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Beggiato: la predella della Pala di San Zeno va confiscata perchè rapinata da Napoleone Primo

Ettore Beggiato di fronte ad unopera di Corot
 
Verona, 20 novembre 2006. "Riprendiamoci  "La crocifissione" di Mantegna, in mostra a Verona, rapinata da Napoleone primo, l'infame". Lo chiede - in una nota - Ettore Beggiato, consigliere provinciale a Vicenza per Progetto Nordest e protagonista di numerose battaglie autonomiste per il Veneto. 
Per Beggiato bisognerebbe trattenere l'opera, oggi di proprietà del Louvre, sfruttando il fatto che essa è in mostra
a Verona in occasione della rassegna scaligera per i 500 anni dalla morte dell'artista veneto. 
"Nella mostra di Verona, nel palazzo della Gran Guardia, una delle opere più  significative - rileva Beggiato - è sicuramente la 'Pala di San Zeno' , commissionata da Gregorio Correr, abate della basilica di San Zeno probabilmente nel 1456". "Alla  fine del settecento il polittico fu rapinato da Napoleone primo - dice Beggiato -nel 1815 fu restituita solo la pala, mentre la predella dell'opera rimase in Francia".
 
 Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta),Pala di San Zeno, Sacra conversazione: Madonna col Bambino in trono tra gli angeli musici e cantori   Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Pala di San Zeno, Sacra conversazione: Madonna col Bambino in trono tra gli angeli musici e cantori
 Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 (particolare di unopera esposta), Pala di San Zeno, Sacra conversazione: Madonna col Bambino in trono tra gli angeli musici e cantori  Busto di Andrea Mantegna

"'La Resurrezione' e 'L'orazione nell'ortò - ricorda ancora Beggiato - finirono a Tours, presso il Musee des Beaux Arts, il dipinto centrale, 'La Crocifissione', è conservato al Louvre e in questi giorni c'é la possibilità di ammirare la maestria del Mantegna confrontando il dipinto con la copia che ha sostituito l'originale e che fa parte integrante dell'opera che solitamente è esposta nella basilica di San Zeno". 
Secondo Beggiato, che cita una ricerca dello storico veneziano Ranieri Da Mosto, al Veneto sarebbero stati sottratti in epoca napoleonica beni di valore stimabile in 2.000 milioni di miliardi di vecchie lire.
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