Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

Berlusconi uber alles! Adesso riscopre le storie macabre cinesi ma da un libro del 1998 di Stephane Courtois. Complimenti presidente, vediamo che sa anche leggere.

Un deputato pianista che vota per un collega assente (Csa delle Libertà)

 

Roma, 29 marzo 2006. Le parole del premier Silvio Berlusconi, secondo cui "durante il regime di Mao Tze Tung i cinesi bollivano i bambini", hanno creato una situazione diplomatica disagevole con Pechino, che ha esternato il proprio malumore per queste affermazioni. Mentre in serata la Farnesina in una nota ha voluto precisare che "la frase in questione si riferisce a episodi che avrebbero avuto luogo nel passato, mentre è evidente l'inesistenza di intenti polemici nei confronti della Repubblica popolare cinese".

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi domenica scorsa a Napoli, durante un comizio elettorale, aveva citato il "libro nero del comunismo", dicendo che "nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi".

Immediata la risposta cinese del ministro degli Esteri: "Siamo scontenti di queste chiacchiere senza senso. Le parole e le azioni dei leader italiani dovrebbero andare a beneficio della stabilità e dello sviluppo di relazioni amichevoli tra Cina e Italia".

Ed il leader dell'Unione, Romano Prodi, interpellato per tali dichiarazioni ingiuriose, ha accusato oggi Berlusconi di screditare l'Italia all'estero. "Quale immagine viene data da un paese il cui primo ministro dice una cosa simile? E' un'offesa fatta a un popolo di un miliardo 300 milioni di persone. E se anche la metà se la dimentica, 650 milioni se la ricorderanno comunque. Siamo screditati all'estero e senza crescita all'interno", ha detto Prodi durante un comizio.

"Il presidente Berlusconi si è limitato a citare una frase contenuta nell'edizione italiana del "Libro nero del comunismo" di Stephane Courtois (riportata per l'esattezza a pag. 460), pubblicata nel 1998", ha scritto nella nota la Farnesina. Precisando che la frase in questione "si riferisce peraltro a episodi che avrebbero avuto luogo nel passato, come correttamente ricordato dallo stesso Presidente del Consiglio, mentre è evidente l'inesistenza di intenti polemici nei confronti della Repubblica Popolare Cinese".

Con Pechino, ha detto ancora il ministero degli Esteri, "l'Italia mantiene solidi rapporti di collaborazione e di cooperazione in tutti i campi, anche per favorire l'affermazione e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo".

Prima del comunicato della Farnesina, sulla questione è intervenuto l'ex-ministro leghista delle Riforme Roberto Calderoli, che ha definito fuori luogo le rimostranze di Pechino.

"Se Berlusconi ha sbagliato, sostenendo che i bambini in Cina venivano bolliti, lo ha fatto per difetto, perché purtroppo in passato, in regimi comunisti, in particolare quello cinese, in periodi di carestia, i bambini sono stati addirittura mangiati e dunque simili episodi sono accaduti davvero", ha detto Calderoli in una nota.

"Le dichiarazioni di Berlusconi possono anche essere raccapriccianti, ma questa è storia, purtroppo. Ritengo comunque fuori luogo le rimostranze di Pechino: delle rimostranze, caso mai, le avrebbe dovuto fare il nostro di governo, perché le imprese cinesi stanno divorando la nostra economia con la loro concorrenza sleale"

 

P.S. Anche l'Italia non è indenne di storie macrabre...ed il presidente del Consiglio farebbe bene di documentarsi meglio. Il suo linguaggio anticomunista è volutamente pesante che, scopiazzando Bush junior nella sua recente campagna elettorale, non gli renderà gli stessi vantaggi.          

Torna su

 

Mappa del sito 0,1094