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54. TrentoFilmfestival dedicato al cinema di montagna. Viaggio nell'energia della terra. In concorso cinquanta film da 24 paesi, più diverse altre sezioni e vari eventi

Cinema 

 

Trento, 29 aprile 2006. Si apre stasera, 29 aprile, all'Auditorium Santa Chiara il 54. TrentoFilmfestival dedicato all'alpinismo e alle tematiche sportive, sociali, scientifiche legate alla montagna, allargate all'esplorazione e all'avventura.Un programma ricchissimo di iniziative non soltanto cinematografiche fatto di incontri con i maggiori protagonisti del mondo verticale in serate speciali distribuite lungo l'intera manifestazione, e nell'arco della giornata, presso più luoghi della città, mostre, appuntamenti musicali e letterari che avranno il momento clou in MontagnaLibri, 20. edizione, nel consueto spazio espositivo di Piazza Fiera. Tra questi, pure un "viaggio" all'interno del Laboratorio Rossellini elaborato dalla Fondazione che porta il nome del regista di Roma città aperta e Paisà. Sarà attivato per cinque ore tutti i giorni un Salotto del Festival in piazza Cesare Battisti. Altro incontro fisso, Emozioni tra le pagine, e la consegna del 35. Premio Itas del libro di Montagna al Castello del Buonconsiglio.

 

Per la seconda volta, dopo l'esordio a Trento tre anni fa come presidente di Giuria, affianca il presidente del festival Italo Zandonella accademico del Cai e scrittore, in veste di direttore artistico, Maurizio Nichetti.

La giuria formata da alpinisti, esperti in comunicazione, registi e produttori, sceglierà in libertà per la Genziana d'oro e gli altri premi le opere che meglio esprimeranno anche come "scrittura" contenuti interessanti la civiltà dell'uomo sulle alte quote e in territori messi talora in clamorosa discussione dalle speculazioni. Per questo è stata creata insieme a quella sul Tibet, una sezione chiamata Terraenergia, aperta ad opere dedicate al rapporto tra la "fame" di energia del pianeta e lo sfruttamento incondizionato del territorio con distruzione delle risorse e lo sradicamento di intere popolazioni. Per il Tibet il discorso si fa egualmente polemico nei confronti di un popolo costretto dalla dittatura cinese ad abdicare sempre più alla propria cultura. Tra i titoli di questa serie c'è in anteprima italiana "Dreaming Lhasa" che conta tra i suoi produttori Richard Gere. Ma ulteriori motivi di conflitto culturale riguardano altri luoghi della terra. Lo svizzero Christian Fredi (una nomination all'Oscar nel 2001) in "The Giant Buddhas" parla delle statue dei grandi Budda di Bamyan in Afghanistan distrutte cinque anni fa dai Talebani.

 

Erano arrivati a Trento per la selezione 276 film. Ne sono entrati in corcorso 50, di 24 paesi. Responsabile del programma Augusto Golin. Le proiezioni saranno dal 30 aprile al 7 maggio sugli schermi del multisala cinema Modena. Al concorso si affiancano altre sezioni la più interessante delle quali è quella riservata agli Eventi. Qui troverà posto "Mittelholzers Afrikanglug", film muto del 1927 sulla prima trasvolata del continente africano, con l'accompagnamento musicale del pianista jazz Gaetano Liguori e la sua ensemble, e la proiezione del western di Sergio Corbucci "Il Grande Silenzio" (1967) con Klaus Kinsky e Jean Luis Trintignant ambientato sulle montagne innevate ai confini tra Messico e Stati Uniti nel 1893, in realtà girato nelle Dolomiti cortinesi, a Lagazuoi e sul Falzarego. In copie restaurate.

 

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