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L'Arsenale di Venezia va recuperto al più prestoposibile Per le sue caratteristiche e soprattutto ...

Arsenale, corridoio esterno (ex gabinetti)
 
Venezia, 9 settembre 2006. Per le sue caratteristiche e soprattutto per le sue potenzialità, l'Arsenale di Venezia è l'area storica da recuperare più importante d'Europa.
Creata da lungo tempo una sinergia operativa tra Comune di Venezia, Magistrato alle Acque, Agenzia del Demanio e Marina Militare, sono stati fissati, al finire della scorsa amministrazione municipale tutti gli strumenti procedurali, ed in particolare erano stati approvati i piani particolareggiati e il documento direttore.
Bisognava in qualche modo partire: il Magistrato alle Acque ha già iniziato alcuni interventi, così pure la Marina. Restava il Comune e il suo braccio operativo "Arsenale Spa" - congiuntamente col Demanio - presieduto dall'ex assessore Roberto D'Agostino e diretto dall'arch. Ambra Dina.
È stato avviato un concorso per il recupero delle Tese 105, 113, della Torre di Porta Nuova, rispettivamente destinate ad un incubatore di impresa, a un centro servizi di accoglienza, a un bar-ristorante, ad un'area espositiva. E in più la realizzazione di un ponte mobile per collegare il lato Nord dell'Arsenale alla sponda delle Gaggiandre. La Giuria - presieduta da Carmen Pinos e composta da Ambra Dina, Marino Folin, Claudio Menichelli, Maurizio Pozzato e Giovanni Corbellini - ha scelto, tra 125 gruppi partecipanti (età max 41 anni), i vincitori per ciascuno dei quattro temi proposti. E ieri mattina si è svolta la premiazione.
D'Agostino è stato esplicito: «Non sono i soliti progetti destinati a restare sulla carta: espletato il concorso, daremo subito vita all'assegnazione degli appalti e prevediamo la consegna delle opere finite entro la fine del 2007». Il presidente di Arsenale Spa ha insistito che si tratta solo del primo passo di un processo che porterà all'integrale recupero dell'Arsenale. «Giunto allo stato estremo del degrado - ha detto l'architetto - per l'Arsenale è iniziata la rinascita. Ed è una sfida perchè miriamo a mantenere la tradizione storica di questa grande macchina della Serenissima che ha sempre avuto vocazione produttiva, tecnologica e persino politica. Il risultato finale non sarà un luogo romantico-sentimentale per la contemplazione dei veneziani e dei cittadini del mondo, ma asset funzionale alla vita e al futuro della città».
Per il sindaco Massimo Cacciari è il raggiungimento di un primo obiettivo strategico: «Progettare nel vuoto è vano e irrealistico, noi siamo chiamati a costruire nel costruito, a tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico, ma nel contempo recuperare gli spazi storici per un riuso ben determinato». Quanto ai soldi, Cacciari ha detto: «Serviranno sinergie finanziarie col privato». Anche perchè approssimative stime collocano l'impegno di spesa oltre i 500 milioni di euro.
La mostra dei progetti vincitori e di quelli selezionati dalla Giuria sarà visitabile fino al 17 settembre con orario 10.30-17.00 (ingresso dalla fermata ACTV dei Bacini).
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