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Non mi aspetto gli applausi di Berlusconi, replica Borrelli dopo le dichiarazioni dell'ex premier su Calciopoli: Se accendessi una sigaretta, direbbe che è contro Forza Italia

simbologia allegra 

 

Roma, 14 luglio 2006. "Qualsiasi cosa io possa fare, non mi aspetto certo che Berlusconi mi applauda". Lo ha detto Francesco Saverio Borrelli raggiungendo la sede federale di Via Allegri in merito alle dichiarazioni rilasciate dall'ex premier ed attuale patron del Milan, Silvio Berlusconi, sul maxiprocesso al calcio. «Anche se avessi acceso una sigaretta lui avrebbe detto che è una sigaretta contro Forza Italia», ha aggiunto il capo dell'Ufficio Indagini della Figc, che poi ha assicurato: «Non mi turba minimamente».

 

In una intervista alla Gazzetta dello Sport, Berlusconi aveva spiegato che la retrocessione di qualunque squadra coinvolta nello scandalo sarebbe un'ingiustizia per i tifosi e per i giocatori. «Le eventuali sanzioni non devono colpire i giocatori... che non meritano di andare in serie B o in C - ha dichiarato - . E poi non si devono penalizzare i tifosi che non hanno alcuna responsabilità. È giusto che paghino i veri responsabili dei reati sportivi, i dirigenti e gli arbitri, ma dopo un giusto processo, serio nei tempi e nei modi, e non dopo un processo sommario, senza tenere conto di tutte le cose che sono state dette e senza ascoltare con calma tutti i testimoni». «Sull'amnistia non mi pronuncio, anche perché tra l'altro non mi sembra applicabile».

 

Il maxiprocesso, la cui sentenza di primo grado è attesa in questi giorni, ha finora portato l'accusa a chiedere sanzioni severe a carico di 4 società: Juventus (revoca degli ultimi due scudetti, retrocessione in serie C e 6 punti di penalizzazione), Lazio e Fiorentina (retrocessione in B e 15 punti di penalizzazione) e Milan (serie B con 3 punti di penalizzazione).

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