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Alla 63. Mostra di Venezia si attendono Amelio, Crialese, Woody Allen e Frears alle prese con Blair e la regina

Venezia, 222 luglio 2006. La Francia di Resnais e le trasposizioni da opere letterarie, la Gran Bretagna contemporanea di Tony Blair, la musica (Mozart e Il flauto magico), l'America di ieri e di oggi secondo le visioni di due maestri, l'opera seconda di Antonio Banderas, l'atteso Heimat IV di Edgar Reitz che conclude la sua saga con la Germania contemporanea e molta Asia: a giudicare dalle indiscrezioni della vigilia, il menu della 63.Mostra del Cinema di Venezia (30 agosto-9 settembre: sarà presentato ufficialmente a Roma il 27 luglio prossimo), si prospetta come sempre variegato.

 

La Francia dovrebbe schierare il nuovo Alain Resnais con "Petit peurs partagees" (che ha tra i protagonisti l'italiana Laura Morante), l'adattamento che il super-indipendente Jean-Marie Straub ha fatto di Lady Chatterley, un'opera prima con Isabelle Huppert. Molta curiosità anche per "The Queen" di Stephen Frears dedicato ai rapporti tra Elisabetta e Tony Blair ai tempi di Lady Diana, per "Venus" di Roger Michell con Peter O'Toole e per "Il flauto magico" di Branagh da Mozart (ma fuori concorso). E a proposito di Mozart, potrebbe arrivare dall'Asia il capitolo di una singolare operazione, "Dark circle" di Tsai Ming Liang, coinvolto da Peter Sellars nel progetto del Crowned Hope Festival di Vienna per i festeggiamenti mozartiani. E se dal Portogallo non dovrebbe mancare l'habitué De Oliveira ("Belle toujours"), è nutrita la pattuglia dei pretendenti americani: oltre a "Inland Empire" di David Lynch, che verrà premiato col Leone alla carriera, il più certo è "World Trade Center" di Oliver Stone con Nicholas Cage (di cui si sono visti venti minuti a Cannes); "The Fountain" di Darren Aronofsky con sua moglie Rachel Weitz, Neil Labute con "The Wicker Man", "Il Diavolo veste Prada" diretto da David Frankel e tratto dall'omonimo bestseller di Lauren Weisberger, con Meryl Streep nelle vesti di una dispotica direttrice di una rivista di moda, il Brian De Palma dell'atteso "Black Dahlia" con Scarlett Johansson, che potrebbe pure accompagnare "Scoop" di Woody Allen, e infine "The Children of Men" di Alfonso Cuaron con Clive Owen e Julianne More. La Spagna potrebbe schierare l'opera seconda di Antonio Banderas: "El camino de los ingleses", la Germania riporterà forse Edgar Reitz, arrivato al quarto e ultimo episodio della sua saga, "Heimat". Possibile, dalla Russia, l'ultimo Mikhalkov. Il capitolo Asia è, come sempre, e soprattutto da quando c'è Marco Mueller alla direzione, ricco: hanno chance di approdare in concorso "The banquet", curiosa rivisitazione in chiave cinese di Amleto e forse i nuovi film di Johnny To e di Chankwei Gu.

 

Quanto agli italiani, i selezionatori di Marco Mueller pare abbiano puntato gli occhi su "La stella che non c'è" di Gianni Amelio, con Sergio Castellitto, su "Porta d'oro" di Emanuele Crialese ("Respiro") e "Viaggio segreto" di Roberto Andò con Alessio Boni e Valeria Golino, che a sua volta è protagonista anche di un altro film che si dice in partenza per la laguna, "Il sole Nero" di Zanussi. Anche Pupi Avati sembra diretto a Venezia con "La cena per farli conoscere", e così pure Giuseppe Ferrara con "Guido che sfidò le Brigate Rosse".

 

 

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