Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

La bozza di risoluzione ONU sul quale si sono accordate le diplomazia di Stati Uniti e Francia per fermare laguerra tra Israele e gli Hezbollah del Libano

Cronaca 
 
New York, 7 agosto 2006. Questo il testo della bozza di risoluzione su cui si sono accordate le diplomazie i Stati Uniti e Francia per fermare le bombe nel conflitto tra Israele e milizie sciite libanesi di Hezbollah.
IL TESTO - Il Consiglio di Sicurezza, reiterando la validità delle precedenti risoluzioni sul Libano, in particolare la 425 del 1978, la 426 del 1978, la 520 del 1982, la 1559 del 2004, la 1655 del 2006 e la 1680 del 2006, e le dichiarazioni presidenziali sulla situazione del Libano, in particolare quelle del 18 giugno 2000, del 19 ottobre 2004, del 4 maggio 2005, del 23 gennaio 2006 e del 30 luglio 2006», esprimendo la più profonda preoccupazione per la crescente escalation di ostilità in Libano e in Israele che, dal 12 luglio 2006, il giorno dell'attacco degli Hezbollah contro Israele, ha provocato centinaia di morti e feriti, danni significativi alle infrastrutture civili e centinaia di migliaia di profughi in Libano; enfatizzando la necessità di porre fine alle violenze, ma al contempo enfatizzando l'urgenza di occuparsi delle cause che hanno portato all'attuale crisi, anche con la liberazione senza condizioni dei militari israeliani sequestrati»; nella consapevolezza della delicatezza della questione dei prigionieri e incoraggiando gli sforzi destinati alla soluzione del nodo dei prigionieri libanesi detenuti in Israele;
Chiede una piena cessazione delle ostilità basata, in particolare, sull'immediata cessazione da parte dell'Hezbollah di tutti gli attacchi e l'immediata cessazione di tutte le operazioni militari offensive di Israele.
Ribadisce con forza il suo sostegno per il pieno rispetto della Linea Blu; ribadisce altresì con forza il suo sostegno per l'integrità territoriale, per la sovranità e per l'indipendenza politica del Libano all'interno dei confini riconosciuti dalla comunità internazionale, come contemplato dall'armistizio del 23 marzo 1949; chiede alla comunità internazionale di attivarsi immediatamente per dare impulso all'assistenza finanziaria e umanitaria al popolo libanese, da compiersi anche facilitando il ritorno a casa degli sfollati e, sotto l'autorità del governo del Libano, con la riapertura di aeroporti e porti per esclusivi e verificabili fini civili; e chiede che siano presi in considerazione ulteriori aiuti in futuro per contribuire alla ricostruzione e allo sviluppo del Libano;"sottolinea l'importanza dell'estensione del controllo del governo del Libano su tutto il territorio libanese come previsto dalle indicazioni contenute nella risoluzione 1559 del 2004 e nella risoluzione 1680 del 2006, e dai provvedimenti previsti dagli Accordi di Taif, per l'esercizio della sua piena sovranità e autorità.
Chiede a Israele e al Libano di sostenere un cessate il fuoco e una soluzione di lungo termine fondata sui seguenti principi ed elementi:
- stretto rispetto dalle parti della sovranità e dell'integrità territoriale di Israele e del Libano; - pieno rispetto della Linea Blu per entrambe le parti; - la demarcazione dei confini internazionali del Libano, specialmente in aree dove questi sono oggetto di dispute o sono incerti, compresa la zona delle fattorie di Shebaa;
- l'adozione di misure di sicurezza atte a prevenire la ripresa delle ostilità, che preveda l'istituzione, nella zona compresa tra la Linea Blu e il fiume Litani, di una area priva di personale armato, di posizioni e armi che non siano quelle dell'esercito libanese e delle forze di sicurezza internazionali che operano in questa zona su mandato delle Nazioni Unite;
- la piena implementazione di tutti i regolamenti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004, 1680 del 2006, che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, in maniera tale che non possano esserci armi o autorità in Libano se non quelle dello Stato libanese, come deciso dall'esecutivo libanese il 27 luglio 2006;
- l'invio di una forza internazionale in Libano coerente con il paragrafo 10 (della presente risoluzione, ndr);
- l'istituzione di un embargo internazionale sulla vendita di armi e materiali al Libano, se non su autorizzazione del suo governo;
- l'eliminazione di tutte le forze straniere dal Libano che non abbiano l'autorizzazione dal governo;
- la notifica alle Nazioni Unite delle mappe delle mine posizionate sul territorio libanese che siano ancora in possesso di Israele;
Ivita il Segretario Generale a sostenere gli sforzi per arrivare ad accordi di principio da parte del governo del Libano e del governo di Israele sui principi e gli elementi di una soluzione duratura come delineato nel paragrafo 6;
Chiede al Segretario Generale di sviluppare, in collaborazione con i partner internazionali e le parti in causa, delle proposte per implementare i provvedimenti più importanti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004 e 1680 del 2006, compreso il disarmo, e per la demarcazione dei confini internazionali del Libano, specialmente in quelle aree dove il confine è soggetto a dispute o incerto, compresa l'area delle fattorie di Shebaa, e a presentare quelle proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni;
Chiede alle parti di cooperare in questa fase con il Consiglio di Sicurezza e di astenersi da qualsiasi azione contraria al paragrafo 1 (della presente risoluzione, ndr) che potrebbe compromettere la ricerca di una soluzione di lungo termine, l'accesso agli aiuti umanitari della popolazione civile o il ritorno degli sfollati, e chiede al Segretario Generale di tenere aggiornato il Consiglio su tali questioni. Esprime la sua intenzione, dopo la conferma al Consiglio di Sicurezza che il governo del Libano e il governo di Israele abbiano raggiunto un'intesa di principio sui principi e gli elementi di una soluzione duratura come previsto dal paragrafo 6 della presente risoluzione, e soggetto al loro consenso, ad autorizzare una successiva risoluzione, che si richiami al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che preveda l'invio di una forza internazionale su mandato dell'Onu per il sostegno alle forze armate e al governo libanesi nel garantire la sicurezza e contribuire all'implementazione di un cessate il fuoco permanente e di una soluzione duratura;
Chiede all'Unifil, dopo la cessazione delle ostilità, di monitorare l'implementazione e di estendere la sua assistenza per garantire l'accesso della popolazione civile agli aiuti umanitari e il ritorno degli sfollati; "Chiede al governo del Libano di impedire che armi e materiali siano importati in Libano senza il suo consenso e chiede alla forza Unifil, se le condizioni lo consentiranno, di assistere il governo del Libano dietro sua richiesta.
Chiede al Segretario Generale di fare rapporto al Consiglio di Sicurezza entro una settimana sull'implementazione di questa risoluzione e di fornire qualsiasi altra informazione rilevante tenuto conto dell'intenzione del Consiglio di adottare, come delineato nel paragrafo 10, una successiva risoluzione; decide di continuare a occuparsi attivamente della questione.
Torna su

 

Mappa del sito 0,0781