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Grandi eventi: i 500 anni di Andrea Mantegna. Tre città per un artista

Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), Jacopo Bellini, San Bartolomeo fra i Santi Stefano, Lorenzo, Bernardino da Siena, Caterina, Onofrio e Sebastiano
 
Treviso, 12 novembre 2006 (rubrica a cura di A. Miatello, servizi fotografici di Madeleine Vallon, A. Miatello, J. Belhumeur e A. Boaretto). Dal 16 settembre, Padova (con Cittadella e Piazzola sul Brenta), Verona e Mantova stanno festeggiando il grande maestro del Rinascimento con tre importanti rassegne. Un'occasione per organizzare un fine settimana, da soli o in compagnia con gli indirizzi giusti di trattorie e b&b. La grande mostra su Mantegna si avvale anche di offerte speciali per i biglietti d'entrata e per l'acquisto del catalogo (ad esempio con il biglietto del treno, o di Padova Fiere, o dei tesserini Coincard, IKEA FAMILY, Club Famila). 
 
Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), Giovanni Bellini, Madonna che adora il bambino addormentato Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare del Cristo di Donatello), Donato Bardi detto Donatello, Crocifisso (bronzo) - basilica del Santo Padova 

Tre città d'arte unite nel nome di Andrea Mantegna. Padova (con Cittadella e Piazzola sul Brenta per una mostra in Villa Contarini di copie di opere del maestro), Verona e Mantova celebrano il grande artista rinascimentale, in occasione del quinto centenario della morte (avvenuta nel 1506 a Mantova), con uno storico evento espositivo articolato in tre sedi. L'idea è quella di ripercorrere la sua vicenda artistica, dagli esordi alla maturità, presentando le opere nei luoghi in cui ha vissuto e lavorato. A Padova, infatti, è nato nel 1431 e si è formato nella bottega di Francesco Squarcione, suo padre adottivo (assegnatogli dal mercante Ovetari). A Verona ha creato alcuni dei suoi primi capolavori e a Mantova ha lavorato quasi cinquant'anni come pittore, scultore e architetto di corte per i Gonzaga. La mostra mategnesca si snoda, dal 16 settembre al 14 gennaio 2007, tra i Musei Civici agli Eremitani di Padova, il veronese Palazzo della Gran Guardia e Palazzo Te (con la casa di Mantegna per la mostra di Alberti) a Mantova. Sono 350 le opere presenti, tra cui 64 capolavori del Mantegna provenienti dai principali musei del mondo, affiancati da altrettanti lavori di suoi contemporanei, mai esposti prima in Italia. Le tre mostre (con quella minore dedicata all'oreficeria sacra al Palazzo Pretorio di Cittadella), coordinate dai principali studiosi del Rinascimento italiano, e con la supervisione di Vittorio Sgarbi (presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni), si presentano come un affascinante viaggio alla scoperta della vivacità artistica del Mantegna.
 
Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera di Donatello), Donato Bardi detto Donatello, Cristo passo fra due angeli (bronzo) - Padova basilica del Santo  Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), FRancesco dei Franceschi, San Pietro in trono e i santi ...(Padova Musei Civici) Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), Codice miniato  Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), Saggi di anastilosi dei frammenti degli affreschi della cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani in Padova

Si inizia con la mostra di Padova: Mantegna e Padova 1445 - 1460, ospitata nei Musei Civici agli Eremitani, che ripercorre gli anni della sua giovanissima formazione, in una città che all'epoca era in pieno fermento artistico e culturale ("una capitale delle arti e del pensare"). Qui si ammirano, del Mantegna, la preziosa Madonna con il bambino addormentato, il polittico San Luca, il San Marco, e la famosissima Madonna Butler, prestata dal Metropolitan Museum di New York. Poi, la predella della Pala Gattamelata di Jacopo Bellini ricomposta eccezionalmente per l'occasione; la Madonna con il bambino e angeli dello Zoppo, concessa dal Louvre di Parigi; il Polittico Roberti dello Schiavone, prestato dalla National Gallery di Londra, oltre a capolavori di Donatello (crocifisso e bassorilievi del Santo), Squarcione, Dürer, Vivarini. Da non perdere, in città, una visita agli affreschi in parte "ricomposti" della Cappella Ovetari, bomabardata dall'aviazione americana alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la prima grande commissione del Mantegna che gli è stata affidata dal ricco patrizio cittadellese Ovetari. Gli affreschi sono solo in parte ricostruiti, in quanto molti giacciono ancora immagazzinati dalla Soprintendenza e tenuti "gelosamente" nascosti da cittadini che se li sono portati a casa. Con l'installazione di un sosfisticato proiettore si può ammirare sulla parete opposta la ricostruzione dell'affresco. Nell'ocacsione che si è Padova, si può fare una scappata a Cittadella per visitare al Palazzo Pretorio una singolare mostra dedicata all'oreficeria sacra di stampo mantegnesco (Mantegna e l'arte orafa), così da poter approfittare di una sosta al Ristorante Do Mori.  
 
Porta Bassano    Palazzo Pretorio Mantegna e larte orafa Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Giovanni Bellini, Madonna col Bambino, tempera su tavola (Museo del Castelvecchio)
 
La seconda tappa del nostro viaggio mantegnesco è la mostra di Verona: Mantegna e le Arti a Verona 1450 - 1500, presentata nelle sale della Gran Guardia. Sono due le opere realizzate dal maestro per la città, la Pala di San Zeno (presentata insieme alla predella con La Crocifissione, conservata in Francia fin dalla fine del Settecento e per questa unica occasione ricongiunta all'opera), e la famosa Madonna in gloria tra i santi, nota come Pala Trivulzio ora al Castello Sforzesco di Milano. Accanto ai due capolavori sono esposte altre tele di notevole interesse dell'ambiente artistico veronese, come la Madonna con il Bambino e il San Girolamo di Francesco Benaglio; la Madonna con il Bambino di Domenico Morone, da Berlino e la bellissima Madonna col Bambino di Giovanni Bellini. 
 
Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta) ), Giovanni Bellini, Madonna col Bambino, tempera su tavola (Museo del Castelvecchio)   Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta) ), Giovanni Bellini, Madonna col Bambino, tempera su tavola (Museo del Castelvecchio)
Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Giovanni Zebellana, Deposizione di Cristo nel sepolcro, complesso platico, otto sculture, legno policromo dipinto a tempera Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta) Domenico Morone, Madonna col Bambino, olio su tavola (Museo del Castelvecchio)
 
Chiude l'excursus la rassegna mantovana Mantegna a Mantova 1460 - 1506, allestita nelle Fruttiere di Palazzo Te. L'attenzione degli organizzatori si focalizza sull'ampia produzione del maestro, nel lungo periodo in cui lavorò alla corte dei Gonzaga: la Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e il Battista bambino, prestata dal Kimbell Art Museum di Fort Worth, La Vestale Tuccia e Sofonisba, dalla National Gallery di Londra, il Giudizio di Salomone dal Louvre di Parigi e la famosa Madonna delle cave, dagli Uffizi. In più, i lavori di altri artisti, che lavorarono in città negli stessi anni, come l'Adorazione dei pastori di Lorenzo Leobruno e la Beata Osanna Andreasi di Francesco Bonsignori. Sempre a Mantova, a Palazzo Ducale, è possibile visitare le mostre Rinascimento nel castello di San Giorgio: Mantegna e i Gonzaga, sulla realizzazione della celebre Camera degli Sposi, e La scultura al tempo di Andrea Mantegna, centrata sui rapporti tra Mantegna e l'antichità romana. Mentre alla Casa del Mantegna viene ospitata la mostra Leon Battista Alberti e l'architettura, in cui sono esposte un centinaio di opere di uno dei massimi protagonisti del primo Rinascimento (Genova 1404-Roma 1472). 
Numerosi anche gli eventi collaterali nelle tre città - mostre, incontri, concerti - e i percorsi mantegneschi, che permettono di scoprire importanti monumenti e opere meno note dell'artista o di approfondire lati oscuri sulla sua vita tanto proficua. Una nota va sicuramente di plauso alla studiosa Francesca Fantini D'Onofrio che ha pubblicato di recente un saggio, riportando alla luce importantissimi documenti d'archivio sulla vita del giovane Mantegna a Padova ("Omaggio ad Andrea Mantegna pittore padovano. Archivio di Stato di Padova", Archivio di Stato di Padova e Canova, 2006, p. 95). Viene confermata la vita privata e artistica giovanile di Andrea Mantegna nell'ambiente padovano, "attraverso la lettura della documentazione archivistica con la pubblicazionie di documenti inediti che svelano legami affettivi e sociali inimagginabili che rivoluzionano le precedenti conoscenze integrandole".
 
Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Francesco Morone, Madonna col Bambino e i santi Giuseppe, Antonio da Padova, Anna e Francesco (tela, Bergamo, Accademia Carrara) Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Giovanni Zebellana, Deposizione di Cristo nel sepolcro, complesso platico, otto sculture, legno policromo dipinto a tempera, chiesa di Santa Toscana
 
Padova, Verona e Mantova
Le tre rassegne sono l'occasione per andare alla scoperta delle città d'arte che le ospitano. Ecco alcuni indirizzi da mettere in agenda per gustare la migliore cucina tipica e per dormire in eleganti bed & breakfast nel centro storico, oppure in ville ristrutturate in mezzo alla campagna.
 
Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), Marco di Antonio di Ruggero, detto lo Zoppo, Madonna che allatta il bambino al suono della musica degli angeli   Mantegna e Padova 1445-1460 (particolare di unopera esposta), Marco di Antonio di Ruggero, detto lo Zoppo, Madonna che allatta il bambino al suono della musica degli angeli  
 
PADOVA
A Padova, nel cuore della città, si sosta all'Hotel Grand'Italia (corso del Popolo 81, tel. 049.87.61.111 info@hotelgranditalia.it, doppia b&b da 130 euro), una residenza in stile Liberty, che risale al 1909. Gli interni sono decorati con stucchi e dorature che riproducono alcune sale del Louvre, mentre le camere sono ultra moderne. Fuori città, invece, in direzione di Venezia, a Piombino Dese si può soggiornare nell'aristocratica Ca' Marcello (via dei Marcello 13, tel. 049.93.50.340, doppia da 130 euro), villa in stile palladiano del '500, tuttora abitata dai conti Marcello. A disposizione degli ospiti, un grande appartamento su tre piani, composto da quattro camere, salotto, studio, camera da pranzo e cucina. Lo si può affittare per intero oppure occupare una sola camera. La famiglia organizza cene, pranzi, ma anche visite culturali dei dintorni in compagnia di storici dell'arte. Per cenare, si va a La Vecia Brenta a Mira Porte (via Nazionale 403, tel. 041.42.01.14, da 35 euro), cucina veneziana di solo pesce, con accostamenti stimolanti, come il pesce con il lardo. Pochi chilometri ancora in direzione di Padova e si trova Dolo. Qui, a Villa Goetzen (via Matteotti 6, tel. 041.51.02.300, www.villagoetzen.it, doppia b&b da 80 euro), ci si può fermare per un pranzo o una cena a base di lasagne al ragù di scampi e branzino o per una granseola al vapore, ma anche per dormire in una delle otto stanze con mobili d'epoca.
 
Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Domenico Morone, Madonna col Bambino, olio su tavola (Museo del Castelvecchio) Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Giovanni Zebellana, Deposizione di Cristo nel sepolcro, complesso platico, otto sculture, legno policromo dipinto a tempera
 
VERONA
La seconda tappa è Verona. Nella città degli innamorati sono molte le trattorie e i ristoranti tipici dove bere un buon bicchiere di vino (l'ombra, come la chiamano qui), accompagnato dalle specialità locali. A cominciare proprio dall'Osteria Giulietta e Romeo (corso Sant'Anastasia 27, tel. 045.80.09.177), degli stessi titolari dell'Osteria del Duca, che è situata a pochi passi (via Arche Scaligere 2/B, tel. 045.59.44.74). Identica la formula, identico il menu, un primo e un secondo a 13 euro. Da provare i bigoli con il ragù d'asino, le pappardelle all'anatra e la Pastissada de Caval, piatto tipico di Verona, uno stracotto di cavallo speziato. Entrambi i locali sono sempre strapieni e conviene prenotare in anticipo. Non può mancare una sosta alla Trattoria Tre Marchetti (vicolo Tre Marchetti, tel. 045.80.30.463, 40-60 euro), a due passi dall'Arena, un indirizzo ben noto ai melomani, che si danno appuntamento qui dopo l'opera (durante la stagione lirica, infatti, il ristorante rimane aperto fino alle 4 del mattino). Il patron Roberto gira tra i tavoli dando del tu ai clienti abituali ed elencando le specialità della casa: baccalà mantecato, gambetto di maiale con fagioli, moscardini luccio in umido, cotechino con polenta, bigoli con sarde di lago e guancia di manzo brasata all'Amarone. Tra i locali storici, c'è la Locanda Castelvecchio (corso Castelvecchio 21/a, tel. 045.80.30.097). Aperta nel 1831, è stata la prima gastronomia-salumeria di Verona, poi trasformata in ristorante. Mantiene ancora le vecchie cantine, le dispense e i magazzini, con le boiserie originali e gli arredi dell'epoca. Il menu proposto è tipico veronese. Per dormire, invece, alle porte di Verona si va alla tenuta Musella (Corte Ferrazzette 2, San Martino Buon Albergo, tel. 045.89.56.287), un complesso paesaggistico fra i più belli e incontaminati del Veneto. L'azienda agricola, che produce vino, olio e miele, sorge in una corte rurale del 1500, circondata da prati verdissimi. Dopo il restauro, sono stati ricavati due appartamenti e dieci camere doppie, tutte diverse tra loro.
 
 Andrea Mantegna  Andrea Mantegna
 
MANTOVA
A Mantova, dove le rassegne di grande respiro - come il Festivaletteratura - sono di casa, si sono inaugurati molti b&b di charme e locali strapieni di opere d'arte. Cominciando dal salotto buono, piazza Erbe, sono irresistibili i piatti proposti dal ristorante Grifone Bianco (tel. 0376.36.54.23), che unisce tradizione e tocchi creativi, come agnoli in brodo di cappone, garganelli con coda di rospo e luccio in salsa mantovana con polenta. Ed è ancora la fusione fra tradizione e innovazione a svelarsi sulla tavola del ristorante Tiratappi (piazza Leon Battista Alberti 30, tel. 0376.32.23.66), dove si gustano tortelli di zucca, tagliolini ai gamberi e zucchine e filetto di branzino. Per la notte, Casa Poli è un raffinato hotel di design, nel centro della città, con 27 camere e centro benessere (corso Garibaldi 32, tel. 0376.28.81.70, www.hotelcasapoli.it, doppia b&b da 120 euro). In alternativa, tre bed&breakfast di charme, uno più delizioso dell'altro: Casa San Domenico, indirizzo molto amato da scrittori e giornalisti, con tre suite in stile eccentrico e ricercato (vicolo Scala 8, tel. 0376.32.09.42, doppia b&b da 150 euro); l'Armellino, soffitti affrescati, colori caldi e arredi etnici nelle due camere e nell'ampia suite con camino (via Cavour 67, cell. 346.31.48.060, doppia b&b da 80 euro); l'Antica Locanda Matilda, antico casale nel verde fuori città, con tre camere arredate come una volta e ricche colazioni (via Rismondo 2, Castelletto Borgo, cell. 335.63.90.624, doppia b&b da 60 euro).
 
www.andreamantegna2006.it
 
Cataloghi
Marsilio (Verona), Skira (Padova e Mantova), Antiga (Cittadella) 
Uffici stampa
- Villaggio Globale International
www.villaggioglobale.com
a.lacchin@villaggioglobale.191.it
- Studio Esseci di Sergio Campagnolo
www.studioesseci.net
- Maria Vitali Comunicazione
arte@artemavico.it
 
 
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