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Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001, al Museo Correr fino al 26 febbraio 2006

Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001
 
ALBERTO GIANQUINTO. Opere 1960-2001,Venezia, Museo Correr, II piano, dal 17 dicembre 2005 al 26 febbraio 2006 
Venezia, 9 febbraio 2006 (servizio di A. Miatello). La mostra, allestita in dieci sale al secondo piano del museo veneziano, presenta un'ottantina di opere - tra dipinti e sculture - del grande pittore veneziano recentemente scomparso, delineandone il lungo e appassionato percorso espressivo e umano. Il catalogo è di Skira editore, Ginevra-Milano. Le ricerche e coordinamento per la mostra sono di: Luciana Battistella Gianquinto, Daniela Ferretti, Antonino Gianquinto, Giandomenico Romanelli. L'allestimento è di Daniela Ferretti.
Articolata per temi (Primi anni; Battaglie; Dallo studio; A Guevara; Finestra; No; Il viandante; Il giardino; Storia sacra), la mostra si sviluppa cronologicamente, a partire dalle intense opere degli anni '60, tra cui il celebre Interno a Lipari,  in un alternarsi di visioni legate alla ricerca estetica e all'impegno sociale, a testimonianze private e a riflessioni spirituali, culminanti con la serie delle Crocifissioni degli anni novanta e con la mitica  figura di Endimione, che, addormentato, attende la visita di Selene, la Luna.
 
 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001
 
Il rapporto uomo-natura è fin dall'inizio al centro della ricerca espressiva di Gianquinto, così come da subito  si stringe il connubio tra arte e impegno sociale, mentre è la luce ad affermarsi come protagonista  nei paesaggi jesolani dei primi anni '60. La ricerca spaziale connessa all'esperienza nel gruppo Il Pro e il Contro, si coniuga da un lato col luminismo di chiara matrice veneta, dall'altro con forti rimandi storici restituiti in immagini emblematiche.
Fin dagli anni Settanta  il percorso si arricchisce di una dimensione lirica ed evocativa: figure umane, paesaggi, interni, oggetti quotidiani immersi nella superficie luminosa di uno spazio privo di spessore e volume, segnati da giochi di luce in figure geometriche rarefatte. E ancora linee essenziali e intensa emozione costituiscono la cifra della sorprendente serie delle Crocifissioni.
Rigore, coraggio e vigore intellettuale connotano tutte le scelte e i diversi esiti della sua lunga produzione artistica, percorsa da "viandante" solitario, in un appassionata, profonda, continua ricerca.
Catalogo della Skira con presentazione di Giandomenico Romanelli.
www.skira.net
 
Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001  Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001  Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 
 
ALBERTO GIANQUINTO
 
1929. Nasce il 29 marzo al Lido di Venezia.
1931. La famiglia si trasferisce in centro storico. Qui  Gianquinto, dopo gli studi classici, si laureerà in Economia e Commercio a Ca' Foscari, maturando ben presto la decisione di dedicarsi alla pittura, con la guida di Luigi Cobianco, maestro e amico.
1956. È presente con un gruppo di opere alla XXVIII Biennale d'Arte Internazionale di Venezia.
1957. Prima mostra personale alla Galleria del Cavallino, a Venezia. Sposa Luciana Battistella, giovane pianista conosciuta al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
1959. Partecipa su invito alla Quadriennale d'Arte di Roma.
1961. Nasce il  figlio, Antonino, cui dedicherà ogni 16 di Luglio - per il suo compleanno - un dipinto. L'affettuoso appuntamento diventerà una singolare raccolta di trentotto opere dense di ricordi  e di bella pittura.
1962. Partecipa alla XXXI Biennale d'Arte Internazionale di Venezia.
1961-1964. Aderisce al movimento romano Il Pro e il Contro, assieme ad Attardi, Vespignani, Farulli, Calabria e Guccione. Nel frattempo espone a Venezia e in Italia, coniugando arte e impegno nel Partito Comunista italiano, e testimoniando nelle sue opere avvenimenti sociali, culturali e politici
 
 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001(particolare di una scultura)  Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001(particolare di una scultura)  Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001(particolare di una scultura) Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 (Apparati della mostra) 
 
1964. Vince il Premio Arezzo con Grande interno a Lipari. La tela, di ampie dimensioni, è esposta in permanenza al Museo di Arezzo e testimonia la tragica realtà meridionale del tempo.
Dello stesso anno sono la  Pala per Djamila Boupascià, algerina stuprata dai parà francesi, e la tela per Isaac Babel, poeta perseguitato ed ucciso nel 1937 in un lager sovietico.
1965 - 1969 -1986 Partecipa su invito alle Quadriennali d'Arte di Roma.
1969-1981. A questi anni appartengono opere celebri, segnate dall'impegno e dalla denuncia politica, tra cui A Guevara, Sugli spalti (1969), Ottobre, No alla repressione, La marcia, Le barricate (1970), Il 1975 (contro la repressione poliziesca dei moti studenteschi), Il drappo rosso (1979, per i suoi cinquant'anni), la Stele di Pio La Torre (1981, dedicata al  sindacalista assassinato dalla mafia)
 
Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001  Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001
 
1978 . È presente con una sala personale alla Biennale di Venezia.
1983. Con la famiglia si trasferisce nella campagna jesolana, entrando in un contatto più stretto e quotidiano con la natura e sperimentando un nuovo e diverso rapporto con la luce.
1986 riprende il soggetto di Che Guevara in un nuovo dipinto. Si dedica inoltre a  grandi paesaggi solari: Jesolo, Asolo- cui dedicherà anche prose, poesie, acqueforti, litografie e sculture- e alle intense opere dedicate alle Bagnanti, alle Nude, infine ai corpi femminili nudi ed oziosi dei Jardin Fèerique . A questo periodo appartengono anche altre visioni muliebri (Maternità) e nature morte.
1986-1989. Realizza il ciclo delle Crocifissioni, una ventina di tele, emblematico documento della partecipazione dell'artista alla complessità anche emotiva dei temi religiosi
1987- Dipinge La Pietra di Gramsci.
1989 Realizza una grande esposizione alla Fiac di Parigi.
1991-1998. Torna l'impegno civile nei dipinti sugli arabi morti nel deserto del Sinai durante la guerra del Golfo e nelle grandi tele per la Montserrat, donna - madre - spagnola, combattiva e vincente, ispirate dalla  scultura di Gonzales, scoperta a Parigi e, ancora, Guevara.
 
Che Guevara, Ginevra, Marché aux puces (mercato delle pulci)  Che Guevara, giustiziato
 
1994.Vince il primo premio alla Permanente di Milano.
1999. Complice  il libro La vita di Gesù di Ernst Renan, realizza ed espone a Parma diciannove teleri con la storia di Gesù, figura intensissima, profondamente sentita; la mostra ha grande successo e viene proposta in città diverse, in sei edizioni, suscitando interesse e anche inquietudine
2000-2002. Continua a dipingere, dedicandosi anche alla produzione di disegni, acqueforti, litografie, serigrafie, sculture in terracotta e in bronzo, nonostante qualche problema di salute.
2003. Muore a Jesolo il 17 Maggio. Nell'ultimo quadro, Corteo, un piccolo drappello di uomini con le bandiere rosse esce dalla tela, silenzioso ed enigmatico.
 
Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 (Crocifissioni, particolare) Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 (Crocifissioni, particolare)   Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 (Crocifissioni, particolare)  Alberto Gianquinto, Opere 1960-2001 (Crocifissioni, particolare)
 
Musei Civici Veneziani
www.museiciviciveneziani.it
 
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