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Dario Fo e Franca Rame all'Arena di Verona con Mistero Buffo e Decidano le madro per la guerra

Verona, 12 settembre 2006. Standing ovation domenica sera in Arena per Dario Fo e Franca Rame, a Verona con una doppia perfomance (organizzata da Eventi), il classico "Mistero Buffo" e il nuovo monologo "Decidano le madri per la guerra".
Davanti ad un pubblico composto soprattutto di giovani, (oltre settemila persone), l'ottantenne Fo ha offerto il meglio di sé interpretando magistralmente e con l'inesauribile energia di sempre alcuni dei passaggi più belli di "Mistero Buffo". Un grande schermo al centro della scena ha permesso agli spettatori di cogliere tutte le mimiche e le sfumature con cui Fo magistralmente proposto i suoi pezzi e quel linguaggio speciale che lui solo sa usare in modo così intelligibile e arguto. Prima la fame del povero Zanni, e il luculliano pranzo sognato e mai mangiato (finisce infatti per mangiarsi una mosca per disperazione), poi la vicenda, tutta in un francese esilarante, di Scapin, che insegna al suo giovane padrone (reso molto somigliante a un famoso manager divenuto politico) come gestire le ricche finanze di casa, quindi la resurrezione di Lazzaro e infine la vestizione del salmodiante e ambizioso Bonifacio VIII che, in un fantomatico quanto impossibile incontro con Gesù Cristo, finisce per ricevere da quest'ultimo una sonora pedata, «per questo ora tutti lo chiamano "osso sacro"». Il pubblico ha seguito ogni battuta sottolineando spessissimo le caustiche frecciate dell'attore con lunghi e fragorosi applausi, tanto che a un certo punto il premio Nobel, con la sua ineguagliabile capacità comunicativa, ha detto: «Sono emozionatissimo, ma felice: non avrei mai pensato di poter avere qui un pubblico così attento, intelligente e partecipe. Bravi, siete proprio bravi!».
Ma all'Arena c'era anche Franca Rame col suo intenso monologo "Decidano le madri per la guerra" ispirato alla storia di Cindy Sheehan, la madre coraggio americana che, dopo avere perso in Iraq suo figlio Casey di 24 anni, ha trasformato il suo strazio in volontà di battersi per tutte le madri che perdono i propri figli per una «inutile guerra». Dopo essersi accampata per un mese circa davanti al ranch di George W. Bush, chiedendo che il presidente rispondesse alla sua domanda, «Perché?», Cindy, che ha 48 anni e che per questo suo gesto è stata lasciata dal marito, è stata raggiunta da migliaia di persone che l'hanno sostenuta, e ancora la sostengono nel suo pellegrinaggio nel mondo teso a invocare la pace. Il monologo di Franca ha raggiunto il cuore di tutti suscitando momenti di grande commozione e comunicando anche la dura e triste rabbia di una madre che invoca una risposta che può arrivare. Alcuni durissimi passaggi che puntano il dito contro Bush e sua madre, Barbara, (il pezzo si conclude proprio con una lettera aperta alla madre del presidente) hanno suscitato un lungo applauso. Sono ormai oltre 2600 i giovani soldati Usa morti in Iraq e Dario e Franca hanno voluto sostenere con la loro impareggiabile arte la lotta di questa madre straziata. Cindy avrebbe dovuto essere in platea domenica sera, ma un grave malore l'ha costretta a un ricovero in ospedale, negli Usa, perciò l'altra mattina non ha potuto neppure partecipare all'incontro col sindaco Paolo Zanotto. C'erano però Dario e Franca. «Verona - ha detto Zanotto - è città di Pace e si batte per la Pace perciò siamo vicini a Cindy Sheehan, la "peace mom" che con tanta forza combatte perché altri giovani non debbano morire»
 
 
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