
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 29.03.2006
In breve:
Le parole del premier Silvio Berlusconi, secondo cui "durante il regime di Mao Tze Tung i cinesi bollivano i bambini", hanno creato una situazione diplomatica disagevole con Pechino, che ha esternato il proprio malumore per queste affermazioni.
Mentre in serata la Farnesina in una nota ha voluto precisare che "la frase in questione si riferisce a episodi che avrebbero avuto luogo nel passato, mentre è evidente l'inesistenza di intenti polemici nei confronti della Repubblica popolare cinese".
![]() |
Roma, 29 marzo 2006. Le parole del premier Silvio Berlusconi, secondo cui "durante il regime di Mao Tze Tung i cinesi bollivano i bambini", hanno creato una situazione diplomatica disagevole con Pechino, che ha esternato il proprio malumore per queste affermazioni.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi domenica scorsa a Napoli, durante un comizio elettorale, aveva citato il "libro nero del comunismo", dicendo che "nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi".
Immediata la risposta cinese del ministro degli Esteri: "Siamo scontenti di queste chiacchiere senza senso. Le parole e le azioni dei leader italiani dovrebbero andare a beneficio della stabilità e dello sviluppo di relazioni amichevoli tra Cina e Italia".
Ed il leader dell'Unione, Romano Prodi, interpellato per tali dichiarazioni ingiuriose, ha accusato oggi Berlusconi di screditare l'Italia all'estero. "Quale immagine viene data da un paese il cui primo ministro dice una cosa simile? E' un'offesa fatta a un popolo di un miliardo 300 milioni di persone. E se anche la metà se la dimentica, 650 milioni se la ricorderanno comunque. Siamo screditati all'estero e senza crescita all'interno", ha detto Prodi durante un comizio.
"Il presidente Berlusconi si è limitato a citare una frase contenuta nell'edizione italiana del "Libro nero del comunismo" di Stephane Courtois (riportata per l'esattezza a pag. 460), pubblicata nel 1998", ha scritto nella nota
Con Pechino, ha detto ancora il ministero degli Esteri, "l'Italia mantiene solidi rapporti di collaborazione e di cooperazione in tutti i campi, anche per favorire l'affermazione e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo".
Prima del comunicato della Farnesina, sulla questione è intervenuto l'ex-ministro leghista delle Riforme Roberto Calderoli, che ha definito fuori luogo le rimostranze di Pechino.
"Se Berlusconi ha sbagliato, sostenendo che i bambini in Cina venivano bolliti, lo ha fatto per difetto, perché purtroppo in passato, in regimi comunisti, in particolare quello cinese, in periodi di carestia, i bambini sono stati addirittura mangiati e dunque simili episodi sono accaduti davvero", ha detto Calderoli in una nota.
"Le dichiarazioni di Berlusconi possono anche essere raccapriccianti, ma questa è storia, purtroppo. Ritengo comunque fuori luogo le rimostranze di Pechino: delle rimostranze, caso mai, le avrebbe dovuto fare il nostro di governo, perché le imprese cinesi stanno divorando la nostra economia con la loro concorrenza sleale"