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A sorpresa Silvio Berlusconi si presenta al convegno di Confindustria a Vicenza. Un torrente in piena che è sembrata più una resa dei conti

Segni e scritte: E  ora di finirla...(Depero)

 

Vicenza, 19 marzo 2006 (dai nostri inviati R. Merlo e A.M.). Berlusconi all'attacco di Confindustria e di "tutti quelli che sostengono la sinistra". Il Premier "curato non bene" dai medici di Milanello, ...che non sono più in grado di far vincere lo scudetto al Milan. E' questo forse il suo metodo per convincere gli elettori moderati di centro, raccontando loro sempre le solite storielle, le barzellette da settimana enigmistica, i dati di previsione che non si avverano mai, i sondaggi ben cuciti dalle ditte sartoriali specializzate, scaricando delle bordate contro la sinistra / le sinistre, i conduttori che non si piegano, i giornalisti che sono "tutti di sinistra" o prendere un singolo imprenditore ed affrontarlo in quel modo? Si può fare o è una scorrettezza del Berlusconi settantenne che si regge su lifting esagerati, esercizi ginnici maniacali, magari qualche iniezione sbagliata e troppa ricchezza in pochi anni? Berlusconi è un industriale o uno speculatore? Mediaset è un'industria?    

Si può rimanere ancora capo del governo, quando ha subito crisi profonde per la non autorevolezza dei propri ministri, alcuni dei quali avvolti da scandali (Alemanno, Storace, Urbani, ...), altri da impreparazione (Frattini, Scajola, Bondi, lo stesso Berlusconi quando vuole fare il ministro degli esteri ed ora il ministro della sanità) e altri da un'innata maleducazione (Sgarbi, Steffani, Calderoli, Bossi, Castelli, Giovanardi)?

Ci si può ancora immaginare un Berlusconi quater che, della permanenza a Palazzo Chigi, ha fatto molti propri interessi? Certe leggi sono state spinte con la strategia di portare a casa "un soldino o una guarentigia in più", altro che riportar l'Italia ad un livello più moderno, più liberale e meno statalista. Il cosiddetto "nero" divampa e l'evasione fiscale in Italia supera ogni paese. Con il non controllo governativo sulla trasformazione della lira in euro le speculazioni sono state le più alte in Europa. Non ci sembra che abbia seguito l'esempio di Blair o di Bush, che sono riusciti questi ultimi a diminuire gli impiegati statali, ad abbassare le tasse e ad incentivare lo sviluppo economico del proprio paese rispettivo. Dov'è l'aiuto alla ricerca in Italia che chi può fugge in Inghilterra, Irlanda, Germania, Stati Uniti e Francia?

Silvio Berlusconi ha fatto la sua storia e come Bonaparte andrà nella "sua" Sant'Elena a meditare e ad occuparsi delle duemila piante grasse, di cui un Cactus gigante che "somiglia al cervello di Tremonti da quanta materia ha" (vedi battuta ripresa da Gian Antonio Stella). Vedere un Berlusconi scatenato a Vicenza ci è sembrato goffo e fuori misura. La recente letterina che ha recapitato a tutti i capi famiglia d'Italia per un abbuono di duecento euro per l'acquisto di un PC con programmi (compresi quelli per navigare in Internet) per il figlio adolescente è una presa per i fondelli. Quando sa benissimo "il nanetto di Ercole"che minimo bisogna sborsare più di mille/1500 euro per essere attrezzati nell'informatica e poi bisogna anche fare i conti con l'abbonamento telefonico che non è gratis. Navigare in Internet in Canada è gratis come telefonare all'estero durante il week end! Silvietto mandi i propri "sondaggisti" a fare un giretto nei paesi più moderni d'Italia.

La formula della letterina agli italiani ("ti regaliamo un bonus d'acquisto..."), ieri quella della piccola calcolatrice nera Made in China per calcolare la lira in euro (peraltro una porcheria perchè si è rotta subito) sono esempi di una gestione fallimentare e di un uomo che si crede che tutti gli Italiani siano degli imbecilli che guardano solo il Grande Fratello ed ascolatno il patetico Emilio Fede, scampato allo Tsunami. Gli è andata bene cinque anni fa con "il contratto notarile con gli italiani sottoscrittonel salotto di Bruno Vespa ". Oggi vorrebbe ancora altri cinque anni per continuare con "le porcate" (la nuova legge elettorale lo è per davvero, parola detta e ripetuta da un suo ex Minsitro) e le sue manie over settant'anni. Un vecchietto che starebbe meglio al Museo delle Cere di Londra o a farsi delle lunghe passeggiate a Montecarlo in compagnia della sua personale truccatrice che funga anche da ... amante. 

 

Segni e scritte: mania ...E  ora di ...

 

Vicenza, 18 marzo 2006 (servizio di A. Miatello). Secondo la nota diffusa da Palazzo Chigi, il presidente Berlusconi era  bloccato da una lombosciatalgia. Ma, guarda caso, in mattinata a Vicenza si diffuse la "bella" notizia di un probabile arrivo in elicottero per essere presente al convegno. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti intanto affrontava con il suo solito fair play il confronto con gli imprenditori triveneti. E il moderatore Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, nel mentre che stava concedendo come aveva fatto con Romano Prodi il giorno prima, un secondo giro di domande quando è piombato zoppicante Silvio Berlusconi. E una volta sul palco ha così chiosato:

"Non me la sono sentita di mancare a questo appuntamento con quelli che sono come me imprenditori e sono il motore dell'Italia. Vi racconto quello che è successo: A Milano ho avuto un diverbio con una sindacalista della Cgil molto arrabbiata e mi ha fatto venire il colpo della strega. Ma dopo aver sentito quello che Prodi vi ha raccontato mi sono detto che non poteva rimanere senza replica. E a Milanello, da ministro della Sanità, ad interim, da qualche giorno,... ho chiesto di farmi curare. Ma il Milan non è più primo in classifica e non ci sono riusciti bene. Ma vi racconto una storia. Una volta un vescovo medievale stava mangiando una bistecca di carne di venerdì. Rimproverato dai fedeli per il fatto disse: 'Ego te baptizo pisces'. Io ti battezzo pesce. Ecco, io mi sono dato la salute da solo!".

Poi Berlusconi, rivolto a De Bortoli che gli poneva la questione della durata delle risposte, - il premier stava rispondendo a una domanda - ha detto: "Se lei crede, direttore, che è più importante il tempo delle cose che interessano a tutti me lo dica".

A questo punto si è alzato e ha cominciato il suo sfogo luciferino rivolgendosi direttamente alla platea degli imprenditori. "Non dobbiamo lasciarci prendere dal pessimismo che viene fuori leggendo i giornali ogni mattina: II Corriere della sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, il Messaggero...".

Indi, riferendosi a Prodi: "Ma come si può avere il coraggio di andare alla Cgil e dire il vostro programma lo condividiamo al cento per cento e di tentare di fare la stessa cosa con la Confindustria?. C'e' qualcosa che non va, o no?". E ha continuato: "C'è qualcosa che non va o no in tutti questi giornali che stanno dalla loro parte? C'è qualcosa che non va o no se tutte le mattine la radio del Sole 24 Ore attacca il governo? Allora apriamo gli occhi!".

Silvio Berlusconi ha ripetuto più volte che è un dovere di un imprenditore "essere ottimista".  Ma l'aveva precisato anche Luca Cordero di Montezemolo. Silvio Berlusconi ha ammesso pure che il suo governo può avere incontrato delle difficoltà, anche per le incomprensioni tra alleati, ma che nonostante tutto si è riusciti "a fare una squadra", ad avere un governo che è durato per un'intera legislatura, cosa che è assolutamente nuova per l'Italia. "Abbiamo guadagnato il credito, il rispetto, l'ammirazione su tutto il fronte internazionale. E questo vi serve quando andate a portare le vostre imprese e vendere i vostri prodotti in Bulgaria, in Turchia, in Romania, nella Federazione Russa, negli Stati Uniti, sì o no?".

Naturalmente a questo punto, dai ranghi della platea dove erano seduti piccoli imprenditori ma anche tanti simpatizzanti, si è levato un coro di sì. Silvio Berlusconi ha dunque invitato a non credere ai giornali che parlano di declino "non è vero che ci siamo impoveriti".

E come solo lui sa fare, ha citato i numeri sulla crescita degli immobili, dei telefonini, i dati sulle auto e con il suo solito sorriso alla "Fernadel" ha aggiunto "abbiamo aumentato le nascite" (ndr., non si sa se sono di coppie italiane, o di stranieri ancora da regolarizzare. E da quanti figli facciamo, possiamo permetterci di buttarli nei cassonetti, lungo i cigli della strada o persino rapirli o ucciderli...). "La crisi - ha detto Silvio Berlusconi - sta solo nella volontà della sinistra con i suoi giornali di inventarsi un declino per andare al potere. Ma sappiate che quando andranno al potere per loro le imprese sono macchine che consentono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, che il profitto è lo sterco del diavolo e che il risparmio non è una virtù come per noi, ma qualcosa da tassare e da penalizzare... E ve lo dico con il cuore perchè sono stufo, stufo di vedere qualcuno che si sta distruggendo con le proprie mani e con i propri giornali".

E qui l'affondo che rimarrà nella storia della politica italiana berlusconiana: "Io come imprenditore anche in periodi di crisi ho guadagnato quote di mercato e allora diamo il buon esempio ai nostri collaboratori: facciamo un po' meno vacanze, veniamo un po' meno in Confindustria, rimaniamo a casa a lavorare, a pensare ai processi, andiamo sui mercati esteri. Solo così l'Italia può andare avanti, non piangendoci addosso".

E, come al solito quando è nelle sale dei cinema per i suoi comizi, a gran voce (non sembrava sofferente di lombosciatalgia) ha rivolto l'invito ad andare avanti assieme. "Un imprenditore che sostiene la sinistra - ha ribadito quasi a squarciagola - ha molti scheletri nell'armadio. È uno che ha tante cose da farsi perdonare e si mette sotto il manto protettivo della sinistra e di magistratura democratica". Ma a chi era rivolto questa messaggio in codice, al momento non avevamo capito il bersaglio...

Di fronte c'era, tra i primi posti, un Diego Della Valle che scuoteva la testa come disapprovasse il comizio del premier, allora Berlusconi ha incalzato con una tale energia che sembrava volesse ingoiare il microfono: "È inutile che Della Valle scuota la testa". E poi (qui è forse l'errore maggiore che ha commesso Silvio Berlusconi, dimostrando maleducazione e arroganza come del resto sono stati molti suoi ministri e sottoministri durante questi cinque anni) ha invitato Diego Della Valle a dargli del lei: "Quando in pubblico si rivolge al presidente del Consiglio mi dia del lei e non del tu", riferendosi all'analoga frase pronunciata dal patron delle Tod's nei confronti di Berlusconi durante una puntata di Porta a Porta (ndr., vi ricordate che già allora Diego Della Valle aveva rimproverato il premier a smetterla di mettere nelle mani degli italiani delle letterine....?).

Quando De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore e moderatore, ha provato ad offrire la chance di una replica a Diego Della Valle è stato sommerso dai fischi dagli imprenditori in platea (crediamo che tre quarti fossero suoi simpatizzanti, Vicenza comunque è una roccaforte berlusconiana, dove si vendono bene i prodotti Mediolanum). De Bortoli, che per sua natura sembra molto tranquillo e antitetico all'Annunziata, non ha replicato alle parole di Silvio Berlusconi in merito al giornale da lui diretto, ma è riuscito con una punta di ironia e di malizia ad esclamare "lo scatto straordinario (del premier) a testimoniare che la salute gli è ritornata".

Alla fine è uscito di corsa, completamente guarito dai dolori lombari, seguito solo dalle guardie del corpo e senza che nessuno dei vertici di Confindustria si preoccupasse di salutarlo.

La platea si scioglieva gridando "Silvio, Silvio" mentre i giornalisti e i cineoperatori speravano di raccogliere qualche commento a caldo dal presidente Montezemolo che ha risposto garbatamente con un "no comment" invece per Pininfarina il premier "è in stato confusionale, forse per lo stress elettorale".

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