
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 22.05.2006
In breve:
Nel fine settimana che inizia venerdì 2 e si conclude domenica 4 giugno 2006, i luoghi scarpiani in Italia saranno oggetto di una specifica azione di valorizzazione, intesa a permettere il godimento del maggior numero di essi da parte del pubblico. Le modalità di fruizione saranno diverse, compatibilmente con le singole specificità: dall'ingresso gratuito ai musei che furono oggetto di interventi scarpiani, alla disponibilità di servizi di visita guidata, fino all'apertura straordinaria di case private.
![]() |
Tre giorni con Carlo Scarpa
Nel fine settimana che inizia venerdì 2 e si conclude domenica 4 giugno 2006, i luoghi scarpiani in Italia saranno oggetto di una specifica azione di valorizzazione, intesa a permettere il godimento del maggior numero di essi da parte del pubblico. Le modalità di fruizione saranno diverse, compatibilmente con le singole specificità: dall'ingresso gratuito ai musei che furono oggetto di interventi scarpiani, alla disponibilità di servizi di visita guidata, fino all'apertura straordinaria di case private.
Organizzatore:
Comitato per il centenario di Carlo Scarpa 1906-2006. Carlo Scarpa cento anni di architettura
Le iniziative del programma "Carlo Scarpa cento anni di architettura" saranno presentate a Roma presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
(via Guido Reni, 2), Venerdì 26 maggio 2006, alle ore 12
L'itinerario scarpiano prevede l'accesso ai seguenti musei, luoghi pubblici e privati:
BELLUNO (provincia)
1. Chiesa del villaggio ENI a Borca di Cadore (1959)
Realizzata a quattro mani da Edoardo Gellner e Carlo Scarpa, la chiesa fa parte del più grosso insediamento alpino di edilizia residenziale dell'epoca, voluto dal presidente dell'ENI Enrico Mattei per i suoi dipendenti. Intervento in primo luogo paesaggistico, l'edificio nasce da un'attenta riflessione sui rapporti fra natura e architettura e fra uomo e paesaggio. Le soluzioni di dettaglio disegnate da Scarpa si integrano in quello che è sostanzialmente un progetto unitario. A un'altissima guglia in acciaio è affidata la funzione simbolica tradizionalmente svolta dal campanile.
2. Tomba Lazzari a Quero (1960)
Scarpa progetta una lapide essenziale, in sintonia con il piccolo cimitero montano. Con semplici accorgimenti ottiene le forme simboliche della croce e dei cerchi binati, figura chiave dell'opera scarpiana che qui rinvia al binomio mondo terreno/mondo celeste e all'idea di infinito.
BOLOGNA
3. Showroom Gavina (1961-63)
Invenzione e conservazione caratterizzano l'intervento scarpiano per il nuovo negozio Gavina nel centro storico di Bologna. Il prospetto, un'unica superficie in calcestruzzo su cui l'architetto, mantenendo le aperture esistenti, disegna due vetrine-oblò, separa e inquadra il negozio dalla strada. All'interno, eliminate le tramezzature esistenti, il vasto ambiente è scandito da cinque grossi pilastri diversificati nel trattamento cromatico e superficiale.
BRESCIA
4. Stele commemorativa in Piazza della Loggia (1974-76, 1977)
La stele, concepita come una colonna commemorativa romana, segna il luogo esatto dello scoppio dell'ordigno che il 28 maggio 1974 causò otto morti e centotre feriti.
FIRENZE
5. Gallerie e Gabinetto disegni e stampe Uffizi (1953-56; 1956-60)
Nel 1953 tre giganti dell'architettura italiana come Ignazio Gardella, Giovanni Michelucci e Carlo Scarpa sono chiamati a lavorare insieme al riallestimento delle prime tre sale degli Uffizi dedicate alla pittura italiana, da Giotto al primo Rinascimento. Poco più tardi Scarpa affianca l'amico e collega Edoardo Detti nel restauro del Gabinetto dei disegni e delle stampe, spogliando degli arredi ottocenteschi la sala espositiva.
GENOVA
6. Tomba Galli a Sant'Ilario (progetto 1976-78, realizzazione postuma 1981)
Realizzata dopo la morte di Scarpa in base ai suoi disegni, l'edicola funebre per il giovane Antonio Galli condensa in una forma arcaica "l'idea di Assoluto che conviene alla morte". Come per i coniugi Brion a San Vito d'Altivole (itinerario n. 13), nel cimitero ligure Scarpa inventa un dispositivo al contempo tecnico e simbolico per onorare il ricongiungimento degli affetti familiari nell'aldilà.
PALERMO
7. Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis (1953-54)
Tra le più significative realizzazioni museali italiane del secondo dopoguerra, la sistemazione del quattrocentesco palazzo Abatellis - che conserva capolavori di Laurana, Giunta Pisano, Antonello da Messina - valse all'architetto il conferimento della targa IN-ARCH. Tipico degli allestimenti scarpiani è il modo di considerare l'opera d'arte come un unicum, isolandola dal contesto spaziale.
PARMA
8. Sala consiliare della Provincia di Parma (1955-56)
Come per l'allestimento dell'aula giudiziaria veneziana (itinerario n. 18), la sistemazione di questa sala impone a Scarpa di lavorare su un ambiente unico e fortemente condizionato dalle modalità di svolgimento delle funzioni cui è destinata. L'architetto modifica pavimento e soffitto, disegna arredi fissi e luci, dando vita a un intervento di trasformazione esemplare.
ROMA
9. Museo Hendrik Christian Andersen
La mostra Carlo Scarpa. Disegni mai visti, allestita a Roma presso il Museo Hendrik Christian Andersen, dà conto di come, nonostante un ventennio di studi, sia ancora possibile ritrovare (e presentare) meravigliosi disegni scarpiani inediti, sia di architettura sia di design.
TREVISO (provincia)
10. Gipsoteca Canoviana a Possagno (1955-57)
Rifiutando il tradizionale allestimento delle opere su fondo scuro, Scarpa oppone al bianco opaco e assorbente dei gessi un altro bianco, quello lucido e specchiante delle pareti a marmorino. L'effetto è amplificato dalla luce naturale che penetra dall'alto attraverso finestre tagliate come pozzi di luce, o come gli oculi nelle cupole dei templi antichi.
11. Complesso monumentale Brion a San Vito d'Altivole (1969-78)
Una delle architetture italiane più visitate del Novecento, il complesso monumentale Brion è concepito da Scarpa come un luogo di meditazione in forma di giardino. Rivolto verso le colline asolane, esso si articola in singole architetture che sono insieme oggetti evocativi e saggi di straordinaria tecnica costruttiva.
TRIESTE
12. Museo Revoltella (1963 e segg.)
Riunendo tre distinti edifici, Scarpa definisce il percorso espositivo come una narrazione architettonica a quote variabili. L'importante collezione d'arte contemporanea del museo è valorizzata da un vero e proprio campionario di modi di diffusione della luce che accompagna il visitatore in un ideale viaggio dalla notte al giorno.
UDINE
13. Casa Veritti (1955-61)
La prima residenza monofamiliare che Scarpa costruisce interamente ex novo fa parte dei suoi progetti "americani", sensibilmente suggestionati dall'architettura di Frank Lloyd Wright. In sorprendente anticipo sulla soluzione distributivo-strutturale di villa Ottolenghi (itinerario n. 28), gli spazi esterni e interni della casa si articolano attorno a tredici pilastri tecnici di grande forza espressiva.
14. Tomba Veritti (1951)
Nella progettazione di questa edicola commemorativa a cielo aperto la mano di Scarpa si affianca a quella del giovane allievo friulano Angelo Masieri. Contribuiscono allo svolgimento del tema funebre figure archetipiche come il recinto, il cerchio, la croce e la lettera tau, impiegate a grande e piccola scala in un continuo gioco di rimandi geometrici.
15. Tomba Zilio (1960)
L'intera composizione di questa tomba parietale è regolata da un gioco di rimandi incentrato sulla figura della croce. Per l'epigrafe Scarpa studia un lettering analogo a quello del logo della Banca Popolare di Verona (itinerario n. 27): con pochi elementi semplici è possibile ricavare tutte le lettere necessarie a comporre il nome.
VENEZIA
16. Aula Manlio Capitolo al Tribunale di Venezia (1955-56)
Per una paradossale coincidenza, mentre Scarpa lavora alla sistemazione dell'aula giudiziaria veneziana è costretto a frequentare lo stesso tribunale da imputato, con l'accusa di esercizio abusivo della professione. L'ambiente è stato oggetto di un recente, attento restauro a cura della Soprintendenza competente e per mano degli stessi artigiani che lavorarono con Scarpa.
17. Ca' Foscari (1935-37; 1955-56)
Nel suo primo importante incarico pubblico, il giovane Scarpa mette subito in chiaro la propria idea del restauro come occasione progettuale a tutti gli effetti. Oggi rinnovato, l'intervento scarpiano nella sede dell'Università di Venezia si integra con i grandi affreschi degli amici De Luigi e Sironi. Vent'anni dopo la prima sistemazione, Scarpa è nuovamente convocato per trasformare l'aula magna in sala per lezioni.
18. Casa e studio Scatturin (1962-63)
Uniti e al tempo stesso autonomi, lo studio professionale e l'abitazione privata dell'avvocato Scatturin si distinguono per la notevole qualità spaziale e distributiva ottenuta nell'ultimo mezzanino di una residenza storica. Lo studio ruota attorno al celebre tavolo "Signori prego si accomodino".
19. Fondazione Masieri (1968-78, realizzazione postuma)
In memoria di Angelo Masieri, la famiglia è decisa a realizzare il sogno del giovane architetto scomparso: far progettare a Frank Lloyd Wright l'edificio veneziano di sua proprietà. Ma la città non accetta che il "contemporaneo" si affacci sul Canal Grande. Scarpa, che si sostituisce nell'incarico, fa in tempo a vedere un cantiere appena avviato.
20. Fondazione Querini Stampalia (1959; 1961-63)
Nel riordinare piano terreno e giardino di un palazzo storico veneziano, la riflessione progettuale di Scarpa si confronta con le qualità morfologiche e materiche dell'edificio e con le necessità della nuova destinazione d'uso. A partire dal nuovo ingresso, attraverso l'elegante ponte in ferro, ottone e teak e fin dentro l'edificio, l'acqua diventa vero e proprio "materiale costruttivo".
21. Gallerie dell'Accademia (1945-59)
L'urgente sistemazione della maggiore pinacoteca di Venezia e del Veneto costituisce per Scarpa la prima importante occasione di lavoro in una galleria, segnando di fatto l'inizio della sua attività museografica. L'architetto introduce criteri espositivi inediti, provvedendo direttamente alla selezione e all'ordinamento delle opere e valorizzando il rapporto immediato fra oggetto e osservatore.
22. Museo Correr (1952-53; 1957-60)
In quella che resta una delle più significative sistemazioni museali del secondo dopoguerra (vedi itinerari nn. 6, 9, 23, 26), Scarpa affronta dapprima il riordinamento delle sezioni storiche, quindi della quadreria. Le sue invenzioni ridefiniscono i rapporti spaziali e visivi non solo tra le opere ma anche tra gli ambienti espositivi.
23. Tomba Capovilla (1943-44)
Originale riflessione sulle forme della tradizione commemorativa italiana, il secondo monumento funebre realizzato da Scarpa invita con un solo gesto al raccoglimento terreno e alla meditazione celeste.
VERONA e provincia
24. Museo di Castelvecchio (1956 e segg.)
L'esito del restauro e dell'allestimento del museo scaligero resta tra i più alti della carriera di Scarpa e in generale della museografia italiana del secondo dopoguerra. Per il simbolo del museo, la statua equestre di Cangrande, Scarpa studia una sistemazione esemplare che ne privilegia la molteplicità dei punti di vista.
25. Banca Popolare di Verona e Novara (1973 e segg.)
Intervento urbano, prima che architettonico e di restauro, la nuova sede della Banca Popolare di Verona ha di fatto costituito un nuovo punto di riferimento nella topografia della città. Nel pensare la facciata Scarpa si comporta come di fronte al pannello di una mostra, dove le finestre sono scandite come quadri di un'esposizione. Dopo la morte dell'architetto la costruzione sarà completata da suoi collaboratori nel 1981.
26. Casa Ottolenghi a Bardolino (1974-78)
Apparentemente casuale, questa incredibile costruzione "organica" annulla nel carattere naturale la distanza fra dimensione domestica e monumentale. Le nove colonne portanti in calcestruzzo, pietra di Prun e di Trani offrono uno degli esempi più riusciti della capacità creativa dell'architetto. Elemento fondamentale del progetto è il tetto: una terrazza "naturale" sul paesaggio da cui si gode una vista altrimenti negata dall'interno dell'abitazione.
VICENZA
27. Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio
In mostra a Vicenza le fotografie del cantiere Brion (itinerario n. 13) scattate nell'autunno del 1972 dal fotografo di architettura più amato da Bruno Zevi: Gianni Berengo Gardin. Le parole del fotografo, catturate in un'intervista inedita, accompagnano le immagini del più noto capolavoro di Carlo Scarpa.
28. Casa e studio Gallo (1962-65)
Nel restauro del vicentino palazzo Brusarosco Scarpa offre un'ennesima prova della sapiente, armonica integrazione tra funzione espressiva e tecnica degli elementi strutturali. L'appartamento è caratterizzato da un'altissima qualità spaziale giocata sul rapporto fra zona "pubblica" della casa, destinata ad ospitare la collezione d'arte di famiglia, e ambienti "privati".
29. Casa per appartamenti (1974-78, completamento postuma 1979)
Significativa testimonianza dell'esperienza vicentina di Scarpa, l'immobile ai margini della città storica è l'unico edificio residenziale collettivo realizzato dall'architetto. Un estenuante iter del progetto gli impedirà di completare l'edificio. Tuttavia, nell'articolazione volumetrica e nella facciata scandita da sottili finestre a tutta altezza si coglie pienamente il contributo originale di Scarpa.
Per informazioni e prenotazioni:
call center Civita: 02 433 53 522
INFO DARC
Lorenza Bolelli Responsabile Ufficio di Direzione Relazioni Istituzionali e Comunicazione DARC tel.0658434853/54 fax 0658434856
lbolelli@darc.beniculturali.it
Ufficio Stampa Studio ESSECI - Sergio Campagnolo;
tel. 049 663499