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L'Ayatollah Ali Khamenei avverte lo Stato ebraico: gravi conseguenze se attaccasse la Siria

NON OLTREPASSARE, i trasgressori saranno puniti 

 

Roma, 17 luglio 2006. L'Iran intima a Israele di non toccare la Siria, se non vuole subire «inimmaginabili perdite». A mostrare il volto duro della Repubblica islamic, pronta ad intervenire a fianco delle milizie libanesi sciite Hezbollah e dell'alleato siriano, è il capo della diplomazia iraniana, Assefi. L'Iran, dice, «offre sostegno spirituale e umanitario a Siria e Libano», ma smentisce l'accusa di Israele di fornire aiuto militare e missili a Hezbollah: «Non abbiano militari in Libano e non abbiamo inviato missili». Anche la guida suprema iraniana ayatollah Ali Khamenei ha tuonato: «L'America sostiene che Hezbollah vada disarmato. È ovvio che gli americani lo vogliano, come i sionisti, ma ciò non accadrà», ha profetizzato.

 

 

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