Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 29.03.2006
In breve:
Tra un mese i riflettori saranno puntati sulla riapertura di Palazzo Grassi a Venezia. Infatti, dopo un anno di lavori di ristrutturazione e di "ammodernamento" dei locali, diretti dall'architetto Tadao Ando (già noto per il restauro di Villa Minelli e la realizzazione di Fabrica, quartier generale del Gruppo Benetton di Ponzano Veneto), il settecentesco Palazzo Grassi ritornerà grande contenitore museale-espositivo, voluto da Monsieur François Pinault, nuovo proprietario e presidente di Palazzo Grassi SpA.
Curata da Alison M. Gingeras, la mostra propone opere dal dopoguerra in poi e comprende varie correnti artistiche come la Scuola di New York e l'Astrattismo Europeo, l'Arte Povera, il Minimalismo, il Post Minimalismo e la Pop Art, oltre a esponenti delle più recenti rivisitazioni Pop.
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Venezia, 26 marzo 2006 (servizio di A. Miatello). Tra un mese i riflettori saranno puntati sulla riapertura di Palazzo Grassi a Venezia. Infatti, dopo un anno di lavori di ristrutturazione e di "ammodernamento" dei locali ad opera della Brandolin Dottor, diretti dall'architetto Tadao Ando (già noto per il restauro di Villa Minelli e la realizzazione di Fabrica, quartier generale del Gruppo Benetton di Ponzano Veneto), il settecentesco Palazzo Grassi ritornerà grande contenitore museale-espositivo, voluto da Monsieur François Pinault, nuovo proprietario e presidente di Palazzo Grassi SpA.
Con il proprio stile minimalista, il celebre architetto giapponese - che abbiamo conosciuto a Parigi durante l'inaugurazione nel 1996 di un suo monumento dedicato a Hiroshima e Nagasaki, collocato all'interno del giardino del Palazzo dell'Unesco - ha trasformato i
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La nuova stagione di Palazzo Grassi viene inaugurata con la mostra "Where Are We Going?" opere scelte dalla Collezione François Pinault (30 Aprile 2006 - 1 Ottobre 2006), una selezione di capolavori dalla collezione di Pinault, per la prima volta esposti al pubblico. Curata da Alison M. Gingeras, la panoramica propone opere dal dopoguerra in poi e comprende varie correnti artistiche come
La mostra prende spunto dalla celebre domanda formulata da Paul Gaugin all'alba del Modernismo, riproposta nel 2000 da Damien Hirst per il titolo di una sua scultura. "Where are we going?" trova ora una nuovo significato: la natura evocativa e provocatoria delle opere esposte propongono una riflessione sulla condizione umana, sulla cultura contemporanea e sul futuro del mondo in cui viviamo. Temi centrali nel lavoro di molti artisti d'avanguardia e principi ispiratori del collezionista François Pinault.
In mostra vi sarà solo una piccola parte della vasta collezione di François Pinault: circa duecento opere di oltre cinquanta artisti, dai grandi maestri del dopo-guerra come Mark Rothko, Piero Manzoni e Donal Judd, fino a star internazionali come Damien Hirst, Pierre Huyghe, Cindy Shermann e Maurizio Cattelan, ma anche una generazione di artisti più giovani come Urs Fischer, Piotr Uklanski e Rudolf Stingel. Varietà e qualità delle opere a conferma dell'interesse di François Pinault nei confronti degli artisti più influenti e provocatori dei nostri tempi.
A proposito dell'imminente riapertura di Palazzo Grassi, François Pinault ha commentato: "E' stata una grande passione a guidarmi nella costruzione di questa collezione di arte moderna e contemporanea. Ora desidero condividere i frutti del lavoro di anni con un pubblico ampio ed eterogeneo come quello che viene a Venezia da tutto il mondo. Assumendo la responsabilità di Palazzo Grassi dopo il mio amico Gianni Agnelli, sono consapevole dell'impegno che questa straordinaria avventura culturale richiede. Altre iniziative seguiranno a questa prima mostra, ma sempre nello spirito di contribuire a far conoscere e amare la creatività dei nostri tempi".
Palazzo Grassi
San Samuele 3231, Venezia
Info. 041-5231680
Orari: 10-19
Palazzo Grassi è una delle più imponenti costruzioni che si affacciano sul Canal Grande. Costruito nel '700 su progetto di Giorgio Massari, dopo varie vicende, nel 1984, fu acquistato dalla famiglia Agnelli, che lo "inserì nella galassia della FIAT", decidendo di trasformarlo in centro culturale e museale. Ne fu affidata la ristrutturazione a Gae Aulenti e Antonio Foscari. Dopo aver promosso eventi di grande successo, tra cui "Futurismo e Futurismi" (1986), "Effetto Arcimboldo" (1987), "I Fenici" (1988), "I Maja", ecc, ha ospitato l'ultima grande mostra, dedicata all'arte di Salvador Dalí, l'eccentrico e poliedrico artista catalano per il suo centenario della nascita.