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A 140 anni dall'annessione del Veneto al Regno d'Italia la memoria non è stata cancellata: truffa fu e truffa rimane!

Targa ricordo del plebiscito nel Veneto del 1866 
 
Vicenza, 10 ottobre 2006. Credo sia importante riproporre la questione dell'annessione del Veneto all'Italia (ovvero del plebiscito - truffa del 1866): un momento fondamentale della nostra storia che abbiamo il diritto-dovere di rileggere.
Rileggere e riscrivere.
Perché la storia la fanno i popoli, ma sono i vincitori a scriverla.
E mai come questa volta, i vincitori che stanno a Roma si sono applicati scrupolosamente e scientificamente per stravolgerla, mistificarla, nasconderla, la storia.
I Veneti non dovevano, e non debbono, conoscere questa pagina fondamentale della loro storia.
"Tutto si svolse con mirabile ordine e fra universali manifestazioni di gioia", così sta scritto nei (loro) libri di storia.
Va innanzitutto sottolineato come le potenze europee intendevano riconoscere, attraverso il plebiscito, al Popolo Veneto il diritto di scegliere il proprio futuro, il diritto all'autodeterminazione si direbbe oggi.
Un principio, un diritto riconosciuto dai trattati internazionali come "diritto umano".
Ed è ormai universalmente riconosciuto il primato dei diritti umani rispetto ai diritti degli stati.
Diritto all'autodeterminazione che ha una valenza permanente: vale a dire che finchè c'è un popolo, quel popolo ha sempre il diritto all'autodeterminazione.
L'altro aspetto centrale della questione è quello che potremmo chiamare "temporaneità".
Quella che, come Veneti, stiamo vivendo dal 22 ottobre 1866 è solamente una parentesi nella nostra storia plurimillenaria.
Cosa sono centotrentatre anni di presenza italiana nel Veneto di fronte ai secoli di storia e di indipendenza Veneta?
Oltre a questo va ricordato come gli anni della presenza italiana siano caratterizzati da tutta una serie di tentativi di riproporre la "questione veneta". E questo sia nel secolo scorso, che nell'attuale.
Vediamo alcuni momenti recenti:
1970, nascono le regioni e il nostro statuto è l'unico nel quale compare il concetto di popolo, nell'art. 2 si parla di autogoverno del popolo veneto: questo viene ratificato anche dal Parlamento italiano ed è legge dello stato italiano, la n. 340 del 1971;
1983, elezioni politiche del 26 giugno.
Per la prima volta in una regione a statuto ordinario una forza politica autonomista riesce a fare eleggere due rappresentanti al Parlamento italiano: è la Liga Veneta.
Sono ancora una volta i veneti i primi ad alzare la testa contro lo stato italiano;
1997, il 9 maggio otto "Serenissimi" liberano il campanile di S. Marco e issano la bandiera veneta. Un gesto e un sacrificio determinanti a far risvegliare nel popolo veneto la coscienza della propria identità e dei propri diritti;
1998, il 22 aprile il Consiglio regionale del Veneto approva la risoluzione sul diritto all'autodeterminazione.
In tutta la nostra storia noi veneti abbiamo sempre lottato per la nostra autonomia, per il nostro autogoverno, per la nostra autodeterminazione.
Da sempre si guarda, anche tra gli uomini più potenti, con rispetto e ammirazione, con timore al nostro simbolo, al Leone di S. Marco.
A quel simbolo, e Napoleone l'aveva capito benissimo, che è molto di più di una bandiera, quel simbolo che ha una dimensione visibile, materiale, facilmente riconoscibile e un'altra invisibile, irraggiungibile, imperscrutabile, che sfugge a qualsiasi tentativo di interpretazione, di controllo, di cattura .......
Paolo Rumiz ne "La secessione leggera" scrive a proposito dei Serenissimi:
"Così si continuò a non capire che cosa aveva spaventato lo stato. Eppure la bandiera piantata sul campanile forniva già la risposta.
Era un simbolo, il segreto stava lì. Il commando si era servito della più invisibile e immateriale delle armi"
Il simbolo Veneto che ritorna ........
Un'ultima considerazione.
Io credo che la nostra generazione abbia il dovere di impegnarsi a fondo nel recupero, nella riappropriazione della nostra storia, della nostra identità, del nostro esser Veneti.
E' fondamentale, prima che certe testimonianze vadano perse, prima che il processo orwelliano portato avanti dal regime nazional tricolore cancelli tutto, prima che ci facciano diventare tutti italiani (siamo comunque ben lontani da una simile, aberrante "soluzione finale"), attivarci tutti per costruire un "Archivio della storia vista dalla parte dei Veneti".
Anche così potremmo portare il nostro contributo affinché la bandiera veneta possa tornar a sventolare, sola e indisturbata, nella nostra terra.
Viva S. Marco!
Ettore Beggiato 
 
Storia (Dal sito del MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI)*
 
Il Veneto ha una storia più che millenaria i cui inizi risalgono a circa il 1000 a.C. La presenza romana data già dal 250 a.C. e la sua influenza proseguirà fino alla caduta dell'Impero (476 d.C.).
Le invasioni barbariche spinsero la popolazione verso le isole della laguna e più tardi si uniranno in un comune ordinamento sotto l'egida di Bisanzio tra il VI e il VII secolo. Venezia si affrancherà progressivamente dalla tutela di Bisanzio e diventerà verso il 1100 la padrona dell'Adriatico. La vittoria su Genova, nel 1380, la farà diventare dominatrice del Mediterraneo, ove costituirà un impero coloniale. Il timore di un accerchiamento terrestre, l'avanzata dei turchi e lo spostamento delle rotte commerciali dal Mediterraneo all'oceano Atlantico, porteranno Venezia a tentare, a partire dal XV secolo, anche la via dell'espansione terrestre. Venezia realizzerà notevoli acquisizioni territoriali, ma si esporrà alle lotte europee per il predominio in Italia e verrà sconfitta nel 1509 dalla Lega di Cambrai. Da allora si può far iniziare il suo declino che culminerà nel 1797 con l'ingresso di Napoleone nella città. Ceduta all'Austria (ottobre 1797) con il trattato di Campoformido, verrà annessa al Regno d'Italia con il plebiscito del 1866.
 
*Dal sito del MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
http://www.esteri.it/ITA/7_45_109_179.asp
© 1996/2004 Ministero degli Affari Esteri
Piazzale della Farnesina, 1 - 00194 Roma - Tel: +390636911
(Se ne deduce che è stato messo in rete dal precedente Governo Berlusconi, dunque quando c'erano gli alleati leghisti! A fianco del cenno storico vi è una veduta della conca ampezzana innevata, sic!).
 
L'associazione AIDA ha invitato Ettore Beggiato per un incontro pubblico per commemorare il 140esimo anniversario del Plebiscito di annessione del Veneto al Regno d'Italia il 24 ottobre 2006 alle ore 20.45 nella sala conferenze "Pacifico Guidolin" della Biblioteca Comunale (via dell'Abaco) a Castelfranco Veneto.
Non mancate dunque all'appuntamento e venite numerosi.     
 
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