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Il Parlamento elegge il nuovo presidente della Repubblica: partenza ad orologeria

Papa Benedetto XVI, Ratzinger, tutto d oro 

 

Roma, 8 maggio 2006 (dal nostro corrispondente Rob. Severini). Oggi pomeriggio a Montecitorio dalle 16 è previsto l'iter della prima votazione "segreta nell'insalatiera" (urna di vimini e raso verde che conterrà le schede di voto, ndr.) per eleggere il nuovo presidente della Repubblica e il termometro tra Unione e Casa delle Libertà segna sbalzi notevoli. Nonostante si siano freneticamente svolte "delle trattative ad alto livello avviate durante questo week-end per cercare candidature accettabili ad entrambi gli schieramenti", le bocce sono ferme. Berlusconi, come al solito ha bocciato in partenza sia D'Alema (al quale ha contrapposto il suo consigliere Gianni Letta), sia Giuliano Amato e sia Giorgio Napolitano, minacciando di ricorrere allo "sciopero fiscale" se il centrosinistra non terrà conto della volontà di un'opposizione che, di fatto, rappresenta metà dell'elettorato del Paese.

In serata, nel primo vertice tra i due schieramenti a Palazzo Chigi (Fassino e Rutelli da un lato, Fini e Casini dall'altro, con gli "ambasciatori" dei due fronti, Ricardo Levi e Gianni Letta) la Cdl ha proposto un poker di candidature a suo giudizio accettabili: Marini, Monti, Dini oppure Amato. L'Unione però contrattacca ponendo il saggio ottantunenne Napolitano (ovviamente per non bruciare subito nelle tre votazioni in cui ci vuole la maggioranza dei due terzi, D'Alema, presidente  favorito dei Ds e di tutti gli altri). Maroni protesta perché la Lega non è stata consultata e diserta la cena ad Arcore tra Berlusconi, Emilio Fede, Bossi e Calderoli. Secondo note diffuse dalle agenzie stampa sembrerebbe che Berlusconi non fosse avvisato delle scelte strategiche da prendere per oggi lunedì. Il cavallo da bruciare per il momento è Letta che, come il prezzemolo, ci sta bene dappertutto. Il cerimoniere con i suoi dolci e pacati modi se venisse eletto al Colle, sarebbe un papa camuffato...   

Si sta profilando comunque lo scenario della politica italiana che, per la prima volta nella sua storia, avrà un capo dello Stato totalmente di sinistra ma ... democratico!

 

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