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A. Canaletto e G.B. Brustolon: assieme a Ca' Rezzonico per raccontare le Feste Ducali

A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr

 

Venezia, 22 aprile 2006 (servizio di A. Miatello). Le Feste Ducali portate alla luce dagli studiosi Tonini e Pedrocco offrono al visitatore un'opportunità per assoporare la raffinatezza e la puntigliosità di due maestri: Antonio Canal, detto Canaletto e l'incisore Gianbattista Brustolon. Una dozzina di stampe (quasi tutte di secondo stato) con appresso i rami originali mostrano una Venezia ricca e sontuosa, cioè quella che vive la sua ultima grande stagione storica, nella seconda metà del Settecento.

 

Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr

 

Così la ritrae Antonio Canal, detto Canaletto (1697-1768), il migliore dei Vedutisti. Cioè festosa e solenne ad un tempo, come si vede in queste dodici bellissime acqueforti da lui disegnate nel 1766, su commissione di Lodovico Furlanetto (Mercante di stampe in rame), ed incise con incredibile maestria da Giambattista Brustolon. Vengono esposte da oggi a Ca' Rezzonico - Museo del Settecento veneziano in una mostra, sostenuta da Vodafone, curata da Filippo Pedrocco e Camillo Tonini, che resterà aperta fino al prossimo 6 novembre.

 

A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr

 

La cosa che più interessa sono i rami - acquistati dal Museo Correr solo nel 1955 - per la verità solo dieci, perché due di essi sono andati perduti nell'Ottocento. I quali dimostrano, da un lato lo straordinario "occhio vedutista" di Canaletto, dall'altro la grande perizia incisoria del bellunese Gianbattista Brustolon nell'intagliare fedelmente il docile ed espressivo segno disegnato dal pittore.

 

Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr  A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr

 

Ma per i giovani scolari che abbiamo visto numerosi entrare nella sala, curiosa ed interessante appare la piccola e rudimentale "camera ottica" (Chambre noire) che serviva al Canaletto per il suo primo approccio con il luogo da disegnare.  

Le incisioni illustrano le grandi e ricorrenti Feste Dogali, così "magnifiche e sfarzose", specialmente nel Settecento. A cominciare naturalmente dalla inconorazione dello stesso Doge e la sua presentazione al Gran Consiglio, per proseguire con il simbolico "Sposalizio del Mare", la partecipazione votiva del Doge alla festa della Salute, la munifica accoglienza degli ambasciatori stranieri in Collegio, e la solenne processione del Corpus Domini, la visita del Doge a San Zaccaria il giorno di Pasqua, il Banchetto del Doge, per citarne solo alcune. Tutte occasioni nelle quali Venezia ormai voleva celebrare se stessa, la sua incredibile ricchezza e la sua straordinaria grandezza. La seconda metà del Settecento è infatti il momento nel quale la Serenissima, quasi avvertisse l'imminente fine della sua irripetibile storia, ritrae la città non più simbolicamente ma realisticamente. Con già evidenti nostalgie di una potenza che sarebbe scomparsa.

 

A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr  Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr

 

Ne risulta infine una mostra godibile per il pubblico e preziosa per gli specialistici, che dimostra peraltro l'opportunità, ed anche la "facilità", di presentare al grande pubblico i tesori conservati nelle raccolte civiche, spesso accessibili solo agli studiosi. Una piccola grande mostra che dispone, per chi lo vorrà, di una postazione per "ripassare" le dodici stampe e soffermarsi sui loro particolari con un tocco di mouse.

Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr  A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr Canaletto - Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr A. Canaletto - C.B. Brustolon. Le Feste Ducali. Rami e Stampe dalle collezioni del Museo Correr 

 

Fanno da corollario alcuni documenti come l'atto notarile di Pietro Gradenigo, in cui Lodovico Furlanetto, Mercadante di Stampe in Rame sul Ponte de' Baretteri, e studioso di Rappresentazioni da preservarsi all'età future con imagine fedele ideò il dissegno, et intaglio prescritti ad Antonio Canaletto et a Giovanni Brustolon di alquante Funzioni primarie, quali annualmnete si adempiscono in Venezia a modo di grandioso contegno.

O un avviso pubblicitario sul Corriere Letterario del 18 ottobre 1766, in cui lo stesso Mercante di stampe in rame Lodovico Furlanetto "ha pubblicato un suo Manifesto, con cui annunzia al pubblico un'Opera in 12 fogli imperiali, che si fa presentemente da lui disegnare, e intagliare, e rappresenta le più magnifiche pubbliche Funzioni che si fanno in essa Dominante. Il Disegnatore n'è il celebre Antonio Canaletto, e l'Intagliatore il valente Giovanni Brustolon (...)" 

 

Pietro Gradenigo, Notatorio (dichiarazione di Lodovico Furlanetto) Corriere Letterario, 18 ottobre 1766 (particolare del Manifesto di Lodovico Furlanetto pubblicato sul Corriere Letterario)
 

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