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Corte Belle Donne (ex casino del XVII) di proprietà del Comune, ormai ridotto un rudere andrà all'asta. Ancora una volta l'amministrazione si dimostra legata agli affari...e non al piacere

Corte delle Belle Donne: un rudere per Intimi  

Castelfranco, 17 marzo 2006 (dalla nostra inviata P. Mattiozzo). L'antica dimora "Corte Belle Donne", antico casino, andrà all'asta. Ancora da definire, però, quando e come. Il palazzo (o quel che rimane del palazzo) del XVII secolo, sito tra vicolo del Paradiso e via F.M. Preti, all'interno delle mura, da parecchi anni è ridotto ad un ammasso di macerie e dimora di pantegane che non aspetta altro che qualcuno decida quale debba essere il suo destino. "È dall'anno scorso che c'è la possibilità di partire con un recupero edilizio e allora abbiamo pensato all'asta - ha dichiarato l'assessore al bilancio Lorenzo Milani-. Spetterà alla sovrintendenza stabilire se radere tutto al suolo oppure se qualche muro dovrà rimanere in piedi. La sovrintendenza avrà un ruolo determinante anche nello stabilire la destinazione d'uso del nuovo fabbricato che dovrebbe sorgere." Ancora presto dunque per dire se si tratterà di uno spazio da destinarsi ad un utilizzo pubblico o privato. "La sovrintendenza darà il nullaosta a procedere con l'asta - ha proseguito Milani - dopo che saranno state fatte una dettagliata relazione tecnica ed una perizia di stima e dopo che si sarà deciso in merito alla destinazione d'uso." L'intenzione comunque è quella di avviare un progetto di riqualificazione che andrebbe a coinvolgere anche i proprietari degli edifici vicini: "Ci sarà da capire in maniera precisa quanti e quali saranno i privati interessati alla cosa - ha aggiunto il giovane assessore al bilancio -. Alcuni hanno già dato la loro disponibilità." Sarà da decidere anche il da farsi per lo spazio scoperto adiacente al sito (parte del quale attualmente funge da parcheggio per il tribunale cittadino).
 
 Verso il vicolo del Paradiso, una volta dimora dei Costanzo committenti di Giorgione bacio di coppia
 
Potrebbero essere realizzati tre o forse quattro accessi. La questione "Corte Belle Donne" da anni tiene alto il livello delle polemiche e delle critiche dell'opposizione e di tanti cittadini che denunciavano il totale abbandono dell'amministrazione comunale più protesa a far cassa con nuovi insediamenti speculativi che con dimore del centro storico (il caso della dimora storica dell'architetto Francesco Maria Preti è emblematico). Il Castello ormai da molto tempo è asfissiante, usandolo come parcheggio gratuito e nulla più. Per l'attuale opposizione di sinistra ben venga la riqualificazione del sito, ma attenzione a non farne un qualcosa ad uso esclusivamente privato. Livio Frattin, capogruppo de l'Unione: "Condivido e apprezzo la decisione di avviare un progetto di recupero. Da non dimenticare però che è fondamentale che venga fatto qualcosa da destinarsi alla comunità, trattandosi dell'unico luogo all'interno delle mura che può ancora essere adibito a questo". Molto più arguta l'opinione del dr. Miatello, presidente dell'AIDA, di ripristinare in quella dimora storica una casa del piacere, con annessi locali per una mostra permanente sull'arte erotica, invitando artisti da tutto il mondo per un premio biennale. Sicuramente non ci sarebbe alienazione del bene immobile in quanto una casa del piacere è redditizia ed il Comune ne trarrebbe grandi vantaggi. Ma per far questo ci vorrebbe un'altra giunta meno bigotta.   
 
 Kiki Smith, particolare di una scultura  Donna poderosa, Malika Sherawalla  Jenna Jameson  Sex is Comedy con Gregoire Colin e Roxane Mesquida
 
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