Pyongyang (Corea del Nord), 9 ottobre 2006. Una scossa di magnitudo 3,58 Richter registrata in Corea del Nord alle ore 10.36 locali è per ora l'unica conferma del test nucleare che il regime di Pyongyang aveva da tempo promesso.
Ma che la Corea del Nord abbia la bomba atomica è ora una certezza. Dure le reazioni della comunità internazionale dopo l'esplosione sotterranea, che rischia di peggiorare ulteriormente i rapporti tra i Paesi dell'area.
Il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha definito l'esperimento "una provocazione che sfida la volontà della comunità internazionale e il nostro appello a evitare ogni azione capace di aumentare la tensione nella regione".La Cina "condanna fermamente" l'esperimento nucleare effettuato oggi dalla Corea del Nord.
Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, ha definito "un atto imperdonabile" l'esperimento atomico. L'annuncio ha avuto immediatamente ripercussioni negative sulle principali Borse asiatiche. Il mercato azionario di Seul ha registrato un calo del 2,61 per cento l'indice di Hong Kong ha perduto l'1,23 per cento, quello di Singapore lo 0,76 per cento.
APPROFONDIMENTI (dalla rete)
Condanne e commenti negativi nei confronti deklla Corea del Nord
Seul (Corea del Sud), 9 ottobre 2006. Da tutte le capitali si sono registrate condanne e commenti negativi nei confronti della Corea del Nord per aver condotto oggi un test nucleare sotterraneo e il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha preparato una dura risposta che potrebbe impoverire e isolare ulteriormente lo stato comunista.
La Cina, la più grande alleata della Corea del Nord, ha definito "sfrontato" l'atteggiamento di Pyongyang, e ha chiesto allo Stato vicino di evitare azioni che potrebbero compromettere ulteriormente la situazione. Anche il presidente russo Vladimir Putin ha condannato il test nucleare coreano.
Il presidente Usa George W. Bush ha descritto il test come un "atto provocatorio" che minaccia la sicurezza e la pace internazionale, e richiede un'immediata risposta da parte del Consiglio di sicurezza.
L'annuncio di oggi ha contribuito all'escalation della crisi sul programma nucleare della Corea del Nord ed è stato un vero schiaffo ai tentativi di negoziazione messi in piedi da un gruppo di sei nazioni per cercare di scongiurare proprio l'esecuzione di questo genere di test.
Soprattutto, la condotta di Pyongyang ha frustrato la dottrina del presidente cinese Hu Jintao, che prevede l'uso di incentivi economici e pressioni diplomatiche per evitare che la Corea diventi una potenza nucleare.
Sia la Francia che la Gran Bretagna hanno dichiarato di appoggiare l'uso di sanzioni. "E' arrivata l'ora di adottare delle sanzioni in base al capitolo 7", ha detto oggi l'ambasciatore francese all'Onu Jean-Marc de la Sablière ai giornalisti prima di entrare alla riunione del Consiglio di sicurezza.
Il capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite prevede l'imposizione di sanzioni e anche l'uso della forza, in caso queste non vengano rispettate. Gli Stati membri, però, devono ancora dichiarare che tipo di azione intendano adottare.
Il rappresentante degli Usa all'Onu, John Bolton, ha proposto al Consiglio di sicurezza che si impongano ispezioni su tutti i cargo che entrano ed escono dalla Corea del Nord, per verificare che non contengano armi di distruzione di massa e materiale ad esse collegato.
Secondo alcuni partecipanti alla riunione, che hanno parlato sotto anonimato, l'ambasciatore Usa avrebbe presentato 13 elementi ai membri del Consiglio di sicurezza, che si sono incontrati a porte chiuse per accordarsi su una risoluzione di risposta a Pyongyang. Altre proposte comprenderebbero un embargo totale sulle armi e il congelamento di tutti i beni associati con il programma di sviluppo di armi di distruzione di massa di Pyongyang.
L'Onu ha già imposto in passato delle sanzioni sulle armi della Corea del Nord.
Il presidente Usa Bush ha detto che la Corea del Nord è da sempre dedita allo sviluppo e alla proliferazione della tecnologia per sviluppare missili, che ha già trasferito alla Siria e all'Iran, e ha avvertito Pyongyang di evitare di fare lo stesso con la tecnologia nucleare.
"Il trasferimento di armi nucleari o materiale correlato da parte della Corea del Nord a stati o entità non statali sarebbe considerato una grave minaccia per gli Stati Uniti e noi riterremo la Corea del Nord pienamente responsabile per una simile azione", ha detto Bush parlando con i giornalisti.
Bush ha aggiunto di aver parlato al telefono con i leader di Cina, Corea del Sud, Giappone e Russia - le altre nazioni coinvolte nei negoziati con la Corea del Nord - e di averli trovati tutti d'accordo nel ritenere inaccettabile il comportamento di Pyongyang.
Parlando ai giornalisti, Bush ha detto che funzionari dell'amministrazione Usa stanno lavorando per confermare che il test nucleare sotterraneo sia realmente avvenuto.
"Comunque, una simile minaccia costituisce una minaccia alla pace internazionale e alla sicurezza. Gli Stati Uniti condannano questo atto provocatorio", ha detto Bush.
L'esercito sudcoreano ha messo i soldati in stato di allerta dopo che Pyongyang ha annunciato il suo primo test nucleare, che ha attirato anche insolite critiche da parte della Cina.
Anche l'Unione europea in una nota ha criticato il test, definendolo un "atto provocatorio" che minaccia la pace nel mondo e mette in pericolo la stabilità della regione. Ha invitato la Corea del Nord ad annunciare che non realizzerà altri test, "rinunciando pubblicamente alle armi nucleari e tornando immediatamente senza precondizioni al tavolo delle trattative a sei".
L'annuncio del test ha spinto il dollaro al suo massimo contro lo yen in otto mesi ed ha contribuito a fare salire il prezzo del greggio sopra i 60 dollari al barile.
L'istituto geologico Usa ha detto di aver individuato una scossa di magnitudo 4,2 in Corea del Nord alle 10:35 ora locale (le 03:35 in Italia).
Un funzionario di Pyongyang ha detto all'agenzia di stampa della Corea del Nord Kcna che non ci sono state fughe o pericoli derivanti dal test, che secondo le misurazione dell'Agenzia meteo giapponese è avvenuto nei pressi di Gilju, sulla costa nordorientale del paese, a circa 110 km dal confine cinese.
"Il test nucleare è stato condotto con buon senso e tecnologia al 100 per cento", scrive la Kcna. "Rappresenta un evento storico che incoraggia e soddisfa il Kpa (Korean People's Army) e la gente che spera di avere una capacità di autodifesa potente".
ESPLOSIONE DA UN KILOTON
Secondo gli analisti, la Corea del Nord probabilmente ha abbastanza materiale fissile per realizzare dalle sei alle otto bombe atomiche, ma probabilmente non possiede la tecnologia per realizzarne una abbastanza piccola da essere montata su un missile.
Pyongyang non ha indicato se ha intenzione di realizzare un ulteriore test ma, secondo l'agenzia di stampa della Corea del Sud Yonhap, il capo dei servizi segreti di Seul avrebbe detto ai membri di una commissione parlamentare che era possibile che la Corea del Nord tentasse un secondo test.
Gary Gibson del Centro di ricerca sismologica australiano stima che l'esplosione sia stata di circa un kiloton, poco rispetto al più grande test indiano - da circa 45 kiloton - e alla bomba sganciata su Hiroshima nel 1945 da 10 kiloton.
La settimana scorsa il consiglio di sicurezza dell'Onu aveva chiesto alla Corea del Nord di non realizzare il test, minacciando conseguenze non specificate.
Il ministro degli Esteri giapponese Taro Aso ha detto che Tokyo sta prendendo in considerazione ulteriori sanzioni contro la Corea del Nord e potrebbe fare pressione per una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu se la notizia del test sarà confermata.
Quando, però, alcuni giornalisti a Tokyo hanno chiesto al segretario generale di gabinetto Yasuhisa Shiozaki se il Giappone, considerato uno dei nemici tradizionali di Pyongyang, avesse intenzione di procedere allo sviluppo di un arsenale nucleare, l'alto funzionario ha risposto che "non c'è assolutamente nessuna intenzione di cambiare la politica del Giappone per quanto riguarda le armi nucleari".
Un funzionario Usa ha detto che la Corea del Nord ha dato alla Cina un preavviso di 20 minuti sul test e che la Cina lo ha riferito immediatamente a Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.
La Corea del Nord aveva avvisato della sua intenzione di testare un dispositivo nucleare la scorsa settimana, dicendo di esservi costretta da quella che ha definito la minaccia Usa di una guerra atomica e da sanzioni economiche.
La notte scorsa alle 3,36 italiane. La zona è quella di Kalju. Registrata scossa di magnitudo 4,0 Richter. Conferme da Seul. La Corea del Nord prova l'atomica. Eseguito un test sotterraneo. L'esplosione in un tunnel sotterraneo. Immediate proteste nel mondo. Ma l'intelligence Usa avanza dubbi sulla natura della deflagrazione
Seul (Corea del Sud), 9 ottobre 2006. "La sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un test atomico sotterraneo il 9 ottobre". Con queste parole, l'agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord ha comunicato al mondo che il regime di Pyongyang ha dato seguito agli annunci della scorsa settimana e ha fatto esplodere la sua prima bomba atomica nel sottosuolo. E il mondo ha reagito con preoccupazione, proteste ufficiali e di piazza, fino alla condanna del Consiglio di sicurezza dell'Onu e alle parole di Bush che invocano una pronta risposta della comunità internazionale.
A conferma della notizia, alle ore 10.36 locali (le 3.36 italiane) il sistema di monitoraggio dell'organizzazione per il Trattato per la messa al bando dei test nucleari ha registrato in Corea del Nord una scossa di magnitudo 4,0 Richter. Eppure, malgrado le dichiarazioni di Pyongyang, l'intelligence statunitense nutre dubbi sull'avvenuto test nucleare nordcoreano. Secondo i servizi segreti Usa, infatti, gli strumenti avrebbero registrato un'esplosione non superiore al kilotone (il kilotone è l'energia liberata da un'esplosione pari a quella generata da 1.000 tonnellate di tritolo) che sarebbe troppo poco per un test atomico. Secondo i russi, invece, la bomba coreana avrebbe avuto una potenza oscillante tra i 5 e i 15 kilotoni. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Ivanov. La bomba atomica sganciata il 6 agosto 1945 su Hiroshima aveva una potenza di 13 kilotoni; quella sganciata tre giorni dopo su Nagasaki era di 25 kilotoni.
La fonte americana, che ha parlato protetta dall'anonimato, ha ricordato come i test nucleari sotterranei abbiano sempre avuto una potenza di diversi kilotoni. I dubbi dell'intelligence Usa confermano i primi rapporti sudcoreani, ma contrastano con quanto sostenuto dal ministro della Difesa russo. Sulla stessa linea i tecnici norvegesi secondo cui l'esplosione ha avuto una forza tra uno e dieci kilotoni.
L'esperimento è stato condotto nella zona settentrionale di Hamkyong nella contea di Kalju, probabilmente in un tunnel orizzontale scavato nel cuore di una collina. In base alle rilevazioni effettuate in Giappone e Corea del Sud il test non ha causato fuoriuscite radioattive.
Dagli organi di informazione nordcoreani, filtrano solamente dichiarazioni entusiaste. Il test atomico sotterraneo viene presentato come un grande passo avanti per il Paese. Secondo l'agenzia centrale nordcoreana, "il test nucleare è un evento storico che ha portato felicità all'esercito e alla popolazione. L'esperimento atomico contribuirà a mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana".
L'esperimento sembra non aver avuto conseguenze particolari sulla vita degli abitanti di Pyongyang. L'agenzia giapponese Kyodo, l'unica ad avere un ufficio di corrispondenza pienamente funzionante nella capitale nordcoreana, ha parlato di una "vita assolutamente normale" per le strade della città. Il regime, che secondo stime dell'intelligence sudcoreana potrebbe disporre di sette bombe atomiche, non avrebbe infatti annunciato il test con enfasi paragonabile a quella che ha accompagnato altri suoi passi di potenziamento strategico.
La notizia ha invece avuto immediate ripercussioni negative sulle principali Borse asiatiche, che sono state colte da un'ondata di panico con vendite generalizzate. Il mercato azionario di Seul ha registrato un calo del 2,61 per cento, l'indice di Hong Kong ha perduto l'1,23 per cento, quello di Singapore lo 0,76 per cento. La Borsa di Tokio era invece chiusa per festività.
Forti proteste in Corea del Sud, dove circa 500 tra veterani di guerra sudcoreani, leader religiosi e conservatori hanno partecipato a una manifestazione nel centro di Seul. ''Basta con Kim Jong-II'', hanno urlato, mentre sventolavano bandiere nazionali e diversi di loro davano fuoco a una grande fotografia del leader nordcoreano.
Il test di questa mattina è la prima esplosione nucleare dal 1998. L'ultimo Paese a fare esperimenti simili era stato il Pakistan, che aveva così raggiunto la rivale India nel club delle potenze nucleari. La Corea del Nord si era ritirata dal Trattato di non proliferazione nucleare nel 2003. Due anni più tardi, aveva annunciato di disporre della bomba atomica. Ora si teme che altri Stati, in particolare l'Iran, possano strumentalizzare l'evento e innescare un processo di riarmo nucleare generalizzato.
Il regime comunista di Pyongyang dipende largamente dagli aiuti provenienti dall'estero per nutrire i 23 milioni di abitanti del Paese. Le disastrose alluvioni dello scorso luglio hanno aggravato ulteriormente la situazione nelle campagne e senza questo supporto si troverebbero in gravissima difficoltà.
Per capirne di più:
Angelo MIATELLO, Les armes nucléaires en droit international, Berna, casa editrice Peter Lang, 1987, pagine 876 con carte, mappe e allegati.
Tesi di dottorato dell'Università di Ginevra, IUHEI. Dello stesso autore numerosi scritti sul disarmo nucleare, l'uso pacifico dell'energia nucleare e sulla questione del Territorio libero di Trieste (minoranza italo-jugoslava).