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Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 14.06.2006
In breve:
Lo ha deciso il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Davide Croff, accogliendo la proposta del Direttore della 63. Mostra, Marco Müller.
Simbolo del cinema francese, fra le interpreti più ammirate al mondo dai cineasti e dal pubblico, Catherine Deneuve è stata lanciata come musa del cinema d'autore europeo - ottenendo il suo primo successo mondiale - proprio a Venezia nel 1967, nel ruolo di Séverine nel capolavoro Bella di giorno (Belle de jour) di Luis Buñuel, premiato col Leone d'Oro.
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Venezia, 14 giugno 2006. Sarà la grande attrice francese Catherine Deneuve a presiedere
Lo ha deciso il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Davide Croff, accogliendo la proposta del Direttore della 63. Mostra, Marco Müller.
Simbolo del cinema francese, fra le interpreti più ammirate al mondo dai cineasti e dal pubblico, Catherine Deneuve è stata lanciata come musa del cinema d'autore europeo - ottenendo il suo primo successo mondiale - proprio a Venezia nel 1967, nel ruolo di Séverine nel capolavoro Bella di giorno (Belle de jour) di Luis Buñuel, premiato col Leone d'Oro. In seguito è tornata più volte da protagonista al Lido, a partire dal celebre Tristana (1970) di Luis Buñuel, e nel
"Siamo orgogliosi che sia una personalità come Catherine Deneuve a presiedere la giuria di Venezia - hanno dichiarato Davide Croff e Marco Müller - il suo magico carisma e la sua conoscenza da protagonista del grande cinema, sapranno infondere serenità ed equilibrio al lavoro e al giudizio dei giurati".
Note biografiche di Catherine Deneuve
Venezia, 14 giugno 2006. Attrice, nata a Parigi, è un simbolo del cinema francese (la chiamano la "Reine Blanche"), e senz'altro una delle più grandi e ammirate interpreti viventi al mondo. Ha solo tredici anni quando appare sullo schermo in La collégienne (1957, di André Hunebelle), ma acquista popolarità diciannovenne come Justine, da Sade, ne Il vizio e la virtù (Le vice et le vertu, 1962) di Roger Vadim (all'epoca sua compagno), e quindi, in un ruolo opposto, come protagonista del musical che vince a Cannes Les parapluies de Cherbourg (1963) di Jacques Demy, dove canta e danza. Ma nel 1965 Roman Polanski, appena emigrato in Occidente, le affida un personaggio destabilizzante in Repulsion, una manicure schizofrenica, in cui