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A Castelfranco il direttore Christopher Hammer: In casa ho un museo in ricordo di Steffani

Il Teatro Accademico
 
Castelfranco, 20 novembre 2006 (da una nota di cronaca locale inviata da B. Menegon). Non cessa d'incuriosire il destino legato al nome di Agostino Steffani. Il celebre musicista barocco, nato a Castelfranco nel 1654 ma enormemente celebre nei teatri d'Europa più che in patria, continua ad attirare l'interesse dei musicisti stranieri. Accade così che - attualmente - il suo maggior studioso sia un organista, cembalista e direttore d'orchestra tedesco, Christoph Hammer. Nato a Monaco nel 1966 è oggi docente all'Accademia di Musica e Teatro della sua città e considerato uno dei più dotati musicisti nell'ambito del barocco. Invitato a Castelfranco dal Festival omonimo, quest'oggi Hammer sarà protagonista di uno degli eventi della stagione operistica trevigiana ovvero la prima edizione in tempi moderni del divertimento drammatico Ercole e Acheloo. Scritto da Steffani nel 1689 per il teatro di Hannover, questo lavoro vedrà Hammer sul podio con l'ensemble Orchestra da camera Lorenzo Da Ponte ed i solisti Cristina Jonas (Dejanira) Barbara Vignudelli (Ercole) Barbara Di Castri (Acheloo) Monica Tonietto (Eneo).
L'opera andrà in scena in forma di concerto alle 16 al Teatro Accademico di Castelfranco (biglietti 6-10 euro).
E' la prima volta che il maestro si trova a Castelfranco e in una delle brevi pause al serrato ritmo di prove rilascia questa intervista in una curiosa mescolanza composta di inglese, tedesco ed italiano.
Com'è nato il suo interesse per il musicista castellano?
"Da molti anni mi occupo di musica barocca e dieci anni fa ho iniziato una minuziosa ricerca sui musicisti che hanno operato a Monaco di Baviera tra il Sei ed il Settecento. Non ho tardato molto ad accorgermi che, per reputazione e livello qualitativo raggiunto, Agostino Steffani sopravanzava di molto i suoi coetanei e così ho preso a studiare con attenzione la sua musica"
Cosa ha scoperto su Steffani?
"Beh intanto ho potuto recuperare le cinque opere che ha composto espressamente per Monaco, e due anni fa abbiamo messo in scena "Niobe", di cui è poi uscito anche un cd. Oggi sono a Castelfranco per dirigere Ercole ed Acheloo che è una specie di opera in miniatura della durata di un'ora e trenta e con quattro cantanti"
E' vero che la sua casa è un vero e proprio museo alla memoria di Steffani?
"Beh non saprei. Credo però di essere senza dubbio il musicista che possiede il maggior numero di sue partiture tra opere, duetti da camera, musica sacra e lavori strumentali"
Cosa pensa in generale delle operazioni di recupero di musica sconosciuta?
"Credo siano molto interessanti, o almeno per me lo sono. L'idea di riportare alla luce una nuova idea musicale è per me veramente affascinante. In fondo, conosciamo soltanto il cinque per cento della musica barocca che esiste. Nel caso di Steffani si tratta poi di restituire una musica molto intelligente, che può appagare sia sotto il profilo del cuore, e cioè l'immediatezza dell'ascolto, sia sotto quello dell'intelligenza, cioè dei nessi armonici e strutturali".
 
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