale del doge Francesco Foscari che trasformò in senso gotico rinascimentale un precedente manufatto medioevale a due torrette. «È stata una scommessa per noi ingegneri comunicare in questo libro gli aspetti tecnici» ha detto Zuanier, che poi ha voluto sottolineare il valore simbolico, quasi un logo, dell'arco rinascimentale posto all'ingresso di Ca' Foscari.

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